IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

sabato 29 dicembre 2012

LA VIGNETTA DI ALDO ARPE: IL 2013


LA VIGNETTA DI ALDO ARPE: CONTRADDIZIONI


HCG E IL 2012

Care lettrici e cari lettori,
essendo in un luogo, lo avrete certo capito, dove abbiamo difficoltà  di connessione e, di conseguenza, anche di pubblicazione perciò abbiamo deciso di sospendere per qualche giorno le nostre pubblicazioni.
Torneremo con il nuovo anno, dopo la prima settimana.
E' stato un anno triste per i soliti e allegro per i soliti altri.
Non vogliamo fermarci e vogliamo continuare ad essere la spina nel fianco dei potenti che hanno rovinato il nostro pianeta.
Siamo incazzati più del solito contro gli usurpatori delle libertà e i barattatori delle nostre menti. Noi non vogliamo piegarci a 90° ma combattere contro le ingiustizie e contro chi ci tappa la bocca con vere e proprie stronzate.
Chiedo scusa per il linguaggio molto colorito e molto bohemienne ma non posso esimermi da si tal modo d'esprimermi.

Due parole su Habla con Gian edizione 2012: tanti articoli, tante rubriche (le riprenderemo, non preoccupatevi, viste le vostre richieste specie sulle nostre seguitissime hit parade, sulla rubrica cibo e musica e sugli articoli riguardanti fatti enormemente gravi come la pedofilia nella chiesa a danno dei bambini e delle bambine di tutto il mondo), tante novità. Un grafico in continua ascesa che è passato dai 250 click di inizio anno ai 500 di ottobre e novembre, una crescita davvero esponenziale degli stranieri che ci seguono davvero numerosi dall'America, dalla Germania, dalla Russia, dalla Romania, dalla Moldavia, dal Giappone e dalle altre nazioni che non vi vado ad enumerare una ad una per ovvie ragioni.
Google la fa da padrone su Firefox e Facebook. Questo ci fa onore poichè significa che a seguirci sono anche persone che non ci conoscono.
A breve potrete leggere i migliori di dicembre 2012 e, ci stiamo già lavorando, entro il 20 gennaio potrete divertirvi con tutto il meglio del 2012. 


Mi fermo qui proprio per evitare che questo diventi una sorta di "discorso di fine anno del Presidente della Repubblica" che, francamente, mi pare sempre di più una vera triturata di palle.

Una sola cosa vi vorrei ricordare ed è quella di uno degli eventi più importanti del 2012 che, proprio in questi giorni, ha visto la luce nel pianeta dei blog. Si, sto proprio parlando del nostro "figlioletto" Habla con Samu, il blog tenuto con forza e tenacia da un caro amico della "veneranda" età di 10 anni che vuole condividere con coetanei e non solo le sue conoscenze storico-scientifiche.
Lo fà con semplicità, dedizione ed amore per queste due materie che, a nostro modestissimo giudizio, sono fondamentali per un domani più colto e più alla portata di tutti, anche di coloro, che altrimenti, non potrebbero permetterselo. Un davvero meraviglioso 2013 a tutti voi e passate parola affinché HABLA CON GIAN e HABLA CON SAMU crescano a dismisura alla faccia di chi vuole tarparci le ali.

La Redazione

PERCHE' GLI USA INVADONO I PAESI ARABI?



L'ARMA FASCISTA DEI REGI CARABINIERI


Saturday, 29 December 2012 


Contropiano.org
"A Livorno, nella caserma dei Carabinieri simboli fascisti"
Un lettore del sito di controinformazione Senza Soste denuncia la presenza di simboli fascisti all'interno della caserma dei Carabinieri di Livorno.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore che denuncia (con foto) la presenza di simboli fascisti (filonazisti) negli uffici della caserma dei Carabinieri di Livorno. Un fatto grave ma non isolato visto che non è certo il primo episodio che accade in un contesto dove la contiguità fra forze dell'ordine, militari ed destra neofascista ha caratterizzato, e continua a caratterizzare, la storia di questo paese. red. 27 dicembre 2012

Qualche tempo fa mi è capitato di fare una denuncia al comando centrali dei carabinieri, a Livorno, in Viale Fabbricotti, angolo Viale Mameli.

Il piantone di servizio, mi ha indirizzato verso il primo corridoio a sinistra, la penultima stanza (così mi sembra si ricordare), sulla sinistra.

Mentre aspettavo il maresciallo di turno, mi sono guardato intorno e qualcosa mi ha inquietato alquanto (per usare un moderato eufenismo)...

Nella stanza vi erano molti articoli di quotidiani sportivi incorniciati relativi alle vittorie dell'Inter, poi 2 poster rassicuranti, sui carabinieri (con tanto di bambini raffigurati), poi la riproduzione di una stampa con una famigliola ottocentesca con il buon padre carabiniere, e altre foto... e poi questo:

La forma inconfondibile dell'elmetto, la simbologia rappresentata, mi ha fatto veramente venire “l'onco” (cioè “i conati di vomito” – per i non livornesi), una repulsa che mi ha confermato, una volta di più, la diffidenza, purtroppo, da tanto tempo acquisita, verso coloro che invece, “fedeli nei secoli” (?) dovrebbero essere i sacri custodi della

Costituzione repubblicana, nata dalla lotta antifascista.

E' veramente una vergogna che toglie ulteriore credibilità alle istituzioni cosìdette liberali”... Personalmente non so (e non mi interessa saperne più di tanto) se il maresciallo di turno che ha redatto la denuncia, sia consapevole o responsabile di quello che era affisso alle sue spalle.

Il fatto stesso che non si sia posto il problema, è comunque significativo e la dice lunga sulla “sensibilità” istituzionale dei “tutori dell'ordine”...

Oltretutto, chi ha avuto “la pervicace ed eversiva volontà ” di montare e incorniciare quel poster è stato talmente vigliacco da omettere un'ultima frase dell'originale manifesto storico... Andate a vedere...

http://it.wikipedia.org/wiki/Légion_des_volontaires_francais_contre_le_bolchévisme

130MILA POLIZIOTTI CONTRO I NO TAV


Saturday, 29 December 2012 

Contropiano.orgNemico pubblico n° 1. Contro i No Tav 130 mila poliziotti
Il governo Monti ha incrementato la militarizzazione della Val di Susa e la repressione nei confronti di tutte le espressioni del movimento No Tav. I numeri parlano da soli.


L’ammodernamento della rete trasportistica italiana ”non puo’ dismettere i suoi progetti di sviluppo sotto l’influenza della pressione della piazza senza autocondannarsi ad un futuro di declino”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri parlando, in un’audizione alla prima commissione della Camera, delle manifestazioni No Tav in Val di Susa. La Valsusa per il ministro e’ ”il focolaio che impegna piu’ aspramente le forze di polizia” (Ansa).

Non avevamo dubbi sulla fedeltà della Cancellieri e del governo dei Tecnici alla lobby del Tav, del resto il governo ha stanziato 2 miliardi per il tav (in 13 anni) e rischio default per le universita italiane, quindi capiamo bene da che parte sta. Dopo la macellerie sociale inaugurata da un ano a questa parte ecco gli ultimi favori alla lobby del Tav.

Il vero problema ministro, è che il “focolaio” non impegna solo le forze di polizia, ma tutta la classe politica italiana, che aspettiamo anche alle prossime elezioni, del resto, lo diciamo a lei e ai suoi colleghi, ministri dell’interno e presidente del consiglio ne abbiamo visti tanti e tutti a raccontare le stesse cose, però noi ci siamo ancora e continuiamo ad essere un problema per quelli come lei (che tra poco sarà sostituita dal suo alter ego di turno), e una speranza per la maggior parte degli italiani e delle italiane.

--- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- --- ---

Come per le ragioni della nostra lotta, ancora una volta sono i numeri a fare chiarezza nella vicenda Torino Lione. Da tempo dimostriamo con i numeri le nostre ragioni svelando la propaganda della lobby sitav. Denaro pubblico buttato, flusso merci in calo, sottrazione di investimenti nelle scuole e nelle sanità, costo al centimentro e così via. E anche questa volta sono i numeri a portare chiarezza oltre misura, e sebbene lo pensavamo da tempo, ecco ufficializzare dal questore di Torino, l’impegno militare messo in campo per tentare di sconfiggere il Movimento Notav: nel 2012 oltre l’80% delle forze di polizia impiegate in servizi di ordine pubblico nel Torinese è stato utilizzato per eventi connessi alla linea ad alta velocità Torino-Lione. Poliziotti, carabinieri e finanzieri schierati sono stati complessivamente 160.847 di cui 129.952 per la Tav. A dirlo è Aldo Faraoni, questore di Torino, e aggiunge che il numero è in aumento e la conflittualità è diminuita.

129.952 agenti, 90.000 euro al giorno, 4357 lacrimogeni sparati solo il 3 luglio 2011, una procura che lavora tutta per noi, 300 provvedimenti in corso, due milioni di euro di richieste danni, segnalazioni ai servizi sociali per i minorenni che lottano, sono parte di queste cifre che ci candidano a nemico pubblico numero 1! mai visto tanto impegno da parte dello Stato che evidentemente giudica il Movimento Notav come un vero e proprio nemico da sconfiggere, annientare e portare a esempio se battuto, per tutti.

L’ormai ex ministro dell’interno Cancellieri del resto diceva che “i No Tav rappresentano la preoccupazione di gran lunga superiore per i problemi di ordine pubblico” ed ecco le cifre che ne dimostrano l’impegno.

Basterà? Pensiamo proprio di no! E parlando di numeri vogliamo citarne alcuni relativi al cantiere (ben difeso evidentemnete):un anno e cinque mesi di cantieri. Metri di scavo: zero. Metri di tettoia: quattro!

PRESI I MILITARI CHE ASSASSINARONO VICTOR JARA


Saturday, 29 December 2012 

Contropiano.orgCile: arrestati i militari che assassinarono Víctor Jara
Sette ufficiali dell’esercito cileno, presunti assassini di Víctor Jara, incriminati per omicidio volontario aggravato, sono stati arrestati ieri in Cile. L’ottavo, Pedro Barrientos risiede dal 1990 a Miami, negli Stati Uniti dove si apre ora una difficile battaglia per l’estradizione.


Nel 2004 era stato arrestato per quei fatti un semplice coscritto. Fu  rilasciato dopo aver accusato (per poi ritrattare) i responsabili del campo di concentramento dove quello e molti altri omicidi avvennero.

Per il Cile dell’impunità, dove nessuno ha mai messo seriamente in dubbio l’autoamnistia proclamata dai militari, dove il carnefice di tutto un paese, Augusto Pinochet, è morto nel proprio letto e dove perfino le commissioni per il chiarimento delle violazioni sui diritti umani, che partorirono l’Informe Rettig, dovevano esplicitamente non occuparsi dei responsabili dei crimini, è un passo avanti storico sulla strada della giustizia.

I fatti avvennero all’interno del palazzetto dello Sport di Santiago, trasformato dai militari -come lo Stadio di calcio- in campo di concentramento, e che oggi è intitolato allo stesso Jara. Víctor, sequestrato all’Università del Cile dove insegnava e dove si era recato la mattina dell’11 settembre, fu pesantemente torturato ed umiliato per giorni prima di essere crivellato da 44 colpi. Aveva 41 anni. Il suo corpo martoriato fu scaricato in un terreno abbandonato nella periferia di Santiago. La vedova di Víctor, Joan, e i due figli, hanno comunicato che preferiscono attendere qualche giorno prima di commentare la notizia.

Ci sono crimini che simboleggiano epoche intere. A Víctor Jara i militari cileni, che aprirono il cammino ai Chicago boys, spezzarono ritualmente le dita prima di ammazzarlo. Gli spezzarono le dita per umiliarlo e dargli come ultima sofferenza la certezza di sapere che non avrebbe più suonato la chitarra che aveva fatto innamorare, riflettere e lottare un continente intero. Chitarra con la quale, con parole semplici, aveva cantato la Rivoluzione pacifica delle empanadas e del vino rosso e il Socialismo di Salvador Allende.

Era il 15 settembre del 1973 quando misero a tacere la sua voce alta di cantautore, autore teatrale, militante del Partito comunista del Cile. Erano passati quattro giorni dal golpe che aveva messo fine nel sangue alla storia della democrazia cilena e all’esperienza di Unidad Popular. Ancora oggi, 39 anni dopo, l’impalcatura dello Stato in Cile è quella voluta da Augusto Pinochet nella Costituzione autoritaria tuttora vigente, scritta nel sangue dei desaparecidos e che nessuno dei governi para-democratici che da allora si sono succeduti ha avuto il coraggio di toccare.

Nelle ultime ore, tra la tortura e la morte, Víctor trovò modo di scrivere e far salvare questi versi:
Che orrore produce il volto del fascismo / Portano a termine i loro piani con precisione chirurgica / senza guardare in faccia a nessuno. / Il sangue per loro è una medaglia / I massacri atti di eroismo / È questo il mondo che creasti, dio mio? / Per questo furono i tuoi sette giorni di sorpresa e di lavoro? / In queste quattro mura esiste solo un numero / che non avanza / e che lentamente porterà la morte.

Chi scrive ebbe la ventura di assistere al primo concerto degli Intillimani nello Stadio Cile dopo che questo fu intitolato a Víctor Jara. Mi aggirai come un fantasma in quei sotterranei inseguito da ombre e spavento, ancor oggi ne sento l’angoscia che si prova in tutti i luoghi di supplizio senza pace. Ne ricordo un luogo tetro, sinistro, dalle mura ammuffite del quale sembrano continuare a gridare l’orrore i torturati e i desaparecidos. Solo la giustizia, solo la fine dell’impunità dei carnefici, solo passi come quello di ieri, possono far trovar pace a quelle mura e a quei morti e far sperare al Cile di lasciarsi alle spalle quella lunga notte.

http://www.gennarocarotenuto.it

IL VATICANO LA NOSTRA ROVINA


Ho giò avuto modo di trattare, in alcuni miei blog, la natura doppia della religione, magazzino di risorse spirituali individuali e collettive per la giustizia e il miglioramento sociale ovvero strumento del potere, al servizio della conservazione dei privilegi di settori ristretti, fra cui ovviamente gli stessi ecclesiastici.
L’abbraccio con il potere è certamente di conforto, anche economico, agli alti prelati ma non aiuta la Chiesa in quanto tale, intesa come comunione dei fedeli. Uno dei tratti più negativi della nefasta esperienza del governo Monti, e prima ancora di quella di Berlusconi, è stato probabilmente costituito dall’ossequio portato al Vaticano, sotto varia forma: dalle esenzioni fiscali al sostegno di scuole e sanità privata, in particolare quest’ultima dove, sotto l’egida di Comunione e liberazione si è creato un complesso di interessi solo in parte scalfito dalle recenti inchieste contro la corruzione. E, nonostante continui e si approfondisca il processo di secolarizzazione, le istanze del Vaticano sono ben rappresentate in tutti gli schieramenti, tranne il polo alternativo della rivoluzione civile e democratica che si sta costruendo per dare appunto un’alternativa, fra l’altro, contro i baciapile di vario orientamento.
Continuano del resto a stupire e a colpire negativamente le esternazioni dei vari rappresentanti della Chiesa cattolica, i quali, pur essendo maschi di mezz’età che dovrebbero essere relativamente a digiuno in fatto di esperienze pratiche in materia di sessualità, non si peritano di blaterare su e controgay e donne.
C’è davvero l’imbarazzo della scelta fra tante incredibili dichiarazioni, ma forse l’Oscar dell’anno che si avvia a conclusione lo potremmo attribuire al parroco di Lerici che ha affisso sulla porta della sua chiesa un editoriale del sito fondamentalista Pontifex, che attribuisce alle donne la responsabilità dei casi di femminicidio. Secondo tale editoriale, in effetti, ” Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, … … si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni esistenti”. La morale enunciata dai superbacchettoni in questione è in sostanza che le donne non sono autosufficienti, devono quindi dipendere dai maschi e peraltro stare anche attente a come si vestono o si muovono. “Quante volte vediamo ragazze e anche signore mature circolare per la strada in vestiti provocanti e succinti?”, si chiede angosciato Pontifex. E poi : “Quanti tradimenti si consumano sui luoghi di lavoro, nelle palestre, nei cinema, eccetera?”.  Per concludere in questi termini: “Potrebbero farne a meno. Costoro provocano gli istinti peggiori e se poi si arriva anche alla violenza o all’abuso sessuale (lo ribadiamo: roba da mascalzoni), facciano un sano esame di coscienza: “forse questo ce lo siamo cercate anche noi”?”.
Di questo passo si finirà di giustificare anche la pedofilia dei preti con l’atteggiamento provocatorio dei bambini… Al di là del carattere estremamente rozzo e intollerabilmente maschilista delle affermazioni citate, esse attingono a un background “culturale” comune a molti cattolici e alle istituzioni ecclesiastiche in quanto tali. E bisogna ritenere che questa ideologia maschilista di ispirazione clericale sia uno dei fattori che determinano il triste record europeo del nostro Paese in materia di femminicidio.
Una ‘morale’ stantia ed ipocrita che in realtà è indegna di questo nome. E non rende un buon servizio ai cattolici. Tanto più che, da tempo immemorabile e fino ai giorni nostri la Chiesa è stata connivente con i poteri peggiori.  Fino, in tempi relativamente recenti, alla dittatura genocida dei generali argentini, cui alti prelati ufficialmente rappresentanti del Vaticano offrivano consulenze e buoni servizi, anche e soprattutto per “far stare buone le famiglie delle vittime”. E non a caso il regime argentino era strettamente legato alla P2 e allo IOR, la banca vaticana coinvolta in vari scandali e sospettata di riciclaggio di capitali mafiosi su scala internazionale.
Fortunatamente esistono anche settori della Chiesa che reagiscono a tutto questo. E voglio qui citaredon Giorgio De Capitani, sacerdote di Rovagnate in provincia di Lecco, il quale ha chiesto a Dio di spedire Berlusconi all’inferno, denunciando altresì le connivenze della Chiesa “con il porco di Arcore”.
Da laico impenitente la richiesta rivolta al Padreterno mi lascia alquanto indifferente, ma torno a concordare con don de Capitani quando chiede agli italiani di farsene carico, beninteso, come precisa il simpatico prelato ‘politicamente’. E si devono apprezzare i toni appassionati e chiarissimi del suo sermone.
A partire dalle innegabili responsabilità della Chiesa nell’aver sostenuto, in cambio della conservazione ed estensione dei famigerati privilegi, perfino l’obbrobrio berlusconiano, sembra essere venuto il momento di rifondare ab imis la stessa Chiesa cattolica. Per renderla davvero conforme, riducendola al dovuto stato di povertà, al messaggio evangelico. Consentendo la continuazione delle opere di carità laddove esse sono effettivamente tali non limitandosi, talora, a prestare servizi indispensabili a persone che ne sarebbero altrimenti prive, come del resto fanno anche organizzazioni pienamente laiche come Emergency, ma spingendosi anche a combattere il potere e le iniquità di cui esso si rende responsabile, come tanti sacerdoti uccisi in Italia e nel mondo da mafie di ogni genere e paramilitari. Nell’interesse dell’umanità e in particolare del nostro Paese il quale risente della presenza del Vaticano, come ebbe a constatare qualche secolo fa già Machiavelli, come della più grande sciagura mai capitatagli.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/28/il-vaticano-la-rovina-nostra/455584/


Tratto da: Il Vaticano? La rovina nostra… | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/12/29/il-vaticano-la-rovina-nostra/#ixzz2GSNtdus8
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario! 

IL PRETE E LA SIGNORA DI LERICI

"Sono quelle puttane di donne che vanno in giro svestite a provocare gli uomini".

Ho voluto rendere meno schifosa la frase detta dal parroco di Lerici che rappresenta al massimo l'idea che la chiesa cattolica ha sempre avuto delle donne, simile, questa, all'idea che ha sugli omosessuali e sulle minoranze e non solo che da sempre porta nel suo lurido scettro.

Del resto la storia della chiesa ebbe inizio con una delle figure più marce della storia, quel verme dell'imperatore Costantino, colui che appoggiò la chiesa e il suo Sinodo di Elvira (di qualche decennio precedente) e che diede inizio a stragi e torture nel nome di dio.

Un dio crudele, assassino, che fece a pezzi fior fior di filosofi, di popolazioni, di schiavi e di donne in tutto il mondo nel nome del dio conquistadores e convertitore.

Ed oggi i parrocci e i porporati continuano imperterriti a regredire nella loro irretratezza e nella loro infamia e odio verso tutti coloro che non la pensan come loro e non solo.

Inculatori di bambini, sfruttatori di tutti bloccano lo sviluppo del mondo colto ed intelligente.

E' l'ora che vengano spazzati via come meritano.


L'Editore

LE MANI DELL'FBI SU MARILYN LA COMUNISTA


Usa. L’Fbi controllava Marilyn Monroe per suoi legami con ambienti comunisti

Pubblicato il 29 dicembre 2012 12.28 | Ultimo aggiornamento: 29 dicembre 2012 12.28 BLITZ QUOTIDIANO

WASHINGTON, STATI UNITI – L’Fbi teneva sott’occhio Marilyn Monroe e i suoi legami con ambienti ‘comunisti’ l’anno prima della sua morte che risale all’agosto 1962. Lo rende noto l’Associated Press, che ha rintracciato queste informazioni in alcuni dossier riservati resi disponibili al pubblico per effetto del Freedom Information Act.
I file sulla famosa star di Hollywood non contengono pero’ alcuna nuova notizia circa le indagini sulla sua morte che tutt’ora rimane misteriosa. Se non le ipotesi, tra cui l’omicidio, che anche i federali fecero sulla sua tragica e immatura scomparsa. Alla fine le indagini conclusero che l’attrice si era probabilmente suicidata dopo aver ingerito quantità di alcol e barbiturici.
I documenti mostrano invece quanto gli amici di Marilyn fossero preoccupati della sua vicinanza a Frederick Vanderbilt Field, un esponente di una delle famiglie piu’ ricche d’America diseredato a causa delle sue idee sinistrorse. I due si conobbero in Messico, dove l’attrice si reco’ all’inizio del ’62 per fare acquisti.
Colà Field viveva in volontario esilio assieme alla moglie ed era in stretto contatto con l’American Communist Group in Messico. Secondo le informazioni emerse dai file resi noti,t tra Field e la Monroe nacque una relazione che preoccupò non poco la cerchia di amici dell’attrice e lo stesso American Communist Group.
A quel tempo il capo dell’FBI era J.Edgar Hoover, la cui pervasiva organizzazione teneva sotto controllo le attività politiche e sociali di molte celebrità, tra cui Frank Sinatra, Charlie Chaplin e l’ex-marito della Monroe, Arthur Miller.
I federali hanno anche svolto numerose indagini su attività criminose contro celebrità come Elizabeth Taylor, che veniva minacciata, e Clark Gable vittima di estorsioni. Più di recente, l’FBI è tuttora impegnato nelle indagini dirette a scoprire l’assassino nel 1997 del famoso rapper Notorious B.I.G.

HIRIKO: L'AUTO CHE SI PIEGA


Hiriko, l’auto che si piega quando parcheggi e occupa poco spazio

Pubblicato il 29 dicembre 2012 14.14 | Ultimo aggiornamento: 29 dicembre 2012 14.16
BLITZ QUOTID.
ROMA – Si chiama Hiriko, si legge auto che si piega quando parcheggi, per occupare meno spazio. La citycar sviluppata al Media Lab è destinata al car-sharing in Germania.
Assomiglia a una Smart, ospita due passeggeri, e si piega a 90 gradi perché il motore è nelle ruote. Nel 2013 una fabbrica nei Paesi Baschi, vicino a Bilbao, in Spagna, produrrà le prime 20 auto ribattezzate Hiriko, che in basco significa “auto urbana”.

IL LECCACULO DELLA CHIESA


Monti finanzia e la Chiesa lo adotta: al via il grande centro

Le simpatie di Oltretevere verso il Professore, corroborate da uno stanziamento di fondi a favore della Sanità confessionale, sono ufficiali. E i moderati convergono.

Cecilia M. Calamani
sabato 29 dicembre 2012 03:16
Cronache Laiche Globalist
Dopo il plauso dell'Osservatore romano, che ha ufficialmente benedetto la «salita in politica» di Mario Monti, inizia a chiarirsi meglio l'orizzonte cui si rivolge il premier dimissionario per le prossime elezioni. Il centro, d'accordo. Ma con quali confini? Monti sta dimostrando di saper riunire attorno alla sua figura una vasta pletora di personaggi e movimenti, accomunati da un unico fattore: la fede. E così mentre Angelo Bagnasco, presidente della Cei, dichiara che «sull'onestà e la capacità di Monti penso ci sia un riconoscimento comune, poi ognuno può avere opinioni diverse ma credo che su questo piano sia in Italia, sia all'estero ci siano stati riconoscimenti», si viene a sapere che il maxiemendamento alla legge di Stabilità prevede lo stanziamento di cinque milioni di euro per l'Istituto Gaslini di Genova (il cui presidente è proprio Angelo Bagnasco) e di altri 12 per il Bambin Gesù di Roma. Il tutto mentre la Sanità pubblica, quella veramente pubblica, agonizza strozzata da tagli e risparmi.

E passiamo al consenso politico. Mario Mauro, capogruppo del Pdl al parlamento europeo, ciellino doc, uno dei difensori a spada tratta della "vita" di Eluana Englaro e degli oppositori alla regolamentazione delle coppie omosessuali (un inneggiamento alla «distruzione dei valori»), si è apertamente schierato con il Professore, aprendo le danze all'adesione della compagine politica che ruota intorno (o dentro) a Comunione e liberazione e ai suoi "derivati", come la Compagnia delle Opere. Ma la diaspora riguarda anche il centrosinistra. Dopo che il senatore Pietro Ichino, coautore dell'Agenda Monti, ha lasciato il Pd, iniziano ad affluire verso il Professore altri parlamentari in quota Pd: Lucio D'Ubaldo, Benedetto Adragna, Flavio Pertoldi e Giampaolo Fogliardi. Tutti della componente cattolica del partito. Per il centro l'adesione è scontata, da Casini a Luca Cordero di Montemolo ai ministri Corrado Passera e Andrea Riccardi. E anche il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, manifesta il suo apprezzamento anche se ancora non si sa se ne uscirà una candidatura.
Sul fronte dei movimenti, si schierano con il professore l'Azione cattolica, le Acli, la Comunità di sant'Egidio e Rinnovamento dello Spirito. Proseguono le trattative con il Movimento cristiano dei lavoratori mentre sarebbero già della partita la Confartigianato e la Confcooperative.

Il grande centro si allarga, strappa parlamentari al centrodestra e al centrosinistra e insieme alle gerarchie cattoliche converge verso Monti. Suscitando la rabbia di ciò che rimane del Pdl e di Berlusconi, il cui quotidiano di famiglia, il Giornale, ieri titolava: «Vendono il Papa a Monti per 17 milioni». Come se ai tempi del Caimano la vendita fosse stata da meno.

Cecilia M. Calamani 

venerdì 28 dicembre 2012

IL VATICANO APPOGGIA MONTI


Monti incassa l'appoggio del Vaticano

L'Osservatore romano sancisce il suo appoggio alla candidatura del Professore: «Un appello a recuperare il senso più alto e nobile della politica».

redazione
venerdì 28 dicembre 2012 
CRONACHE LAICHE

L'Osservatore romano sancisce in un articolo l'appoggio del Vaticano a Mario Monti, affermando che il suo "salire in politica", è «un appello a recuperare il senso più alto e più nobile della politica che è pur sempre, anche etimologicamente, cura del bene comune».

L'articolo, dedicato alle «elezioni in Italia» è a firma di Marco Bellizi e dà conto della conferenza stampa di domenica scorsa del premier dimissionario. In prima pagina del numero di oggi, il quotidiano dà invece risalto allo scambio di auguri tra il pontefice e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, precisando che anche con Monti il Papa ha avuto una colloquio telefonico «particolarmente cordiale».

Scrive Bellizi sull'Osservatore: «La decisione di Mario Monti di rendersi disponibile a un nuovo impegno al servizio del Paese sta orientando, come previsto, il dibattito politico e l'avvio della campagna elettorale in Italia». «Annunciando il suo impegno in politica attraverso le modalità illustrate - aggiunge, dopo aver citato i passaggi più salienti della conferenza stampa - il senatore a vita intende aprire la seconda fase di un programma riformatore che è stato solo abbozzato nel corso dell'ultimo anno sulla spinta della congiuntura finanziaria. Monti è stato chiamato dai partiti a prendere decisioni inderogabili, di cui nessuno intendeva però prendersi la responsabilità diretta, per il timore di pagare un prezzo elettorale troppo alto. Quelle stesse forze politiche si ritrovano ora a interrogarsi sull'impatto che può avere la 'salita in politica' di chi doveva, quasi per mandato, diventare impopolare. Una prospettiva che fornisce da sola molto materiale alla riflessione dei partiti, così come il successo che anche i sondaggi sembrano ora attribuire a chi ha imposto agli italiani sacrifici pesanti».

«L'espressione 'salire in politica', usata da Monti nel corso della conferenza stampa di domenica - prosegue L'Osservatore romano - è stata accolta con ironia, in qualche caso con disprezzo. Ma si nota la sintonia con il messaggio ripetuto in questi anni dal presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, non a caso un'altra figura istituzionale che gode di ampia popolarità e alla quale tutti riconoscono il merito di aver individuato proprio nel senatore a vita l'uomo adatto a traghettare l'Italia fuori dai marosi della tempesta finanziaria. E' in sintesi l'espressione di un appello a recuperare il senso più alto e più nobile della politica che è pur sempre, anche etimologicamente, cura del bene comune. Ed è questa domanda di politica alta - conclude l'articolo - che probabilmente la figura di Mario Monti sta intercettando o sulla quale comunque il capo del Governo uscente intende legittimamente far leva e che interpella i partiti al di là dei contenuti del suo manifesto politico».