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martedì 31 gennaio 2012

LE NUOVE DIPENDENZE CREATE DAL WEB

Azzardo, porno, giochi di ruolo dilagano le dipendenze online

LA REPUBBLICA, 27/01/2012

Ragazzini incapaci di distaccarsi da Second Life, giovani adulti calamitati da chat erotiche e da siti hot, famiglie portate alla disperazione per l'incapacità di gestire umanamente e economicamente queste crisi. Ne parlano i medici che sono in prima linea nel fronteggiare le nuove addictionLe più penetranti: l'azzardo e il porno online, le chat erotiche e i giochi di ruolo. Ma non le uniche. Perché le nuove dipendenze di nicchia, sino a pochi anni fa, hanno attecchito nel tessuto sociale trascinandosi dietro migliaia di persone. E la rincorsa alle cure è stata immediata. Anche da parte di strutture sanitarie pubbliche, come l'ospedale le Molinette di Torino e il policlinico Gemelli di Roma, oltre a numerosi Sert, i servizi ambulatoriali gratuiti che fanno capo al Servizio sanitario nazionale. E' qui che negli ultimi due anni i casi sono aumentati del 70% fino a toccare punte del 100%. Lì dove fino a qualche tempo fa si curavano solo dipendenze da alcool o da droga, gli specialisti si sono trovati di fronte decine di casi di pazienti prigionieri di queste nuove ossessioni. Anche se, fino a oggi, numeri certi su quante persone ne siano vittime non ne esistono e quelli che circolano sono estrapolati da ricerche, studi contenuti e ricavati da "gruppi" e dunque su scala ridotta. Nel frattempo, però, il sottobosco, specie quello online, moltiplica nuove dipedenze e la rincorsa si fa sempre più faticosa per gli esperti perché, come le ha definite già nel 2002 lo psichiatra M. D. Griffiths, si tratta spesso di "dipendenze sommerse". A corrodere le anime, in questi casi, non è una sostanza (alcol, droghe, tabacco) ma un comportamento ossessivo che spesso non lascia spazio ad altro, e che è difficile da "catturare" perché "non sempre sono presenti sintomi evidenti. E gli adolescenti spesso tendono a minimizzare il loro coinvolgimento in questo tipo di attività", dice Valentina Albertini, coautrice con Francesca Gori del Quaderno del CEsvot (Centro servizi volontariato Toscana) "Le nuove dipendenze, analisi e pratiche di intervento". Un esempio? Chi pensava che Second Life, il mondo parallelo costruito in rete, fosse una moda passeggera dovrà ricredersi. E infatti quell'universo virtuale - nato nel 2003 da un'idea della società Linden Lab, fondata da Philip Rosedal nel frattempo diventato miliardario - in quattro anni ha creato una community di ventidue milioni di iscritti che fattura milioni di dollari al mese. Ma trasformandosi in una realtà in grado, in alcuni casi, di intrappolare le anime. "Esistono casi di ragazzi che arrivano da noi perché incapaci di staccarsi da Second Life, come da altri giochi di ruolo dove la creazione di un avatar, l'immagine che viene usata per rappresentarli, crea non poche difficoltà relazionali. Il mondo reale pian piano scompare lasciando posto a una dipendenza totale e immaginifica", racconta Giuseppe Lavenia, psicoterapeuta e responsabile delle nuove dipendenze del Centro studi e ricerche Nostos di Senigallia e autore di Internet e le sue "dipendenze". Valutazione, diagnosi e trattamento. Non meno pericolosa la passione per la zona "rossa" del web - le chat erotiche e il porno online - come dimostrano i numeri messi insieme da un studio Nostos del 2011: su 500 persone di età compresa tra i 17 e i 66 anni, il 4 per cento è rientrato nella casella di chat-sex addiction mentre il 6 non riesce a rinunciare a guardare online video hot, e in entrambi i casi si tratta di persone che non superano i 46 anni. Ma internet non è l'unico mezzo in grado di produrre e moltiplicare dipendenza: con lui lo shopping, il lavoro, l'uso spasmodico dei telefonini e dei social network, per fare degli esempi. Anche se la più temuta resta la Rete perché in grado di contenere tutte le passioni-ossessioni. Per lo psichiatra Giorgio Schiappacasse, responsabile del Sert Ponente Genovese "è fondamentale l'intervento di un esperto quando la situazione diventa per la famiglia ingestibile. Ci sono capitati casi di ragazzi dipendenti dal computer, che passavano le loro giornate in camera attaccati a internet senza mai mangiare. Quando la famiglia provava ad affrontare la situazione c'erano scene drammatiche. Ma i genitori hanno un ruolo importante, sono loro a dover diventare i "registi" della situazione". E nel giro di pochi mesi al sert ligure sono arrivate oltre quaranta richieste di aiuto: fino a due anni erano rarissime. Secondo Donato Munno, responsabile dell'ambulatorio per le nuove dipendenze alle Molinette di Torino, il gioco d'azzardo online e le dipendenze dalla rete sono "un fenomeno sommerso con scarsa consapevolezza del disturbo, e quindi difficilmente chi ne soffre si presenta in ambulatorio. Accade solo quando la situazione diventa insostenibile all'interno della famiglia, sia per motivi comportamentali che economici, o quando il diretto interessato comincia a presentare gravi sintomi di dipendenza psicologica e quindi di astinenza". Dal suo osservatorio "le vittime delle new addiction sono soggetti di ogni età e di entrambi i sessi: una trasversalità che sottolinea l'importanza di dedicare attenzione al fenomeno sia in ambito clinico che di ricerca". Mentre Federico Tonioni, responsabile dell'ambulatorio per le dipendenze da internet del Policlinico Gemelli di Roma, dove in tre anni sono passate circa trecento persone, fa una netta distinzione: "Per un ragazzo che si sente solo, Facebook o le chat sono un modo di comunicare come lo sono i giochi di ruolo, dove lo spazio e il tempo vengono vissuti in maniera diversa, in cui è fondamentale il modo di rappresentarsi". E continua facendo notare che "un conto è l'aiuto che possono dare questi mondi a chi si sente solo e ha problemi a relazionarsi, un altro è come intervengono nella naturale crescita di un adolescente e nel suo processo di acquisizione di identità, visto che possono essere in grado di compromettere la capacità di stare soli, un valore che rende liberi e forti". Tonioni, peraltro autore di "Quando internet diventa una droga - Ciò che i genitori devono sapere", edito da Einaudi, conclude avvertendo: "Non va dimenticato che si tratta di mondi seducenti, un'orgia di relazioni". Per lui la parola dipendenza non sempre è corretta: "Tra i giovani parlerei più di abuso. Un abuso che può portare a una dipendenza, a problemi psichiatrici oppure a nulla regredendo in maniera del tutto naturale. Dobbiamo metterci in testa - conclude - che abbiamo l'obbligo di imparare dai nostri figli e non essere autorevoli ma godere di autorevolezza. E credo che noi medici dovremmo intervenire solo quando c'è del dolore mentale". 

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