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martedì 31 maggio 2011

DI NUOVO FUKUSHIMA

LA REPUBBLICA, 31/05/11

Fukushima, acqua radioattiva
nell'edificio del reattore 1
Ha inondato il basamento dell'edificio, con un livello di radioattività di 2 milioni di bequerel di cesio per centimetro cubico. L'ampia quantità di liquido contaminato ha impedito ai tecnici di ripristinare le funzioni di raffreddamento. Perdita di olio in mare, davanti ai reattori 5 e 6

TOKYO - Non c'è pace per l'impianto nucleare di Fukushima 1, in Giappone, gravemente danneggiato dallo tsunami seguìto al terremoto dell'11 marzo scorso. La Tepco, la società che gestisce l'impianto, ha riferito che acqua altamente radioattiva sta inondando il basamento dell'edificio in cui si trova il reattore 1 della centrale. Inoltre, è stata scoperta anche una perdita di olio in mare, proprio di fronte alla centrale, in prossimità dei reattori 5 e 6, gli unici del sito stabilizzati in stato di arresto a freddo.

Il livello di radioattività rilevato è di 2 milioni di becquerel di cesio radioattivo per centimetro cubico di acqua. Si ritiene che materiale radioattivo proveniente dal combustibile fuso sia filtrato dalla vasca di pressione del reattore. L'ampia quantità di acqua contaminata ha impedito ai tecnici 2di ripristinare le funzioni di raffreddamento. La situazione è ritenuta preoccupante anche perché l'aumento di accumulo di acqua coincide con l'inizio della stagione delle piogge.

Il livello di acqua radioattiva accumulatosi nel sottosuolo ha raggiunto i sei metri di altezza, con un incremento di 37 centimetri in 24 ore, aumentando il rischio di nuove fughe di liquido contaminato nell'area dell'impianto.

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http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/31/news/fukushima-16999695/?ref=HREC2-4

PROPOSTE VERGOGNOSE

Pdl: "Riconoscimento ex combattenti Salò
Per loro contributi statali come per Anpi"
La proposta di legge, di cui Gregorio Fontana è il primo firmatario, prevede che possano essere riconosciute dal ministero tutte le associazioni di ex ''belligeranti'', senza limitazioni di sorta. Scontro con le opposizioni. De Luca (Pdl): "Ci mancava pure questa"

LA REPUBBLICA, 31/05/11

ROMA - Le Associazioni degli ex combattenti della Repubblica sociale di Salò potrebbero avere lo stesso riconoscimento dell'Anpi e delle altre associazioni ex combattentistiche, ricevendo anche contributi statali: l'apertura è prevista da una proposta di legge del Pdl al voto della commissione Difesa della Camera. Ma è scontro con le opposizioni.

La proposta di legge, di cui Gregorio Fontana è il primo firmatario, nasce dalla volontà di dotare le associazioni ex combattentistiche di una personalità giuridica, visto che tra l'altro ricevono dei fondi dal ministero della Difesa (tra il 2009 e il 2011 hanno ricevuto 1,5 milioni annui complessivamente). Il provvedimento stabilisce i requisiti perché queste associazioni ricevano il riconoscimento di Associazioni di interesse delle Forze Armate: tra i requisiti ci deve essere la loro apoliticità e che i loro statuti rispettino i principi di democrazia interna. I problemi cominciano perché la proposta assegna al Ministero un compito di vigilanza non solo sulla legittimità dei loro statuti, ma sulle attività stesse delle associazioni. E qui il centrosinistra vi ha visto la volontà di sottoporre a controllo l'Anpi, cioe' l'Associazione nazionale partigiani.

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http://www.repubblica.it/politica/2011/05/31/news/pdl_propone_riconoscimento_ex_combattenti_sal_per_loro_contributi_statali_come_per_anpi-17031066/?ref=HREC1-2

IL CELLULARE PUO' CAUSARE TUMORI?

Oms, verdetto sui cellulari
"Possono causare il cancro"

LA REPUBBLICA, 31/05/11

L'Agenzia internazionale per la ricerca sui tumori mette sotto accusa campi magnetici e radiofrequenze in quanto fattori di rischio per il glioma al cervello. "E' il risultato degli studi portati avanti in questi anni"ROMA - L'uso dei telefoni cellulari e di altri apparati di comunicazioni wireless "potrebbe causare il cancro negli essere umani". E' il "verdetto" annunciato oggi dall'Agenzia internazionale per la ricerca contro i tumori, organismo di consulenza specializzato dell'Organizzazione mondiale della sanità. Il rischio accertato, a parere dell'Agenzia, riguarda in generale i campi elettromagnetici di radiofrequenza e include i telefoni portatili.

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http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2011/05/31/news/oms_i_cellulari_possono_causare_il_cancro-17035258/?ref=HREC1-1

MOGGI

LA REPUBBLICA, 31/05/11

Napoli, le richieste dei pm
Cinque anni e 8 mesi per Moggi
I due pubblici ministeri Capuano e Carlucci al processo hanno chiesto la condanna dell'ex direttore generale della Juve. Chiesti anche 5 anni per l'ex designatore arbitrale Bergamo, 4 anni e sei mesi per altro l'ex designatore Pairetto

NAPOLI - Cinque anni e otto mesi di reclusione per Luciano Moggi: è la richiesta di condanna formulata dai pm Stefano Capuano e Giuseppe Narducci al processo di Calcipoli, a Napoli, nei confronti dell'ex dg della Juventus, Luciano Moggi. Chiesta la condanna anche degli altri imputati: cinque anni sono stati chiesti per l'ex designatore arbitrale, Paolo Bergamo; quattro anni e sei mesi per l'altro ex designatore Pierluigi Pairetto; un anno e dieci mesi per Andrea Della Valle e due anni per Diego Della Valle (proprietari della Fiorentina); tre anni e otto mesi per l'ex ds del Messina, Mariano Fabiani; due anni per il presidente della Reggina, Pasquale Foti; un anno e dieci mesi per Claudio Lotito, presidente della Lazio; un anno e sei mesi per Leonardo Meani, già dirigente accompagnatore del Milan. Infine per Innocenzo Mazzini, già vicepresidente della della Figc, quattro anni.

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http://www.repubblica.it/sport/calcio/2011/05/31/news/calciopoli_richieste_pm-17033906/?ref=HRERO-1

SACCHEGGIO DEL TERRITORIO

da Eddyburg.it


Saccheggio: Via la storia, la bellezza il paesaggio
Data di pubblicazione: 25.05.2011

Autore: Erbani, Francesco; Settis, Salvatore

Dal Pirellone all´Eur tolte le tutele palazzi storici a rischio svendita

di Francesco Erbani

Un comma cambia la legge sugli edifici fatti tra il 1941 e il ´61 - Molte fra le migliori architetture del Novecento risalgono proprio al dopoguerra

Da cinquanta a settant´anni. Ora dovranno avere vent´anni di più gli edifici pubblici in Italia se vogliono godere di una particolare protezione. E non essere venduti oppure manipolati. Lo stabilisce un minuscolo comma di un articolo del Decreto Sviluppo, lo sterminato provvedimento che contiene dalla moratoria nucleare alla concessione delle spiagge. E così, anche se firmato da Pier Luigi Nervi, come il Palazzo dello Sport a Roma o da Gio Ponti, come il grattacielo Pirelli, da Giancarlo De Carlo o da Luigi Figini e Gino Pollini, da Mario Ridolfi o da Franco Albini, un edificio pubblico costruito fra il 1941 e il 1961 rischia un po´ di più rispetto a prima del decreto.

La norma è complessa, scritta in un italiano aggrovigliato. Sono in allarme le soprintendenze, ma anche Italia Nostra, gli Archivi di architettura contemporanea e Docomono, l´associazione che salvaguarda edifici e complessi urbani moderni. L´attenzione è alta: chi ha infilato questo comma nel grande convoglio del decreto sembra voglia rendere più agevole la vendita di edifici che altrimenti, prima di passare di mano, dovrebbero essere sottoposti al vaglio della soprintendenza. Ma i pericoli sono anche altri: restauri poco accorti, manomissioni, fino alla demolizione.

L´articolo («Costruzione delle opere pubbliche») dovrebbe modificare il Codice dei Beni culturali e del paesaggio del 2004. La filosofia è quella di «riconoscere massima attuazione al federalismo demaniale e di semplificare i procedimenti amministrativi relativi a interventi edilizi». Deregulation spinta, dunque. Nell´articolo si aggiunge che gli snellimenti sono possibili nei comuni che si adeguano ai piani paesaggistici regionali. Norma equivoca, fanno notare in alcune soprintendenze: i piani paesaggistici c´entrano poco con questo genere di edifici. Inoltre, si aggiunge, la separazione fra beni pubblici e privati è culturalmente poco sensata e si spiega solo perché rende più agevole la vendita dei primi.

Una parte del migliore patrimonio novecentesco potrebbe essere meno salvaguardato. Qualche anno fa un gruppo coordinato dallo storico dell´architettura Piero Ostilio Rossi propose una schedatura degli edifici romani novecenteschi di pregio. Molti quelli realizzati proprio fra il ´41 e il ´61: il Palazzo dei Congressi dell´Eur di Adalberto Libera, il Palazzo che ospita la Fao, il Monumento delle Fosse Ardeatine, la Stazione Termini e poi il Palazzo dello Sport, il Palazzetto dello Sport e lo Stadio Flaminio di Nervi. Anche il ministero ha in corso un censimento: dal dopoguerra al 2005 sono quasi 300 in Italia gli edifici di rilevante valore. Spiega Carlo Olmo, professore a Torino: «L´architettura italiana fra la fine della guerra e gli anni Cinquanta è un riferimento per altri paesi». Il Novecento è il secolo nel quale è sorto dall´80 al 90 per cento di tutto quel che oggi vediamo costruito. E nel secondo dopoguerra la speculazione ha dettato le regole per la crescita delle città e ha prodotto pessime architetture. Ma, sottolinea Olmo, in quei vent´anni si realizzano edifici e quartieri pubblici «che sono una maglia fondamentale nel tessuto cittadino e la cui manomissione produce squilibri nell´organismo urbano». Singoli edifici, dunque, scuole, stazioni, ponti, ma anche edilizia popolare come il Qt8 a Milano di Piero Bottoni o gli interventi dell´Ina-Casa (350 mila alloggi dal 1949 al 1963), dal Tiburtino a Roma (dove lavorarono Ridolfi, Carlo Aymonino, Carlo Melograni, Ludovico Quaroni e altri) alla Falchera di Torino (Giovanni Astengo) a Cesate (Albini, Ignazio Gardella e i BBPR di Belgiojoso, Peressutti e Rogers), dove oltre alle case ci sono chiese, asili e altri manufatti pubblici. Su buona parte di questi edifici la tutela sarà da ora più debole.


La privatizzazione di un patrimonio
di Salvatore Settis

Lo stesso decreto rende meno vincolanti le autorizzazioni paesaggistiche

Contrabbandata fra le «Disposizioni urgenti per l´economia» del decreto-legge 70 del 13 maggio, prosegue l´escalation del governo contro la tutela del paesaggio e dell´ambiente, contro la Costituzione che ne è (o dovrebbe essere) garanzia suprema. La cannibalizzazione del territorio non si limita alle disposizioni "ammazza coste" che di fatto consegnano ai privati ampie e preziose porzioni di territorio che appartengono a noi tutti. Nel decreto c´è di più, e di peggio. Per esempio, l´articolo 4 porta a 70 anni la soglia «per la presunzione di interesse culturale degli immobili pubblici», che fu fissata a 50 anni dalla legge Nasi del 1902 e tale è rimasta fino al Codice Urbani del 2004. Che cosa può voler dire una differenza di vent´anni? Semplice: un edificio del 1943 come il Palazzo della Civiltà del Lavoro a Roma-Eur (il "Colosseo quadrato"), oggi presuntivamente di interesse culturale, con la nuova norma diventa disponibile per alienazioni, cartolarizzazioni, ristrutturazioni. Edifici degli anni Cinquanta potrebbero essere privatizzati senza verifiche dal "tana-libera-tutto" del nuovo decreto.

Ci vuol poco a fiutare dietro questa norma l´ombra sinistra del "federalismo demaniale", che consegna a regioni e comuni le proprietà del demanio nazionale (cioè di noi tutti), invitando gli enti locali a "valorizzare" chiese e palazzi, cioè a venderli, anzi (come già si sta vedendo) a svenderli, privatizzando al ribasso. E infatti il comma 16 dello stesso articolo agita la bandiera del federalismo demaniale per coprire con una spolveratina di zucchero un altro boccone avvelenato. Il limite per la verifica di interesse culturale viene portato a settant´anni non solo per gli immobili pubblici, ma anche per quelli degli enti ecclesiastici ed assimilati (come il Pio Albergo Trivulzio), con conseguente certa dispersione degli arredi. Si aprono così le danze di ulteriori affari per gli amici degli amici, incrementando festeggiamenti e brindisi nelle botteghe di mercanti pronti al saccheggio.

Come scusante di altre privatizzazioni si invocò in passato la pubblica vigilanza su edifici di interesse culturale, poiché una norma già presente nella legge Bottai del 1939 e ripresa dal Codice Urbani (articolo 59) prescrive che il proprietario debba comunicare al Ministero «ogni atto che ne trasmetta in tutto o in parte la detenzione». Niente paura, il governo ha pensato anche a questo: questa norma viene semplicemente soppressa (art. 4, c. 16, nr. 4 del decreto), cestinando la fastidiosa ipotesi che le Soprintendenze, sapendo chi ha in mano un immobile storico, possano verificarne la conservazione. Potremo così sventrare impunemente palazzi del Seicento, trasformare chiese in discoteche e conventi in supermercati o condominii, senza che nessuno ci metta il naso. Già depotenziata per l´assenza di risorse e il calo di personale, la pubblica amministrazione della tutela viene in tal modo inceppata rendendo di fatto impossibile ogni vigilanza.

Il punto più basso del decreto-legge è però un altro. Nello stesso art. 4 c. 16, e sempre «per riconoscere massima attuazione al federalismo demaniale», il decreto introduce una "semplificazione" che capovolge la lettera e il senso del Codice Urbani su un punto di capitale importanza, la tutela del paesaggio. Secondo il Codice (art. 146, c. 5), il parere del Soprintendente sulle autorizzazioni paesaggistiche è "vincolante" in prima applicazione, ma diventa solo "obbligatorio" una volta che i vincoli paesistici siano stati incorporati negli strumenti urbanistici e di piano. Applicando al parere del Soprintendente il silenzio-assenso, il decreto cancella anche questa salvaguardia. Viene così calpestato il principio (sempre affermato dalla legge 241 del 1990 ad oggi) secondo cui il silenzio-assenso non può mai riguardare beni e interessi di valore costituzionale primario come il patrimonio storico-artistico e il paesaggio. Principio riaffermato dalla Corte Costituzionale, secondo cui in materia ambientale e paesaggistica «il silenzio dell´Amministrazione preposta non può aver valore di assenso» (sentenze 26 del 1996 e 404 del 1997).

La nuova norma, se non fermata in tempo, avrebbe natura eversiva, poiché capovolge la gerarchia fra un principio fondamentale della Costituzione (art. 9: «La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della Nazione») e la libertà d´impresa che l´art. 41 garantisce purché non sia «in contrasto con l´utilità sociale», nel nostro caso rappresentata dalla conoscenza, tutela e fruizione pubblica del patrimonio culturale e del paesaggio. Si darebbe così per approvata la modifica dell´art. 41 periodicamente sbandierata dal governo e appoggiata da Confindustria, ma neppur discussa dalle Camere, secondo cui «gli interventi regolatori dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali che riguardano le attività economiche e sociali si informano al controllo ex post». In questa proposta di controllo postumo, che equivarrebbe di fatto all´azzeramento di ogni controllo, è la radice del silenzio-assenso elevato a principio assoluto: in una Costituzione immaginaria, non nella Carta vigente, la sola a cui dobbiamo rigorosa fedeltà.

Scardinare i principi della tutela e dell´utilità sociale è una bomba a orologeria sganciata sulla Costituzione, in cui questi principi sono saldamente ancorati a una sapiente architettura di valori. Si legano al forte richiamo al «pieno sviluppo della personalità umana» (art. 3), coi connessi valori di libertà e di eguaglianza dei cittadini; si legano ai «diritti inviolabili dell´uomo» connessi alle «formazioni sociali dove si svolge la sua personalità» e ai «doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale» (art. 2). La convergenza fra tutela del paesaggio (art. 9) e diritto alla salute «come fondamentale diritto dell´individuo e interesse della collettività» (art. 32) ha inoltre fondato la tutela dell´ambiente come valore costituzionale primario. In questo sistema di valori a difesa del cittadino, la priorità dell´interesse pubblico non cancella, ma limita i diritti della proprietà privata.

Le cosiddette "disposizioni urgenti per l´economia" non sono pensate in beneficio del Paese, ma di pochi affaristi pronti a spartirsi il bottino, sperperando un portafoglio proprietario, quello dei beni pubblici (come le coste e le spiagge) e degli immobili pubblici, ma anche dei paesaggi e dei monumenti soggetti a tutela, devastato da uno sgangherato "federalismo demaniale". Esso non è, come ha detto il presidente del Veneto Zaia, la «restituzione ai legittimi proprietari» di beni indebitamente sottratti da uno Stato-ladrone. Legittimi proprietari dei beni demaniali e dei beni pubblici (come l´acqua su cui siamo chiamati ora a votare) sono tutti gli italiani, "ladro" è semmai chi ci borseggia inscenando lo spezzatino del federalismo, in nome del quale nascono anche le norme più dirompenti del recente decreto-legge. Prima che esso venga convertito in legge, c´è tempo e modo di porvi rimedio.

E-COLI

IL MANIFESTO, 31/05/11

di Giorgia Fletcher
L'assassino è un cetriolo?
Il primo indiziato è il cetriolo, anche se pure pomodori e lattuga sono tra i sospetti. Ma non è stata ancora individuata con certezza la fonte del batterio escherichia coli che nell'ultima settimana ha ucciso 14 persone in Germania e altri paesi dell'Europa settentrionale, e ne ha infettate centinaia. Né è chiaro come il batterio abbia contaminato gli ortaggi - anche se molti già indicano la Spagna, per la precisione l'Andalusia, luogo di produzione di alcuni dei cetrioli smerciati in Germania e risultati «portatori» di e-coli.
E' chiaro però che si tratta del più ampio episodio di infezione di questo tipo mai registrato in germania e uno dei più grandi al mondo. L'emergenza è scoppiata a metà maggio. Il batterio e-coli è piuttosto comune e in genere non pericoloso, ma alcuni ceppi sono più «cattivi» e possono causare gravi infezioni. E quando in Germania settentrionale sono d'improvviso aumentati i ricoveri per «sindrome emolitica-uremica» (Hus, una diarrea mista a sangue) - le autorità sanitarie hanno individuato la causa in un ceppo di e-coli capace di produrre una tossina chiamata Shiga (l'acronico è Stec, Shiga toxin-producing e-coli). La tossina attacca il fegato e i reni e nei casi più gravi il sistema nervoso; non può essere curata con antibiotici ed è particolarmente pericolosa per anziani e bambini, cioè gli organismi meno forti.
E' stata una progressione molto rapida. Il 22 maggio le autorità tedesche hanno inviato un primo allarme al European centre for Disease Prevention and Control (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive), che ha sede a Stoccolma. Pochi giorni dopo i casi di Hus erano oltre 200 e casi di infezione erano in Danimarca, Svezia, Francia, Olanda e Gran Bretagna - per lo più di persone appena tornate dalla Germania settentrionale. La Germania registra normalmente circa 60 casi di Hus all'anno: nella sola città di Amburgo da metà maggio a ieri si registravano 488 casi di infezione da e-coli e 94 casi di Hus. L'infezione da e-coli è di solito di origine alimentare e, alla ricerca della fonte dell'infezione, il 26 maggio le autorità sanitarie di Amburgo hanno trovato il batterio in alcuni cetrioli. Non solo: tre dei 4 ortaggi esaminati provenivano dalla Spagna, in particolare due aziende ortofrutticole dell'Andalusia.
Dunque l'assassino è un cetriolo spagnolo? Non si può ancora dire. anzi: all'allarme ora si aggiungono le polemiche. Il focolaio dell'infezione è certamente nella Germania settentrionale, dove di è verificata la gran parte dei casi (e di morti). La presenza del batterio in alcuni cetrioli però non basta a indicare questo ortaggio comne fonte unica dell'infezione - infatti, in attesa di determinare in modo più sicuro la fonte del pericolo, il ministero tedesco per la protezione dei consumatori ha suggerito di evitare sia cetrioli, sia pomodori e insalata. Neppure la provenienza è ancora stabilita senza dubbio. E infatti la Spagna protesta: non c'è alcuna prova che i cetrioli «assassini» siano cresciuti proprio in Spagna, che siano stati contaminati nei campi andalusi - e non in successive fasi del loro viaggio verso i mercati tedeschi. Anche perché in Spagna stessa non si registra nessun caso di infezione.
«Non ci sono prove \ e chiederemo spiegazioni a chi ha attribuito il problema alla Spagna», ha dichiarato ieri Diego Lopez Garrido, il segretario di stato spagnolo per l'Unione Europea. Certo, come misura precauzionale il ministero della sanità di Madrid ha bloccato gli ortaggi provenienti dalle aziende agricole indicate, in attesa di accertare i fatti. Ma intanto, lamentano le autorità madrilegne, le aziende agricole dell'Andalusia stanno perdendo 7-8 milioni di euro al giorno sul semplice sospetto... E l'allarme si allarga - l'Austria ha ritirato dal commercio tutti i cetriolo, pomodori e melanzane forniti da un produttore biologico spagnolo.

I MIGLIORI FILM DI MAGGIO 2011







1. "L'ALTRA VERITA'" DI KEN LOACH
2. "IN UN MONDO MIGLIORE" DI SUSANNE BIER
3. "IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI" DI JUAN JOSE' CAMPANELLA
4. "ESSENTIAL KILLING" DI JERZY SKOLIMOWSKI
5. "INCEPTION" DI CHRISTOPHER NOLAN
6. "KILL ME PLEASE" DI OLIAS BARCO
7. "FAIR GAME" DI DOUG LIMAN
8. "G.I JOE: LA NASCITA DEI COBRA " DI STEPHEN SOMMERS
9. "FISH TANK" DI ANDREA ARNOLD
10. "MACHETE" DI ROBERT RODRIGUEZ

I MIGLIORI FILM DI MAGGIO 2011: CARTONI ANIMATI




"L'ILLUSIONISTA" SYLVAIN CHOMET (un vero e proprio capolavoro)
"DRAGON TRAINER" Dean DeBlois, Chris Sanders (SPLENDIDO!)

I MIGLIORI LIBRI DI MAGGIO 2011




"LA CENTRALE" ELIZABETH FILHOL, FAZI EDITORE
"FINANZCAPITALISMO" LUCIANO GALLINO, EINAUDI GLI STRUZZI

I MIGLIORI CD DI MAGGIO 2011: MENZIONI PARTICOLARI






DUE MENZIONI:

MARK ONE (BOMBA BOMBA)feaut. WENDY: "CRIMINAL SMOKA" un brano reggae con un testo davvero straordinario. Da cercare e non perdere.

"MOVE LIKE THIS" il nuovo cd di THE CARS, la band anni ottanta che ritorna con questo cd davvero per nostalgici anni ottanta. Un buon cd con un brano davvero trascinante come "Sad song". Bravo Ric Ocasek.

I MIGLIORI CD DI MAGGIO 2011: COLONNE SONORE/COMPILATION




"CHICO & RITA" COLONNA SONORA ORIGINALE (una delle migliori degli ultimi anni)
"SONGS FOR JAPAN" VARI

I MIGLIORI CD DI MAGGIO 2011: LIVE





"LIVE ON I-5" SOUNDGARDEN
"A NIGHT IN MONTECARLO" MARCUS MILLER
"QUE SUENE EL SON CABALLERO" ADALBERT ALVAREZ

I MIGLIORI CD DI MAGGIO 2011: SOUL/FUNKY/ACID





"THE SHAPE OF THE BROKEN HEART" IMANY
"WORLD OF FUNK" SHAWN LEE'S PING PONG ORCHESTRA
"FROM AFRICA WITH FURY" SEAN KUTI & EGYPT 80

I MIGLIORI CD DI MAGGIO 2011: REGGAE








"FIRST LIGHT" EASY STAR ALL-STARS
"GREAT EXPECTATIONS" THE JOLLY BOYS feaut. ALBERT MINOTT
"AFRICAN REVOLUTION" TIKEN JAH FAKOLY
"VISION" ALPHA BLONDY
"REVELATION PT. 1: THE ROOT OF LIFE" STEPHEN MARLEY

I MIGLIORI CD DI MAGGIO 2011: WORLD









"VOLUME 2: ECHOS HYPNOTIQUES" ORCHESTRE POLY-RYTHMO DE COTONOU
"AFRODIASPORA" SUSANA BACA
"MALI DENHOU" BOUBACAR TRAORE'
"LO MEJOR" DANIEL MELINGO
"LARU BEYA" AURELIO

I MIGLIORI CD DI MAGGIO 2011: ROCK

Nessun grande exploit. Diciamo che citiamo i seguenti poiché non sono male:

"HOT SAUCE COMMITTEE PART 2" THE BEASTIE BOYS
"THANK YOU HAPPY BIRTHDAY" CAGE THE ELEPHANT
"RING'N'ROLL" CATHERINE RINGER
"DEMONS" COWBOY JUNKIES
"IN LOVE WITH OBLIVION" CRYSTAL SLITS
"UKULELE SONGS" EDDIE VEDDER
"THE SOUND OF SUNSHINE" MICHAEL FRANTI AND SPEARHEAD (questo merita più degli altri)
"SKETCHES FROM THE BOOK OF THE DEAD" MICK HARVEY

I MIGLIORI CD DI MAGGIO 2011: ROCK




I MIGLIORI CD DI MAGGIO 2011: ROCK





I MIGLIORI CD DI MAGGIO 2011: LATIN







"OMARA & CHUCHO" OMARA PORTUONDO & CHUCHO VALDES
"SUAVE TUMBAO" SUAVE TUMBAO
"OPTATIVO" LAURA LOPEZ CASTRO Y DON PHILIPE
"FADO TRADICIONAL" MARIZA
"DE QUE ESTAMOS HABLANDO" ELIO REVE' Y SU CHARANGON
"EL SON DE ALTURA" ADALBERT ALVAREZ

I MIGLIORI CD DI MAGGIO 2011: JAZZ ITALIA









"MISTICO MEDITERRANEO" PAOLO FRESU/ A FILETTA/ DANIELE DI BONAVENTURA

I MIGLIORI CD DI MAGGIO 2011: JAZZ







"ADDIS ABEBA" IMPERIAL TIGER ORCHESTRA
"SEVEN SEAS" AVISHAI COHEN
"RRUGA" COLIN VALLON/PATRICE MORET/SAMUEL ROHRER
"ARROZ CON POLLO" GILLES PETERSON PRESENTS HAVANA CULTURA NEW CUBA SOUND
"AVATAR" GONZALO RUBACALBA
"TEN" JASON MORAN
"THE VOX" ERIC LEGNINI & AFRO JAZZ BEAT