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lunedì 29 agosto 2016

BASTA SANZIONARE LA SIRIA

Stop sanzioni alla Siria

Cristiani perseguitati in Siria
I tre Patriarchi residenti a Damasco, Sua Beatitudine John X, Patriarca greco-ortodosso di Antiochia e di tutto l’Est, Sua Beatitudine Gregorio III Laham, Patriarca melchita greco-cattolico di Antiochia e di tutto l’Est, Alessandria e Gerusalemme, e Sua Santità Mor Ignatius Aphrem II, Patriarca siriaco-ortodosso di Antiochia e di tutto l’Est e supremo Capo della Chiesa Ortodossa Siriaca Universale, hanno emesso il seguente appello alla Comunità internazionale chiedendo ai paesi potenti di fermare l’assedio e di abolire le sanzioni internazionali contro la Siria.
“Stop all’assedio del popolo siriano! Abolire le sanzioni internazionali contro la Siria”
Un Appello umanitario dai Patriarchi della Siria alla Coscienza Internazionale e ai Paesi coinvolti
Dall’inizio della crisi in Siria nel 2011, l’impatto delle sanzioni economiche e finanziarie sulla vita quotidiana dei cittadini siriani è aumentato. Ciò ha significato un carico enorme, che ha ingigantito la sofferenza del popolo siriano. Queste sanzioni rappresentano un altro aspetto della crisi e hanno comportato una maggiore pressione su individui, le istituzioni, le imprese e di conseguenza sull’intera popolazione.
L’assenza di nuovi investimenti e il divieto dei voli internazionali verso la Siria, così come la riduzione delle esportazioni verso il paese e l’inserimento di alcune imprese siriane nella lista nera del commercio internazionale, sono considerate misure economiche a favore dell’isolamento della Siria dalla comunità internazionale. Inoltre, la chiusura della maggior parte delle ambasciate dei paesi occidentali in Siria e la revoca dei loro dipendenti, limita le relazioni diplomatiche e l’interazione estera della Siria con altri paesi.
Oltretutto, il divieto delle transazioni bancarie internazionali con la Siria crea alle persone difficoltà finanziarie, impoverisce i cittadini, li minaccia nel loro sostentamento quotidiano e li priva della loro dignità umana.
Il Patriarca Lahaman per le vie di Aleppo
Il Patriarca Lahaman per le vie di Aleppo
Come risultato, i prezzi dei generi di prima necessità sono aumentati a causa della diminuzione del valore della moneta locale e della sua diretta influenza sul potere d’acquisto. Questo ha avuto serie conseguenze su tutti i livelli della società siriana, ha influito su ogni aspetto della quotidianità e ha portato alla crescita di nuovi problemi sociali.
Anche se i principali obiettivi dell’imposizione delle sanzioni sono politici, esse hanno colpito soprattutto la vita del popolo siriano, in particolare dei più poveri e della classe lavoratrice, la cui capacità di sopperire ai propri bisogni quotidiani come cibo e cure mediche è fortemente colpita. Nonostante la risolutezza dimostrata dal popolo siriano di fronte alla crisi, la situazione sociale sta peggiorando e la povertà e la sofferenza sono in costante aumento.
Pertanto noi, i tre Patriarchi residenti a Damasco, dove sentiamo fortemente la sofferenza del popolo siriano, di qualunque religione e gruppo, alziamo le nostre voci in questo appello umanitario chiedendo la revoca delle sanzioni economiche imposte al popolo siriano, che resta attaccato alla propria patria e alla civiltà esistente da migliaia di anni.
Il nostro appello è un invito a prendere misure straordinarie e decisioni coraggiose, sagge e responsabili, che abbiano una dimensione umanitaria basata sulla Carta dei Diritti dell’Uomo e le altre Convenzioni internazionali, soprattutto al fine di abolire le sanzioni economiche contro la Siria.
In questo modo si darà una risposta alle aspirazioni dei cittadini che cercano di migliorare le proprie condizioni di vita, si aiuterà a rafforzare il loro attaccamento alla terra dei loro antenati e si contribuirà a ripristinare l’armonia tra tutti i cittadini. Allo stesso modo, si porrà un limite allo sfruttamento della miseria del popolo siriano da parte di gruppi che non vogliono il bene comune del Paese. Verrà anche facilitato il lavoro delle nostre organizzazioni umanitarie ed ecclesiastiche nel compito di assegnare gli aiuti umanitari, distribuire le medicine e le attrezzature mediche a chi ne ha bisogno in tutta la Siria.
Il nostro appello risuona con il desiderio di alcuni paesi e organizzazioni umanitarie di aiutare il popolo siriano, che soffre la gravità della crisi. La cessazione delle sanzioni contribuirà ad alleviare la sofferenza e ad affrontare le conseguenze della crisi.
Speriamo che la comunità internazionale risponda all’appello umanitario dei siriani: “Stop all’assedio del popolo siriano! Abolire le sanzioni internazionali contro la Siria e permettere a questa gente di vivere con dignità, che è un diritto fondamentale di tutti i popoli del mondo”.
Damasco, 23 agosto 2016
John X, Patriarca greco-ortodosso
Gregorius III, Patriarca melchita greco-cattolico
Ignatius Aphrem II, Patriarca siriaco ortodosso
Traduzione dall’inglese di Matilde Mirabella
Fonte: Ora Pro Siria

UE VS INTERNET FREE

Europa pone barreras al Internet libre. Los operadores podrán controlar el tráfico de Internet en caso de congestión | Economía | EL PAÍS

Los operadores podrán controlar el tráfico de Internet en caso de congestión
elpais.com – Los operadores podrán controlar el tráfico de Internet en caso de congestión. El nuevo reglamento europeo consagra el principio de neutralidad de la Red pero permite que las compañías filtren los datos por seguridad o atasco – Ramón Muñoz
La Unión Europea ha consagrado el principio de neutralidad de la Redpero con sonadas excepciones. Las compañías de telecomunicaciones no podrán bloquear, discriminar o ralentizar el tráfico de Internet independientemente de los contenidos que vayan a través de sus redes o los proveedores de los mismos, según el reglamento a cuyas directrices ha tenido acceso EL PAÍS.
Ahora bien, los operadores podrán saltarse esa regla por orden judicial, para garantizar la seguridad, o cuando consideren que hay peligro de congestión de sus redes.
El grupo que reúne a los reguladores nacionales europeos aprobó el pasado 25 de agosto el texto definitivo del reglamento que regulará la neutralidad de la red, un controvertido tema que pretende evitar que los proveedores de servicios de Internet (ISP) como Telefónica, Vodafone y Orange, bloqueen o filtren, según sus intereses comerciales, el tráfico generado por las firmas de contenidos y aplicaciones en la Red (Google, Facebook, YouTube, Spotify, etcétera) o el de sus propios abonados.
Tras años de discusiones, el reglamento consagra el derecho de los usuarios a que todos los datos que viajen por la Red tengan el mismo tratamiento, pero con excepciones y mucha letra pequeña. El reglamento es más generoso con las posturas de los operadores que el aprobado en Estados Unidos, que sirve de referencia para los modelos que apuestan por menores controles de la Red, en el espíritu de solidaridad y apertura con que nació la web hace 25 años.
Estos son los aspectos más destacados de la norma:
¿Qué es la neutralidad de la Red? El reglamento define este principio como un debate sobre la forma en que los ISP gestionan los datos o el “tráfico” realizado en sus redes cuando los usuarios finales demandan contenidos, aplicaciones, servicios como YouTube o Spotify, o se intercambian datos entre ellos.
El principio de neutralidad consagra que se deben tratar todos los datos por igual, sin importar lo que contienen, la aplicación que transmite esos datos, de dónde vienen o a dónde van.
¿Qué se prohíbe a los operadores de red? Este es el punto fundamental de la nueva norma. Se prohíbe a los ISP “bloquear”, “ralentizar” o “discriminar” el tráfico de Internet. Es decir, que un operador no puede bloquear un tipo de servicio como, por ejemplo, las llamadas por Internet (voz sobre IP) o el streaming (video online).
O no puede dar prioridad a un proveedor de contenidos frente a otro. Es decir, que, por ejemplo, no podría cerrar un acuerdo comercial con YouTube o Spotify para que vayan más rápido por su red que servicios similares de sus rivales.
Los operadores solo podrán fijar controles “el tiempo necesario”
¿Cuáles son las excepciones? Hay tres casos en los que las operadoras pueden gestionar el tráfico al margen de la regla general: para cumplir con una orden judicial, para garantizar la integridad y seguridad de la red, y “para impedir la congestión” de sus redes. Este último punto es el más controvertido porque puede servir de excusa a los ISP para discriminar el tráfico según sus intereses comerciales.
La norma señala que la excepción debe aplicarse “únicamente durante el tiempo que sea necesario” y tratando por igual servicios equivalentes.
Es decir, si un operador ralentiza un contenido de streaming como, por ejemplo, Spotify, tiene que hacer lo mismo con todos los servicios similares. Además, los ISP deben justificar ante los reguladores nacionales (la CNMC, en el caso español) la adopción de esas medidas excepcionales.
¿Pueden dar las empresas servicios limitados en Internet? El reglamento prohíbe expresamente las ofertas que sólo permiten el acceso a una parte de Internet o a algunas webs específicas. De esta forma, se prohibiría Internet.org, la iniciativa de Facebook que a través de un número limitado de operadoras pretende prestar algunos servicios gratuitos de Internet en países en desarrollo.
La norma no será de aplicación en bares, hoteles y centros corporativos
¿Qué ocurre con la tasa cero? La tasa cero o zero rating es una práctica que aplican sobre todo las compañías de telefonía móvil de no cargar o cobrar los datos que usan sus abonados para consumir aplicaciones o servicios de Internet específicos. Por ejemplo, hay operadoras que no cargan los datos del uso de WhatsApp o Facebook.
El reglamento establece que está permitido dar acceso gratuito a alguna aplicación durante un tiempo promocional, porque se considera que esta práctica no limita los derechos de los consumidores.
No obstante, prohíbe a las operadoras que cuando su cliente agote su tarifa de datos bloqueen o ralenticen todas las aplicaciones excepto aquellas incluidas en el zero rating.
¿Qué tipos de servicios están cubiertos por la norma? El reglamento se refiere a la prestación de servicios de acceso a Internet, con independencia de la tecnología utilizada (por ejemplo, fibra, cable, móvil) y del equipo de acceso (móvil, tableta, PC o portátil). Los dispositivos máquina a máquina (M2M), los contadores inteligentes o lectores de libros electrónicos quedan fuera de la norma. También se excluye la aplicación de esta directriz en el acceso a internet proporcionado por cafés, restaurantes, hoteles y redes corporativas internas en general “porque estos servicios están normalmente limitados a un grupo predeterminado de usuarios”.
El reglamento prohíbe iniciativas como Internet.org de Facebook
Transparencia. En banda ancha fija, los operadores están obligados a informar a sus usuarios sobre las velocidades máximas, mínimas y medias (a las que normalmente navegan la mayor parte del tiempo). Para Internet móvil, deberán dar una estimación sobre la velocidad máxima.

Un largo y tortuoso camino legislativo

El principio de neutralidad de la Red es uno de esos asuntos sobre el que todos los políticos parecen opinar lo mismo pero nadie se atreve a legislar y a bajar a los detalles. Desde que en 2010 se la Comisión Europea a través de la combativa comisaria Neelie Kroes lanzara la consulta el asunto ha ido pasando por el tortuoso camino legislativo comunitario. Finalmente, el BEREC, el grupo que reúne a los reguladores de telecos europeos, aprobó las directrices de la norma en la reunión plenaria del pasado 25 de agosto.
Las conclusiones preliminares del BEREC se sometieron a consulta pública durante junio y julio y se recibieron casi medio millón de respuestas. Han participado en la consulta las grandes telecos europeas (Telefónica, Vodafone, Orange, Deutsche Telecom), empresas de internet (Netflix, Facebook, Microsoft…) y asociaciones de consumidores.
Estas últimas, que siempre se han quejado del poder de influencia en Bruselas de las grandes compañías de telecomunicaciones, no estarán contentas a buen seguro con el texto final de la norma.
Diversos movimientos ciudadanos se han unido en la plataforma Save the Internet que reclama una redacción menos vaga y sin contradicciones, adoptando los mismos principios que sirvieron a la Administración de Barack Obama y el regulador FCC, para blindar legalmente la neutralidad.
Para mayor complicación, en España se ha adoptado un modelo singular. Mientras que en Europa, será cada organismo regulador el que aplique las directrices en su país, en el caso español la Comisión Nacional de los Mercados y la Competencia (CNMC) ha sido la que ha participado en la elaboración de las directrices del BEREC; pero su aplicación no recae en el organismo regulador independiente, sino en el Ministerio de Industria.
Sin embargo, la CNMC sí que se ocupará de los conflictos entre operadores que pudieran surgir por la aplicación de las directrices.

IMAM VS ATEO

L’imam e l’ateo, il confronto che mancava – micromega-online

temi.repubblica.it – micromega-online – L’imam e l’ateo, il confronto che mancava.
Ancona, mercoledì 31 agosto, ore 18.30. Loggia dei Mercanti, “Religioni e Democrazia. Il diritto alla laicità”. Incontro con Paolo Flores d’Arcais e Izzedin Elzir. Modera Giancarlo Galeazzi.
Paolo Flores d’Arcais, filosofo e direttore della rivista Micromega, nel suo ultimo libro “La guerra del sacro. Terrorismo, laicità e democrazia radicale”, si interroga sul dialogo pubblico con le religioni dopo gli attentati del 2015 in Francia, da Charlie Ebdo al Bataclan, tenendo come bussola etica la necessità di una reale laicità della democrazia.
A dialogare con lui c’è l’imam Izzedin Elzir, presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (Ucoii), di fatto la massima autorità islamica in Italia, in un confronto serrato tra radici e attualità, tra le ragioni delle religioni e i principi della laicità.

SPINELLI E LA GUERRA

DI ROSANNA SPADINI
comedonchisciotte
Tempi da leggenda e sirene di guerra … mentre per la prima volta dalla fine della guerra fredda, il governo tedesco si appresta a varare un "Piano di Difesa Civile" per fare fronte ad eventuali emergenze catastrofiche, terrorismo, incidenti nucleari e conflitti armati. Il documento di 69 pagine insiste sul rafforzamento delle strutture sanitarie e sull'implementazione di un sistema d'allarme affidabile, preme per il supporto dei civili alle forze armate, e soprattutto invita la popolazione a fare scorta di acqua, due litri a persona per 5 giorni, e specialmente di alimenti che siano sufficienti per 10 giorni. Queste misure, spiega il piano di emergenza, sarebbero necessarie per istruire in modo appropriato i cittadini, perché in un prossimo futuro "non si possono escludere situazioni che minacciano la vita e l'esistenza delle persone". L'ultimo programma di difesa civile tedesca era stato elaborato nel gennaio del '89, prima della caduta del muro di Berlino, e quando la Nato si esercitava per una guerra nucleare con l'Urss. Anche oggi la Nato ha accerchiato la Federazione Russa con decine di basi nucleari, quindi si ripropone la stessa tensione geopolitica di allora.


Mentre a Ventotene è andato in onda l'ultimo atto della commedia dell'arte europea, che smentirebbe inesorabilmente il "sogno europeo di benessere e progresso" dei Padri Fondatori … ma quale "sogno"? Con una becera propaganda di regime i figli legittimati dai padri hanno reso omaggio alla tomba del falso mito di Altiero Spinelli, quando sarebbe il caso di riflettere sulle ragioni che hanno portato alla nascita della "Comunità Europea", figlia dell'imperialismo americano, che conteneva già dalle origini tutti i germi delle future disgrazie … scrive infatti Spinelli il 12 aprile 1953, nel suo Diario: " … Per quanto non si possa dire pubblicamente, il fatto è che l’Europa per nascere ha bisogno di una forte tensione russo-americana, e non della distensione, così come per consolidarsi essa avrà bisogno di una guerra contro l’Unione Sovietica, da saper fare al momento buono" (A. Spinelli, Diario Europeo 1948-1969).

Dal Manifesto di Ventotene emerge dunque un progetto unionista europeo ben diverso dal propagandato “sogno di pace”, ed ora serve una guerra per consolidarlo ... dopo il Brexit, che ha fortemente squassato il "fogno", si è sentito il bisogno di rilanciare il mito leggendario, recuperando tutti i simboli di un naufragio storico, sociale, civile … a Ventotene è andato in onda il funerale dell'Ue (Mauro Bottarelli), quell'Unione che ha tradito con ogni mezzo i propri cittadini, in modo particolare quelli dei paesi del sud, con politiche economiche mirate a rimpinguare i forzieri dei banksters e a distruggere diritti sociali, benessere, occupazione e welfare, che avevano finora tutelato la vita delle persone. 
Dietro la leggenda si cela la falsa informazione. Non è assolutamente vero infatti che l’unificazione europea abbia garantito settant’anni di pace sul continente, se consideriamo "sine ira ac studio" tutte le guerre avvenute negli ultimi anni: Irlanda del Nord, Paesi Baschi, Guerra Fredda, Balcani, Ucraina. Appunto nel settembre 2000 esce un curioso articolo del "Telegraph" di Ambrose Evans-Pritchard, uno dei pochi articoli pubblicati dalla stampa ufficiale, che denunciava l'intervento della CIA nella campagna di propaganda degli anni '50 e '60 per un'Europa unita …
Infatti alcuni documenti governativi americani resi di dominio pubblico mostravano che i servizi segreti americani avevano finanziato e diretto il movimento federalista europeo. I documenti erano stati trovati da Joshua Paul, un ricercatore della Georgetown University di Washington, e comprendevano file resi pubblici dai National Archives. Da ciò si deduce che il principale strumento di Washington per forgiare l’agenda europea fu l’American Committee for a United Europe (ACUE), costituitosi nel 1948 … in pratica un Comitato americano nato e finanziato proprio dagli Usa (Rockefeller Fondation e Ford Foudation).
Guarda caso il primo Presidente del “Comitato” fu William Donovan, capo dell’ufficio USA dei servizi strategici durante la Seconda Guerra mondiale (Office of Strategic Services, OSS), e precursore della  CIA. Il vice presidente fu Alen Dulles, direttore della CIA dal 1953 al 1961. Fu presente nel consiglio anche Walter Smith, nominato nell’ottobre 1950 primo direttore della CIA. Poi c'era Paul Hoffman, ex ufficiale dell’OSS, capo dell’amministrazione del “Piano Marshall” e presidente della Fondazione Ford, che divenne capo di ACUE verso la fine degli Anni Cinquanta. In pratica i fondatori di ACUE erano tutti uomini dei servizi segreti americani, ciò spiega come l’UE sia stata una creatura del Dipartimento di Stato e della CIA.  Il progetto politico completava il piano di dominio americano e comprendeva tre fasi: “Piano Marshall”, nel 1948-1952, (dominio economico), NATO dal 1949 (dominio militare), UE (dominio politico).
La filiale europea di ACUE poi fu rappresentata dal "Movimento Europeo" ed era la più importante organizzazione federalista del dopoguerra. Uno dei fondatori del Movimento Europeo era Joseph Retinger ossia colui che qualche anno più tardi diventerà il segretario responsabile delle riunioni del Club Bilderberg.  Il "Movimento Europeo"  giocherà un ruolo essenziale nel processo di colonizzazione europea «esercitando influenza sulle istituzioni nazionali e comunitarie».

I Presidenti del Movimento furono proprio alcuni degli uomini ritenuti i "Padri dell’UE" come Henry Spaak, Giscard D’Estaing e Robert Schuman, ed anche Winston Churchill, Konrad Adenauer, , François Mitterrand … gli italiani sono stati insieme ad Altiero Spinelli, De Gasperi che ne è stato presidente onorario e Giorgio Napolitano.
Successivamente Rockefeller finanziatore di ACUE e Retinger del "Comitato Europeo" diedero vita nel 1954 al "Gruppo Bilderberg", per proseguire gli interessi USA nella creazione di una UE che fosse diretta rappresentanza delle élite sovranazionali e non dei popoli. Ed ecco che al Bilderberg si succedono in ordine di tempo Alcide De Gasperi, Altiero Spinelli e Romano Prodi … ossia quelli che vengono osannati come i "Padri Fondatori dell’Unione Europea".
E come ha affermato Zbigniew Brzezinski , Consigliere Usa per  la sicurezza nazionale, nonché fondatore della Commissione Trilaterale nel suo saggio “La grande scacchiera”, l’Europa Unita doveva fungere da strumento di colonizzazione Usa e testa di ponte verso il continente asiatico … perché lo stato dell’economia oggi "richiede imperativamente la guerra".
Del resto leggendo il "Manifesto di Ventotene" del 1941, ci rendiamo conto di quanto fosse velleitario e utopistico il progetto di Spinelli, totalmente slegato da un'analisi oggettiva della storia europea e fortemente guidato da un'ideologia falsamente "socialista", subdolamente neoliberista, o comunque ferocemente ostile allo stato nazione, l'unico che nei millenni di storia occidentale ha permesso il sorgere di una qualche sorta di "democrazia".

Spinelli dice che: "La sconfitta della Germania non porterebbe automaticamente al riordinamento dell'Europa secondo il nostro ideale di civiltà. Nel breve intenso periodo di crisi generale, in cui gli stati nazionali giaceranno fracassati al suolo, in cui le masse popolari attenderanno ansiose la parola nuova e saranno materia fusa, ardente, suscettibile di essere colata in forme nuove, capace di accogliere la guida di uomini seriamente internazionalisti, i ceti che più erano privilegiati nei vecchi sistemi nazionali cercheranno subdolamente o con la violenza di smorzare l'ondata dei sentimenti e delle passioni internazionalistiche, e si daranno ostinatamente a ricostruire i vecchi organismi statali. Ed è probabile che i dirigenti inglesi, magari d'accordo con quelli americani, tentino di spingere le cose in questo senso, per riprendere la politica dell'equilibrio delle potenze nell'apparente immediato interesse del loro impero."

In più l'internazionalismo socialista di Spinelli smentisce tristemente quello che già si stava realizzando nella società imperialistica, dove il proletariato restava legato al territorio e a politiche localistiche, mentre il potere finanziario si stava gradualmente sganciando dal territorio e stava diventando sempre più transnazionale e globalizzato. "Il nuovo ordine mondiale, che troppo spesso appare come un nuovo disordine mondiale, ha bisogno proprio di stati deboli per conservarsi e riprodursi." (Z. Bauman)

La miopia profetica di Spinelli prosegue poi attraverso un'analisi prospettica che si è rivelata indiscutibilmente disgraziata: "Le forze conservatrici, cioè i dirigenti delle istituzioni fondamentali degli stati nazionali: i quadri superiori delle forze armate, culminanti là, dove ancora esistono, nelle monarchie; quei gruppi del capitalismo monopolista che hanno legato le sorti dei loro profitti a quelle degli stati; i grandi proprietari fondiari e le alte gerarchie ecclesiastiche, che solo da una stabile società conservatrice possono vedere assicurate le loro entrate parassitarie; ed al loro seguito tutto l'innumerevole stuolo di coloro che da essi dipendono o che sono anche solo abbagliati dalla loro tradizionale potenza; tutte queste forze reazionarie, già fin da oggi, sentono che l'edificio scricchiola e cercano di salvarsi. Il crollo le priverebbe di colpo di tutte le garanzie che hanno avuto fin'ora e le esporrebbe all'assalto delle forze progressiste." In realtà è accaduto esattamente il contrario, le forze conservatrici non hanno difeso lo stato nazione, ben sapendo che sarebbe stato avverso ai loro interessi turboliberisti, con tutte le proprie pastoie democratiche divenute ormai desuete per l'alta finanza ... ed hanno invece forzato l'aggregazione transnazionale degli stati, con tutto quello che ne consegue: libera circolazione delle merci, degli uomini e dei capitali.

Alla fine Spinelli demolisce definitivamente anche solo l'idea di "stato nazione", considerato la peggior sventura possibile, nemico del progresso, del benessere, della democrazia e della pace: " Ma essi hanno uomini e quadri abili ed adusati al comando, che si batteranno accanitamente per conservare la loro supremazia. Nel grave momento sapranno presentarsi ben camuffati. Si proclameranno amanti della pace, della libertà, del benessere generale delle classi più povere. Già nel passato abbiamo visto come si siano insinuati dentro i movimenti popolari, e li abbiano paralizzati, deviati convertiti nel preciso contrario. Senza dubbio saranno la forza più pericolosa con cui si dovrà fare i conti. Il punto sul quale essi cercheranno di far leva sarà la restaurazione dello stato nazionale. Potranno così far presa sul sentimento popolare più diffuso, più offeso dai recenti movimenti, più facilmente adoperabile a scopi reazionari: il sentimento patriottico." (Altiero Spinelli, Manifesto di Ventotene 1941-44)

In verità il "falso e pasticciato socialismo" di Spinelli ha rappresentato la retorica più ipocrita di un'ideologia rivelatasi malsana, sbagliata e funesta, pilotata dalle oligarchie finanziarie transnazionali, che hanno condannato alla stagnazione tutta l'Europa e hanno imposto il nuovo regime dei banksters. Le politiche neoliberiste di macelleria sociale che in questi anni hanno creato disoccupazione, disperazione e innumerevoli suicidi per motivi economici, vogliono cancellare i diritti sociali e i diritti dei lavoratori faticosamente conquistati, vogliono imporre una disoccupazione strutturale ed una migrazione compulsiva e continua, per provocare deflazione salariale e flessibilità spinta nel mondo del lavoro.

E poi dall'europeismo spinelliano patologico sono nati gli attuali sicari dell'euro: Jean Claude Juncker, presidente della Commissione europea, Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo, e Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea … sono loro che decidono il futuro d'Europa, un futuro grigio, fatto di povertà e rigore. I cinque eurocrati hanno prodotto il "Five Presidents Report" nel giugno 2015, che pianifica il futuro dell'Europa da qui al 2025, e progetta la creazione di un "Superstato Europeo".
Un abile stratagemma per creare un governo economico unico europeo, al fine di salvaguardare accuratamente l'eurozona dall'assalto delle forze centrifughe populiste. Perfino Boris Johnson, poco prima del Brexit, si era scatenato sulle colonne del "Telegraph", rivelando lo scoop dei nuovo piani nazisti di unificazione della UE da parte dell’eurocrazia dominante.

Giusto per blindare i piani imperialistici poi, è in atto una lenta ma graduale militarizzazione dell'Europa … in Francia al ritorno dalle vacanze gli studenti seguiranno corsi appositi antiterrorismo, mentre i presidi dovranno seguire un addestramento specifico presso i centri della Gendarmeria e fungeranno nei mesi a venire da agenti di raccordo con i funzionari della sicurezza, che aumenteranno di numero. Intanto il governo tedesco, dopo l'annuncio di zia Angie che il terrorismo islamico non è stato una diretta conseguenza del massiccio afflusso di immigrati musulmani in Germania, sta considerando di riportare la coscrizione a livello nazionale, per rispondere agli attacchi terroristici e per difendere le frontiere dall'immigrazione clandestina.

Berlino ha annunciato di voler prendere misure più efficaci e di voler spendere molto di più per le forze di polizia e di sicurezza, per creare anche una speciale unità di contrasto alla criminalità informatica e al terrorismo. Il governo tedesco infatti aveva abolito il servizio militare obbligatorio nel 2011, sostenendo che non vi era in quel momento la necessità geopolitica per mantenerlo, scelta chiaramente manovrata dagli Usa, perché un'Europa priva di un proprio efficiente apparato di difesa diveniva ulteriormente ostaggio dell'egemonia militare degli Usa. Rimarcando l'inaspettata militarizzazione della società tedesca, il ministro della Difesa Ursula von der Leyen ha detto che la futura "Bundeswehr" sarebbe una formazione di polizia federale, adibita alle operazioni di antiterrorismo nazionale.

La carta del Ministero degli Interni cita anche gli obblighi dei civili e delle organizzazioni per l'assistenza del Bundeswehr, in particolare aiutando le "organizzazioni di reclutamento e le infrastrutture di alloggio" … alcune delle funzioni di supporto dei militari potrebbero anche essere affidate alla società civile, come "una disposizione limitata di ristorazione per le truppe durante le operazioni".  Tuttavia, il documento va ben oltre le attività di outsourcing militari moderni e discute di altre proposte, simili alle misure da prendersi in tempo di guerra. 

Rosanna Spadini
Fonte: www.comedonchisciotte.org
29.08.2016

Riferimenti
http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/1356047/Euro-federalists-financed-by-US-spy-chiefs.html

ECCO PERCHE' COMBATTERE L'ORDINE MONDIALE

“Innumerevoli persone… odieranno il nuovo ordine mondiale… e moriranno protestando contro di esso.”
H.G. Wells, The New World Order (1940)
Nel corso della nostra vita e in tutta la nostra cultura siamo condizionati a seguire concetti di false divisioni. Siamo indotti a credere che democratici e repubblicani siano parti distinte e opposte, mentre in realtà sono due rami dello stesso meccanismo politico di controllo. Siamo indotti a credere che due nazioni come gli Stati Uniti e la Russia sono nemici geopolitici, quando, in realtà, si tratta di due governi fantoccio sotto il dominio degli stessi finanzieri internazionali. Infine, ci viene detto che i banchieri internazionali sono in qualche modo separati da confini ed filosofie, quando la realtà è che tutte le banche centrali rispondono ad una singola autorità centrale: la Bank Of International Settlements  o BIS (1) (la Banca dei Regolamenti Internazionali, ndt).


Noi veniamo piacevolmente intrattenuti con storie di costante conflitto e divisione. Ma la verità è che c’è solo una battaglia che conta, una sola battaglia davvero importante: la battaglia tra coloro che cercano di tenere sotto controllo gli altri e quelle persone che desiderano semplicemente essere lasciate libere.
Il “Nuovo Ordine Mondiale” è un concetto creato non nella mente dei “teorici della cospirazione”, ma nelle menti di coloro che cercano di controllare gli altri. Costoro si sono autoproclamati un élite che immagina di essere in grado di determinare il destino di ogni uomo, donna e bambino a scapito della libertà e dell’autodeterminazione individuale. Tali élite sono spesso molto aperte circa le loro ambizioni e intenzioni globaliste, pro-prio come lo scrittore HG Wells, membro dell’organizzazione socialista Fabian Society e legato alla concezione globalista che ha descritto il ​​suo progetto per la governance mondiale nel libro sopra citato. In questo articolo, vorrei esaminare la natura della nostra battaglia contro l’élite e perché le loro teorie di ingegneria sociale sono illogiche, inadeguate e, in molti casi, dannose e distruttive.
Il “comune bene superiore”
Ho sempre trovato affascinante che mentre elitisti e propagandisti del NWO proclamano costantemente che la moralità è relativa e che la coscienza non è inerente, essi sono coloro che in qualche modo possiedono la corretta definizione di un “bene superiore”. Se “buono” è in tutti i casi relativo, allora non sarebbe del tutto relativo anche quale sia il “bene superiore”? Questa incongruenza nel loro ragionamento non sembra impedire loro di indurre le masse attraverso la propaganda o la violenza ad accettare la loro versione di un miglior giudizio.
Come molti psicologi e antropologi (tra cui Carl Gustav Jung e Steven Pinker) hanno dimostrato in decenni di studi, la bussola morale e la coscienza non sono semplici prodotti dell’ ambiente; sono ideali innati al di fuori del regno delle influenze ambientali. Quale sia il bene più grande è intrinsecamente e intuitivamente sentito dalla maggioranza delle persone. Questa è la voce della coscienza che è presente in ogni singolo individuo.
Non è un caso che le élite del NWO finiscano per contraddirsi affermando che la morale è priva di significato, e al contempo dichiarando pura la loro moralità personale. Al fine di ottenere potere sugli altri, devono prima convincere gli individui di essere dei contenitori vuoti mancanti di senso e direzione. Devono convincere le masse che esse ignorano la loro voce interiore della coscienza. Solo successivamente le masse sacrificheranno le loro libertà al fine di acquisire quelle risposte, di cui non hanno in realtà bisogno, da quelle élite che in realtà non le possiedono.
Il collettivismo
Non pretendo di sapere quale sia l’ideologia necessaria per una società perfetta, e certamente non conosco le soluzioni esatte necessarie per giungerci. Quello che so, però, è che anche nessun’altro è in grado di saperlo. Ogni volta che qualcuno va su un palco per annunciare che solo lui ha le risposte ai problemi del mondo, non posso fare a meno di essere sospettoso sulle sue motivazioni. Raramente, se non mai, sento queste persone suggerire che maggiore libertà e individualità creeranno un futuro migliore. Invece, la loro soluzione comporta sempre meno libertà, più controlli e maggiore violenza per giungere a una società plasmata secondo la loro vi-sione.
L'utopia offerta dalla élite al potere esige sempre una mentalità collettivista per cui l'individuo deve rinunciare alla sua autodeterminazione e indipendenza in modo che il gruppo possa sopravvivere e prosperare. Il problema è che nessuna società, cultura o collettività può esistere senza gli sforzi e i contributi degli individui. È per questo che la libertà e la prosperità del singolo è di gran lunga più importante della sicurezza o addirittura dell'esistenza del gruppo. Le élite lo sanno bene, e questo è il motivo per cui riservano una qualche manifestazione di individualismo (nella loro piccola cerchia). Non importa la forma che ci viene presentata - che si tratti di socialismo, comunismo, fascismo o una qualche fusione di questi - l'obiettivo è sempre lo stesso: il collettivismo e la schiavitù per le masse e una sfrenata ingordigia per gli oligarchi.
L’ideologia della forza
Se la vostra idea di una società migliore è quella buona e razionale, non dovrebbe essere necessario usare la forza al fine di convincere la gente ad accettarla. Solo le idee intrinsecamente distruttive richiedono l’uso della forza per spaventare la gente e renderla sottomessa. Quella del NWO è un’idea che si basa interamente sulla forza. La globalizzazione ci è stata costantemente venduta come parte della naturale evoluzione del genere umano, ma questa “evoluzione naturale” è sempre avanzata tramite l’uso della menzogna, della manipolazione, della paura e della violenza. Il concetto del NWO è quello di un completo accentramento, un accentramento che non può essere realizzato senza l’uso del terrore, difatti chi sosterrebbe la creazione di una nociva autorità di potere globale tranne che non sia stato terrorizzato con questi metodi?
Il solo uso moralmente accettabile della forza è quello per difendersi contro un’aggressione. Non appena il NWO porta inesorabilmente avanti il ​​suo attacco alle nostre libertà, noi, i difensori, veniamo etichettati come “violenti estremisti“ se ci rifiutiamo obbedire quietamente. La dipendenza della forza da parte del NWOal fine di promuovere i suoi valori rende la sua metodologia intrinsecamente viziata in quanto deriva dall’ignoranza e dalla psicopatia, piuttosto che dalla saggezza e dalla verità.
Disonestà Come Politica
Come con l’uso della violenza, l’uso della menzogna per raggiungere il successo automaticamente avvelena qualunque bene che si possa aver ottenuto con i propri sforzi. Le élite si scrollano comunemente di dosso questa logica convincendo gli altri che esista una cosa come una “nobile menzogna” (sia Saul Alinsky che Leo Strauss, i guardiani del falso paradigma di destra/sinistra, hanno promosso l’uso delle “nobili menzogne”) e che le masse debbano essere ingannate in modo da indurle a fare ciò che è meglio per loro stesse e per il mondo. Questo è, ovviamente, un gioco sociopatico di auto-esaltazione.
Le menzogne sono raramente, se non mai, sfruttate da persone che vogliono rendere migliore la vita degli altri; spesso sono utilizzate da coloro che vogliono rendere migliore la propria vita a discapito di quella altrui. A questo si aggiunge l’affermazione egocentrica che le élite agiscono per “il nostro bene”, mentre in realtà ciò vogliono è solo maggiore potere, e ciò che se ne ottiene è uno stereotipato rapporto di abusi su scala globale.
Le metodologie che offrono benefici legittimi all’umanità cercano deliberatamente la verità e non hanno bisogno di nascondersi dietro un velo di disinformazione e depistaggi. Se certi metodi richiedono la segretezza, l’occultamento e l’inganno al fine di diventare di uso comune nella società, allora in quella società  è più probabile un’influenza negativa, e non certo positiva.
Il controllo dei pochi  
Per quale motivo l’umanità avrebbe bisogno di una élite selezionata? A quali scopi servirebbe realmente questa oligarchia? Un potere centralizzato sarebbe davvero efficiente e pratico così come ci vien dipinto? O è in realtà un ostacolo sia per l’umanità che per la nostra ricerca di miglioramento di noi stessi? I sostenitori di un NWO ritengono che la governance globale sia inevitabile e che la sovranità in qualsiasi sua forma è la causa di tutti i nostri mali. Tuttavia, penso che se guardo indietro ai momenti più difficili della storia (quelli che non ti spiegano nei testi universitari), la vera causa della maggior parte dei mali del mondo è ovviamente l’esistenza di gruppi d’élite.
La “efficienza” di una centralizzazione può essere utile solo a coloro che si trovano sulla cima della piramide, in quanto generalmente sono al vertice di un vasto labirinto di complessa burocrazia. Nessuna struttura di questa autorità iper-condensata potrebbe sopravvivere se la cittadinanza non fosse totalmente dipendente da essa. La centralizzazione rende la vita più difficile a tutti in quanto elimina la capacità individuale di fornire propri elementi essenziali e fare le proprie scelte. Vale a dire, la centralizzazione rimuove tutte le opzioni alternative dal sistema, fino a quando l’unica via possibile diventa quella di prostrarsi alla struttura.
Non ho mai visto un solido esempio di centralizzazione del potere che porti a una società migliore, o a persone più felici. Non ho nemmeno mai incontrato un gruppo selezionato di leader sufficientemente intelligenti e compassionevoli in grado di sorvegliare e micro-gestire le intricate complessità del mondo intero. Non vi è alcuna utilità di un élite, e perciò dobbiamo chiederci per qual motivo averla.
Una visione contraria
Discutere su cosa dovrebbe essere fatto riguardo al mondo è uno sforzo inutile fino a quando non si consideri ciò che bisognerebbe fare della propria vita. Fin quando le persone saranno colpite da pregiudizi, desideri egoistici e mancanza di consapevolezza, non saranno mai in grado di determinare ciò che è meglio per gli altri. La filosofia che si oppone al NWO, la filosofia del Movimento per la Libertà, sostiene che nessuno abbia il diritto di imporre la sua particolare versione di una società perfetta su chiunque altro. Non appena qualcuno lo fa, commette un pesante attacco contro la libertà individuale – un attacco che deve terminare.
La nostra risposta è semplicemente che le persone che vogliono controllare gli altri siano rimosse dalle posizioni di controllo e che le persone che vogliono essere lasciate sole possano farlo. L’associazione e la partecipazione devono essere sempre volontarie; in caso contrario, la società perde valore. Non si tratta di anarchia, nel senso che ogni conseguenza deve venire rimossa. Piuttosto, i diritti della persona diventano di primaria importanza e le libertà dell’individuo devono avere la precedenza sulle richieste sempre fumose di qualche gruppo astratto. La risposta più comune a questo principio del valorizzare l'individuo contro i timori collettivi è che "qualcuno" debba applicare e far rispettare una struttura del diritto e di responsabilità, in caso contrario, la società "cadrebbe a pezzi" in un vortice di follia e il caos. E forse questo è vero, anche se nella storia umana non è mai stato permesso a un vero autogoverno di esistere senza l’immediata interferenze da parte di gruppi d’élite, per cui nessuno sa per certo cosa sarebbe accaduto.
Eliminare i controlli da parte di un governo palese, tuttavia, non significa che dobbiamo farla finita con la “legge”. La legge naturale, come la coscienza, esiste nel nostro essere in modo biologico e spirituale, e non richiede un’autorità centrale che la definisca. La legge naturale sostituisce le leggi degli uomini. Infatti, le uniche leggi fatte dall’uomo da seguire derivano ​​dalla legge naturale. Il principio fondamentale del diritto naturale è che nessuno ha il diritto di impedire o erodere i diritti innati di altri, purché rispettino anche le leggi naturali. Il secondo è che qualsiasi persona che viola i diritti innati di un altro, commette una violazione contro la legge naturale. Le sue trasgressioni contro l'autorità di governo sono secondarie, se non prive di significato . Quando si comprende l'esistenza inattaccabile e la preminenza del diritto naturale, si scopre velocemente come i governi siano realmente inutili.
L'unica ragione di esistenza per qualsiasi governo è quello di salvaguardare la libertà individuale. Punto. L'intento originale dei padri fondatori dell'America è stato quello di stabilire una nazione che favorisca questo ideale. Quando un governo o una oligarchia oltrepassi i limiti di questo mandato, allora non fornisce il servizio per cui è stato originariamente progettato, e deve essere disfatto. Purtroppo, c’è una regola universale per cui la tirannia senza compromessi si deve spesso scontrare con una rivoluzione senza compromessi .
Quando sorge un nuovo sistema che si ciba del vecchio, esso schiavizza il nostro futuro, utilizza l'aggressione contro di noi e mutila i nostri principi fondamentali in nome di un arbitrario progresso, nel qual caso il nuovo sistema deve essere sfidato e infine distrutto.
L'ideologia NWO rappresenta uno dei crimini più eclatanti contro l'umanità di tutti i tempi, facendo diventare la resistenza la nostra più grande speranza. Esso si basa, fondamentalmente, su tutto ciò che rende la vita terribile per l'uomo comune e tutto ciò che la nostra intima coscienza deve fieramente combatte.
Sarebbe molto meglio per la nostra specie umana se voltassimo le spalle al NWO per muoverci rapidamente nella opposta direzione.
Immaginate come sarebbe un domani se non ci fossero controllori, senza statisti, despoti e nessun re filosofo. Immaginate un domani in cui la gente rispetti i diritti naturali insiti negli altri. Immaginate un domani in cui alle irrazionali paure della gente non è consentito inibire la libertà di altre persone. Immaginate un domani in cui le interazioni tra cittadini e governo sono rari o inesistenti. Immaginate se potessimo vivere i nostri giorni in pace, costruire in modo indipendente il nostro destino, in cui i successi e fallimenti sono solo nostri, piuttosto che una proprietà collettiva . Potrebbe non essere un mondo perfetto , o utopico , ma sospetto che sarebbe un posto molto migliore di quello in cui viviamo oggi.

Brandon Smith - brandon@alt-market.com
16.06.2016
Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da OLDHUNTER

NOTE

1.http://www.edwardjayepstein.com/archived/moneyclub.htm

DISOCCUPAZIONE GIOVANILE

http://contropiano.org/news/news-economia/2016/08/29/crisi-disoccupazione-giovanile-082866

I BASTARDI FRANCESI ED OLANDESI CHE MANGIANO INSETTI

Mangiare insetti, la tendenza del futuro è già realtà in Francia e Olanda

ROMA – Il futuro dell’alimentazione? Pare proprio siano gli insetti. Ricchi di proteine, aminoacidi, sali minerali, grassi buoni e vitamine (A e B2), nel mondo sono già oggi sulla tavola di due miliardi di persone, e la consuetudine si sta diffondendo. I prezzi sono ancora alti (dai 5 ai 200 euro per un chilo di grilli commestibili), ma entro il 2020 questo mercato di espanderà al punto da valere 280 milioni di euro solo in Europa.
Ormai a consumare mosche e cavallette non sono più solo Paesi come la Cina, l’Australia, i Paesi dell’Africa subsahariana o quelli del Sudest asiatico. I Paesi Bassi, per esempio, sono il primo produttore europeo di insetti commestibili, e ne assicurano la tracciabilità. La Francia sta seguendo l’esempio. Qui, riferisce Italia Oggi,  a Melun capoluogo del dipartimento Seine-et-Marne, nella regione dell’Île-de-France, Jimini’s produce snack per aperitivo con insetti allevati in Thailandia e barrette energetiche a base di farina di cavallette e frutta secca, mela e cannella, che vengono vendute a Londra da Selfridges. Jimini’s è uno dei principali produttori europei di alimenti a base di insetti.
In Francia c’è anche Micronutris, che a Tolosa alleva vermi della farina e grilli per produrre biscotti, pasta e pop-corn. Nel dipartimento dello Jura, in Borgogna, si trova la prima fabbrica francese di allevamento e trasformazione di insetti completamente automatizzata, la Ynsect, che oltre a produrre alimenti a base di insetti appena la normativa verrà definita entrerà nel settore della chimica verde con biomateriali. Ma gli esempi non finiscono qui:

Entomo Farm ha inventato un box chiavi in mano di 28 metri quadrati destinato alle industrie agroalimentari. Autonomo e trasportabile permette loro di disporre di una propria produzione. Oltre a una moltitudine di piccoli allevatori di insetti per l’alimentazione in Europa, i principali attori del settore dell’entomocoltura si trovano nei Paesi Bassi, in Canada, e in Africa del Sud. E per la maggior parte producono farine a base di mosche spesso alimentate con rifiuti biodegradabili.

NON CARICATE TROPPO ANDROID ED iPHONE

iPhone e Android, quanto caricarli per far durare la batteria

NEW YORK – Caricare troppo i telefonini fa male alle batterie? Pare proprio di sì. A dirlo sono due esperti interpellati dal New York Times. E il motivo è semplice: le batterie al litio utilizzate per gli smartphone sono molto più delicate delle batterie dei vecchi telefonini, mal sopportano le cariche frequenti come pure di stare in carica tutta la notte, come molti fanno con i loro iPhone e Android. 
Se anche voi siete tra coloro che ogni due anni cambiano smartphone, allora potete pure caricare il vostro smartphone come vi pare. Ma se intendente farlo durare un po’ di più è meglio seguire qualche consiglio.
E’ utile sapere, innanzitutto, che caricare spesso il cellulare non fa bene alle batterie al litio. E non è perché si rischia di sovraccaricarle: sanno quando fermarsi, e non vanno avanti a succhiare energia oltre il dovuto.
A far male alla batteria dello smartphone è l’atto di caricarla in sé. Questo perché molti telefonini utilizzano una tecnologia che permette alle batterie di accettare rapidamente l’energia. Quanto più un caricatore può dare energia, tanta più ne prendono. Ma questo fa male.
Il consiglio, infatti, per chi può, è di utilizzare caricabatterie più “lenti” rispetto alla velocità di assorbimento del telefono. Per esempio, spiega al New York Times Hatem Zeine, fondatore e presidente della compagnia di caricabatterie wireless Ossia, “se usi il caricabatterie di un iPhone su un iPad Pro, questo si caricherà molto lentamente. Ed è un bene per la sua batteria”.
Altra cosa importante è evitare che il cellulare si surriscaldi. In particolare non deve mai essere esposto a temperature superiori ai 35 gradi centigradi, e va controllato che la cover non produca il surriscaldamento quando il telefono è in carica.

Questi consigli naturalmente sono utili solo se sperate di conservare il vostro smartphone per più di due anni. Ma se siete come il 44 per cento degli americani che attendono solo che arrivi l’ultimo modello per cestinare il vecchio, allora la ricarica è libera.