IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

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martedì 31 dicembre 2013

I TOP DEL 2013 SECONDO TOMTOMROCK: CI TROVATE ANCHE GIAN LUCA SCORRENDO

http://www.tomtomrock.it/2-non-categorizzato/302-i-top-tom-del-2013-e-anche-i-flop-tom.html

DISCORSO A RETI UNIFICATE DI HCG

E' con vibrante sodisfazione (una d sola) che, a reti unificate, vi auguriamo tutto quello che cazzo vi pare e aggrada e mi associo a Ennio Montesi quando mette le 7 schifezze che massacrano l'Italia e che ci auguriamo il popolo unito cancelli per sempre. Sarà dura ma se ci lavorassimo uniti invece di perder tempo in piazzate dispersive, petizioni di nicchia, indignazioni inutili e silenzi verso atti schifosi di cui l'Italia va fiera (femminicidio, neo nazismo, razzismo, leccaculismo, fanatismo religioso, ingiustizia, disuguaglianza, mancanza di qualsiasi minima libertà, ingovernabilità, stupidità, ignoranza, impotenza massmediatica e chi più ne ha....) forse riusciremmo a ricostruire questa nazione che, al momento, fa davvero pena.

Vi salutiamo con il link a TOMTOMROCK, miglior sito di musica del pianeta dove Gian Luca Valentini ha avuto il privilegio di poter inserire i suoi 20 cd più amati nel 2013 (rock-pop-new sound) in attesa della hiiiit paaaraaadeeee di dicembre e di tutto il 2013 che stiamo per pubblicare proprio su codesto blog.

Quindi, ci rivediamo nei prossimi giorni. Che il 2014 inizi ad essere diverso, cazzo!

La Redazione


NAJA: LA SERIE WEB DI GIAN LUCA VALENTINI


HCG RINGRAZIA TUTTI PER I VOSTRI COMMENTI. CI FA DAVVERO PIACERE CHE SIANO STATI I GIOVANI TRA I 10 E I 30 ANNI AD APPREZZARE LA SERIE (MA NON SOLO) CHE CI HANNO RINGRAZIATO SOPRATTUTTO PER AVER FATTO CAPIRE LORO IL LINGUAGGIO CHE USANO. 

"Molto carina! Bravi!" Ale R.
"Ma come continua? Non potete lasciarci questo dubbio." Maddalena B.
"Ma poi si ferma li. E dopo? Insomma, siete delle canaglie se non ci svelate il futuro!" Samuele M.
"Ci stiamo davvero scassando dalle risate..." Sara M.P.
"Una puntata tira l'altra....ma dopo?" Lucia L.
"Voglio una parte anch'io! Subito!" Dario F.
"Complimenti!" Luca B.
"Fatta di fretta ma perfetta....scusate la rima..." Silvia G.
"E' il linguaggio dei giovani!" Rita H.
"Cazzo, minchia, noi giovani parliamo davvero così! Ahimé, ci siamo rispecchiati tutti...." Il gruppo dei 7
"Andrà avanti?" Noios dos
"Ma il ragazzo di colore chi l'ha doppiato? Sei stato tu.....?" In tanti
"Il cancello finale è da David Lynch" Lynch D.
"Davvero innovativa e con niente...ce ne fossero...." Lory
"Bellissime le pause..." Luca D.
"Un clap a tutta la truppa, pardon, troupe..." Il Lavativo
"Noooo, davvero?" Nadia B.
" A quando la seconda stagione?" Renzino M.
"Ci sarà un seguito? Ehi, dico a voi? C'e' nessuno? Ci sarà una seconda stagione?" Elena P.

Abbiamo messo solo qualche commento e ci scusiamo con gli altri, mai critici, semmai costruttivi e siamo sorpresi da come i ragazzi giovani abbiano reagito riguardo il linguaggio nel quale si sono davvero rispecchiati e "ne hanno preso atto un pò con imbarazzo" come commenta Mario L.

Continuate a fare clic sulla serie e grazie di cuore da tutta la truppa di "Naja" e da HCG.


CO REGIA DI TOMMASO DE BARBIERI
AIUTO REGIA: DANILO CAMA
MUSICHE ORIGINALI: SIMONE SPREAFICO
SOGGETTO E SCENEGGIATURA ORIGINALE: GIAN LUCA VALENTINI
DIREZIONE E SEGRETERIA DI EDIZIONE: CARMEN PLUTINO
FOTOGRAFIA DI SCENA E BACK STAGE: ELISABETTA MIOZZA

CON:

SERGIO RULLI
ANDREA GADO
SABRINA AGOSTINI
FILIPPO SANTONA
SAMB AKIM
SABINA AGOSTINI
VIRGINIA IPPOLITO
CARLO RAMOINO
MARCO SPONZA

CON IL SUPPORTO DI:

SPACCIO TRUPPA DI LAURA BERETTA
ARMERIA GIACOMO ROSSI E CO. SAS

PRODUZIONE:
EL BURRO TORPE
HABLA CON GIAN
ABC MUSICA E ARTE

E SE SNOWDEN SPARISSE?

('1984' ERA UN MANUALE D'ISTRUZIONI BENVENUTI AL BUCO DI MEMORIA)

DI PETER VAN BUREN
tomdispatch.com

E se un giorno si facesse scomparire Edward Snowden? No, non intendo la solita azione della CIA o la solita teoria di cospirazione del tipo “chi-ha-ucciso-Edward-Snowden”, parlo di qualcosa di molto più sinistro.

E se tutto quello che ha detto finora una talpa fosse fatto semplicemente scomparire? E se tutti i documenti della National Security Agency (NSA) che Snowden ha rivelato, se tutte le sue interviste, se ogni traccia documentale delle irregolarità della sicurezza nazionale fossero tutti fatti scomparire in tempo reale? E se l’aver postato tali rivelazioni fosse reso inutile, invalido e privo di riscontri?

Sto forse suggerendo la trama a un novello George Orwell del 21° secolo? E’ difficile. Mentre entriamo in un mondo totalmente digitalizzato, cose del genere potrebbero essere presto possibili, e non nella fantascienza, ma nel mondo reale e premendo soltanto un tasto. Infatti, si stanno già sperimentando i primissimi prototipi di nuove modalità di “sparizioni”. Siamo sempre più vicini ad una realtà scioccante e distopica che in passato sarebbe stata ottimo materiale per racconti di fantascienza. Benvenuti ai buchi di memoria.

Anche se governi del futuro oltrepassassero una delle ultime linee rosse rimaste nel nostro mondo e semplicemente uccidessero tutte le talpe non appena venissero fuori,  ne emergerebbero comunque sempre delle altre. Eppure, nel 1948, nel suo inquietante racconto 1984, Orwell suggeriva una soluzione ancora più diabolica al problema.  Aveva immaginato per il mondo del Grande Fratello un congegno tecnologico che aveva chiamato “il buco di memoria” . Nel suo oscuro futuro, eserciti di burocrati, che lavoravano in quello che sarcasticamente Orwell chiamava il Ministero della Verità, passavano la loro esistenza a cancellare o alterare documenti, giornali, libri e simili  allo scopo di creare una versione accettabile della storia. Quando una persona usciva dal cerchio della fiducia, il Ministero della Verità spediva lui e tutta la documentazione a lui collegata giù nel Buco di Memoria. Ogni storia o informazioni che anche lontanamente facessero menzione della sua esistenza sarebbero stati completamente sradicati ed eliminati.

Nel mondo pre-digitale di Orwell, il Buco di Memoria era un tubo pneumatico in cui scomparivano per sempre tutti i vecchi documenti.  Alterando poi i documenti esistenti si garantiva che, pur nell’eventualità di un improvviso cambio di alleanze mondiali, non ci sarebbe stato alcun problema per i guardiani del Grande Fratello. Nel mondo che aveva immaginato,  grazie a queste schiere di burocrati, il presente era quello che era sempre stato – e c’erano quei documenti alterati che lo dimostravano e nessuno poteva dire niente al riguardo, sarebbe comunque stato considerato puro vaneggiamento o ricoroi errato.  E chiunque sollevasse dei dubbi sulla verità del mondo presente, sarebbe stato emarginato o eliminato all’insegna del “crimine di pensiero”.

LA CENSURA DIGITALE DEI GOVERNI E DELLE GRANDI IMPRESE

Ogni giorno di più tutti acquistiamo o otteniamo notizie, libri, musica, televisione, film e comunicazione in genere, in forma elettronica.  In questo momento, gli introiti pubblcitari di Google superano quelli di tutti gli altri media statunitensi messi insieme.  Persino il venerabile Newsweek ha interrotto la sua edizione cartacea.  E in questo mondo digitalizzato, si stanno esplorando alcuni tipi di “semplificazioni”. I Cinesi, gli Iraniani ed altri, ad esempio, stanno mettendo a punto delle strategie di “filtraggio” del web per bloccare l’accesso a siti e materiale online disapprovati dai loro governi.  Similarmente, il Governo USA (pur senza grande successo) impedisce ai suoi impiegati di visualizzare Wikileaks e il materiale pubblicato da Edward Snowden (e anche siti come TomDispatch) con i computer aziendali – ovviamente non quelli di casa. Per ora.

Tuttavia, la Gran Bretagna farà presto un passo importante nel decidere cosa un cittadino privato ha diritto di vedere o non vedere in rete persino da casa sua.  Prima della fine dell’anno, quasi tutti gli utilizzatori di Internet del paese verranno “inglobati” in un sistema progettato per filtrare  la pornografia.  Di conseguenza, i controlli potranno anche bloccare “materiale violento”, “contenuti estremisti o terroristici”, “siti dedicati all’anoressia e altri disturbi dell’alimentazione” e siti “che trattano di suicidio”.  Inoltre, le nuove impostazioni censureranno anche siti che parlano di alcol e di fumo.  Il filtro si applicherà anche a “materiale esoterico”, anche se un gruppo britannico impegnato nella tutela dei diritti sostiene che il governo deve ancora chiarire cosa comprende questa categoria.

E alcune forme di censura del web sponsorizzate dal governo sono già state privatizzate.  Nuovi prodotti commerciali disponibili già consentono che un’organizzazione non abbia bisogno di essere la NSA per bloccare un contenuto. Ad esempio, la società di sicurezza informatica Blue Coat è leader nazionale nel campo e già grande esportatore di questa tecnologia.  Può facilmente mettere a punto un sistema per monitorare e filtrare l’intero Internet, bloccando siti sulla base dei loro indirizzi, parole chiave e persino contenuti delle pagine. Tra gli altri, il software della Blue Coat viene utilizzato dall’Esercito Statunitense per controllare cosa guardano sul web i suoi soldati mentre sono in missione all’estero, e anche dai governi repressivi di Siria, Arabia Saudita e Birmania per bloccare ideologie politiche esterne.

CERCA SU GOOGLE…


In un certo senso, le ricerca su Google fa già “scomparire” del materiale.  In questo momento Google fa la parte del “buono” rispetto alle talpe.  Una rapida ricerca su Google (0.22 secondi) produce più di 48 milioni di risultati su Edward Snowden, la maggior parte dei quali relativi ai documenti della NSA. Alcuni dei siti mostrano i documenti veri e propri, ancora etichettati come “Top Secret”.  Meno di sei mesi fa, bisognava appartenere a un ristrettissimo giro governativo o avere un accesso contrattuale per vedere quei documenti. Ora sono disponibili a tutti.

Google – e poichè Google è il primo motore di ricerca dell’intero pianeta, lo userò qui come simbolo di tutti i motori di ricerca, anche di quelli che devono ancora essere creati – in questo è sorprendente e appare come una gigantesca macchina per la diffusione – e non per la soppressione -  di notizie. Metti qualsiasi cosa sul web ed è molto probabile che Google la trovi rapidamente e la aggiunga ai risultati di ricerca di tutto il mondo, a volte nel giro di pochi secondi.  Tuttavia, poiché la maggior parte della gente non va oltre le prime pagine di risultati,  il fatto di “sparire” ha già un certo significato online.  Non è più sufficiente essere notati da Google.  Quello che più conta ora è riuscire a piazzare un tuo post in alto nella classifica dei risultati di ricerca di Google.  Se un tuo post riguardante Edward Snowden è al numero 47,999,999, è come se fossi morto, o scomparso.  Pensate a questo come punto di partenza per delle più significative forme di “sparizioni” che probabilmente vivremo nel futuro.

Nascondere qualcosa agli utilizzatori della rete riprogrammando i motori di ricerca sarà la prossima mossa oscura. Un’altra sarà quella di cancellare i contenuti, un processo tanto semplice quanto quello di trasformare i codici informatici dietro i processi di ricerca in qualcosa di predatorio. E se Google si rifiutasse di attuare il passaggio alle “ricerche negative”, la NSA, che sembra già aver messo le mani su “inside Google”, potrà installare la sua propria versione di codici maligni, come ha già fatto in non meno di 50,000 casi.

Ma lasciamo da parte il futuro:  ecco qui dimostrato come una strategia di ricerche negative sia già all’opera, anche se oggi il suo argomento centrale – la pedofilia – è abbastanza facile da accettare. Google ha recentemente introdotto un software che rende più difficile per i pedofili individuare materiale relative all’abuso di minori.  Come dice il capo azienda Eric Schmidt, Google Search è stato “risintonizzato” in modo da ripulire i risultati da più di 100.000 termini normalmente usati dai pedofili per cercare pornografia minorile.  Ora, ad esempio, quando un utilizzatore digita nello spazio di ricerca termini legati all’abuso sessuale dei minori, non troverà risultati collegati a contenuti illegali. Google invece li reindirizzerà verso siti di sostegno e consulenza psicologica. “Tra breve riusciremo a realizzare questi cambiamenti in più di 150 lingue, quindi l’impatto sarà a quel punto davvero globale” ha scritto Schmidt.

Mentre Google reindirizza le ricerche pornografiche verso siti di sostegno psicologico, la NSA ha sviluppato un sistema similare.  L’Agenzia ha già il controllo di una serie di server denominati in codice Quantum che sono ben radicati nell’impalcatura centrale di Internet.  Il loro compito è quello di reindirizzare degli “obiettivi” allontanandoli dai risultati attesi e conducendoli verso siti stabiliti dalla stessa NSA. L’idea è questa: tu digiti un indirizzo che vuoi e finisci da qualche altra parte che l’Agenzia reputa più conveniente. Mentre oggi  questa tecnologia sembra intesa a condurre dei potenziali estremisti della Jihad verso materiale islamico più moderato, nel futuro potrebbe, ad esempio, avere lo scopo di reindirizzare quelli che cercano notizie verso siti simili ad Al-Jazeera ma dal contenuto alterato, più consono alla versione dei fatti che il governo vuole dare.

...E DISTRUGGI

Tuttavia,  le tecnologie di blocco e di reindirizzamento, destinate a diventare sempre più sofisticate, saranno solo la minima parte di quello che ci attende in futuro. Google si sta già evolvendo al servizio di una causa che tutti sicuramente applaudiranno. Sta infatti sviluppando una tecnologia di rilevamento fotografico per identificare fotografie di abuso sessuale di minori non appena queste appaiono in rete, e anche tecnologie di rilevamento mirate alla rimozione di video illegali.  Le azioni di Google contro la pornografia minorile possono avere certamente le migliori tra le intenzioni, ma la tecnologia sviluppata al servizio di tali azioni anti-pedofilia dovrebbe però anche farci rabbrividire. Immaginate se, nel 1971, i Documenti del Pentagono,  quelle prime prove che ebbero gli Americani sulle bugie dietro la Guerra del Vietnam, fossero stati cancellabili.  Chi potrebbe mai credere che la Casa Bianca di Nixon non li avrebbe fatti sparire e che la storia del mondo non avesse preso un corso molto più tragico?

Oppure considerate un esempio che è già davanti ai nostri occhi. Nel 2009, molti possessori di Kindle hanno scoperto che la Amazon era entrata durante le notte nei loro dispositivi e aveva cancellato da remoto copie di Animal Farm e di 1984 di Orwell (ironia a parte).  La società ha poi spiegato che i libri, “pubblicati” per sbaglio sui loro server, in realtà erano delle copie illegali dei racconti. Allo stesso modo, nel 2012, la Amazon ha cancellato i contenuti di un possessore di Kindle senza alcun preavviso, dando come spiegazione che “l’account dell’utente era direttamente collegato ad un altro che era stato disattivato per aver contravvenuto alle politiche di Amazon”.  Utilizzando la stessa tecnologia, Amazon ha la facoltà di sostituire i libri sui dispositivi dei clienti con “versioni aggiornate degli stessi” , dai contenuti quindi alterati.   Se l’utente ne riceve notifica o meno, dipende tutto da Amazon.

A parte il Kindle, il controllo da remoto dei dispositivi privati è già una realtà.  Quasi tutto il software di un computer privato comunica in sottofondo con i propri server centrali, ed è quindi disponbile per aggiornamenti che possono alterare i contenuti.  La NSA utilizza i malware – software maligni installati nei computer da remoto – per cambiare il modo in cui la macchina lavora.  Il codice Stuxnet,che pare abbia danneggiato 1,000 centrifughe che gli Iraniani stavano usando per arricchire l’uranio, è un esempio di come operano questo tipo di cose.

Oggi, tutti gli iPhone comunicano alla “base” che tipo di app è stata scaricata o acquistata; in una liberatoria appena leggibile che viene fatta cliccare di routine, la Apple si riserva il diritto di far “scomparire qualsiasi app per qualche suo motivo. Nel 2004, la TiVo ha denunciato la Dish Network  per aver dato ai clienti dei componenti in conflitto con i brevetti del software TiVo. Anche se il caso si è concluso con un ingente rimborso, come primo rimedio, il giudice ha poi ordinato alla Dish di disattivare elettronicamente i 192,000 dispositivi che aveva già installato nelle case private. In futuro, ci saranno sempre più modi per invadere e controllare i computer, alterare o far sparire quello che stiamo leggendo o farci ritrovare su siti che non stavamo cercando.

Le rivelazioni di Snowden su cosa fa la NSA per raccogliere informazioni e controllare le tecnologie,  che hanno martellato il mondo da giugno scorso, sono solo una parte dell’equazione.  Ora resta da vedere cosa farà in futuro il governo per incrementare la sorveglianza e il controllo dei propri poteri .  Se immaginiamo degli strumenti per nascondere, alterare o cancellare i contenuti dei siti, e campagne per screditare o dissuadere le future talpe, ecco che diventa più chiaro il potere già disponibile sia ai governi sia ai grandi gruppi.

La capacità di passare dall’alterazione dei contenuti all’alterazione del modo come agiscono le persone è ovviamente già sull’Agenda dei governi e dei grandi gruppi.  La NSA ha già raccolto dati ricattatori  sulle abitudini pornografiche su internet di “radicali” musulmani.   La NSA ha tentato di intercettare un membro del Congresso senza mandato ufficiale. La capacità di raccogliere informazioni dai giudici Federali, membri del governo e candidati presidenziali fa sembrare i piani ricattatori di J. Edgar Hoover degli anni ’50 ingenui come i calzini bianchi e le gonne che facevano la ruota tipici di quegli anni..  Le meraviglie dell’internet ci lasciano a bocca aperta. Le sue possibilità Orwelliane e distopiche, invece, finora non hanno ancora attirato allo stesso modo la nostra attenzione. E invece dovrebbero.

LEGGI, PRIMA CHE VENGA DISTRUTTO


Il futuro delle talpe appare piuttosto fosco. Fra non molto, quando praticamente tutto diventerà digitale, quando la gran parte del traffico internet passerà attraverso gli Stati Uniti e i suoi alleati, o attraverso un’infrastruttura di società americane all’estero, quando i motori di ricerca troveranno tutto in meno di una frazione di secondo, quando il Patriot Act e gli accordi segreti della Foreign Intelligence Surveillance Court renderanno Google e gli altri giganti informatici degli  strumenti  di sicurezza nazionale (sempre che la NSA non arrivi ad assumere direttamente il controllo del business delle ricerche su internet), e quando una sofisticata tecnologia può sia bloccare, alterare o cancellare del materiale digitale premendo un semplice tasto, allora potremo dire che il Buco di Memoria non è più fantascienza.

Le rivelazioni delle talpe saranno inutili tanto quanto i vecchi libri polverosi chiusi in una soffitta, se nessuno ne viene informato. Andate avanti, pubblicate quello che volete. Il Primo Emendamento ve lo consente. Ma a che serve se nessuno sarà in grado di leggerlo? A quel punto, ti sarebbe più utile stare all’angolo delle strade e urlare alla gente che passa. In un futuro facile da immaginare, tutte le rivelazioni come di Edward Snowden sarebbero immediatamente bloccate ed eliminate più rapidamente di quanto uno riesca a pubblicarle e ri-pubblicarle.

La tecnologia delle ricerche su internet in tale continua evoluzione, completamente capovolta, sarà in grado di far scomparire le cose in modo sorprendente. Internet è uno spazio enorme, ma non infinito. E’ sempre più centralizzato e concentrato nelle mani di sempre meno governi, con gli Stati Uniti che già oggi occupano le corsie preferenziali dell’impalcatura di Internet.

A questo punto un brivido già dovrebbe corrervi lungo la schiena. Siamo testimoni in tempo reale di come 1984, da semplice racconto futuristico fantascientifico, si trasforma in un manuale di istruzioni. Non ci sarà bisogno di sopprimere alcun futuro Edward Snowden.  Poichè sarà già “morto”.

Peter Van Buren è stato una talpa del Dipartimento di Stato statunitense sugli sprechi e la cattiva gestione durante la ricostruzione in Iraq, con il suo primo libro:  Le nostre intenzioni erano buone: come ho contribuito alla disfatta dei cuori e delle menti del popolo iracheno.  Scrive regolarmente su argomenti di attualità per TomDispatch in questo blog:  Le nostre intenzioni erano buone”.Il suo prossimo libro I Fantasmi di Tom Joad: storia del #99Percento, sarà pubblicato in Aprile 2014.

Fonte: www.tomdispatch.com
Link: http://www.tomdispatch.com/blog/175779/
3.12.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

USCITA DALL'EURO E BCE

DI PIERO VALERIO
tempesta-perfetta.blogspot.it
Come ogni anno, quando si avvicina la fine, comincia puntuale la girandola delle previsioni sulla crescita prossima ventura. Qualcuno, fulminato sulla via di Bruxelles, comincia a vedere la luce in fondo al tunnel e folgorato dall’abbagliante miraggio, inizia a diffondere in giro i numeri che ha visto durante i momenti dell’estasi. In particolare il governo Letta ha dato le sue stime del miracolo: 1% di aumento del PIL nel 2014, 2% nel 2015. Ha usato numeri semplici, facilmente memorizzabili. Una successione aritmetica di ragione 1. Poteva anche usare la ragione 2 per dare più coraggio e speranza al popolo vessato: 2% nel 2014, 4% nel 2015, 6% nel 2016. Oppure la successione di Fibonacci: 1,1, 2, 3, 5, 8, 13 e così via. Pensa che bello, saremmo cresciuti nella stessa maniera in cui si riproducono i conigli. Ovviamente i fulminati hanno gioco facile a sparare numeri a caso, contando sul fatto che gli italiani hanno la memoria corta e sono troppo impelagati con le contingenze del presente per ricordarsi le dichiarazioni di un anonimo presidente del consiglio di cui molto presto non sentiremo più parlare. Renzi incombe, lui è il nuovo che avanza. E ha la benedizione del solito granitico manipolo di gonzi del PD per continuare a distruggere l’Italia.

Eppure, tutti noi ormai stiamo vivendo sulla nostra pelle o a un palmo dal nostro naso, quali siano davvero le cifre che contano in una nazione: il numero di suicidi, la disoccupazione, i cassaintegrati, gli esodati, gli emigrati, la perdita del potere di acquisto, le aziende che chiudono, il calo della produzione industriale. Cosa volete che conti l’aumento di un misero punto percentuale di PIL in mezzo a un deserto sociale ed economico, come quello che abbiamo davanti gli occhi tutti i giorni. Il PIL può aumentare perché aumentano le rendite degli speculatori o diminuiscono le importazioni, oppure più semplicemente perché aumenta l’anemica inflazione, senza creare un solo posto di lavoro in più. Il PIL insomma può aumentare mentre il deserto intorno a noi continua inesorabilmente ad avanzare. Tuttavia, grazie alla mobilitazione dei forconi e alla loro lenta ma irreversibile presa di coscienza, abbiamo capito una cosa importante. Sebbene in modo ancora frammentario e approssimativo, la gente ha capito qual è la causa principale dei nostri problemi: l’euro. Dal micidiale sistema di aggancio rigido delle monete europee del 1979, passando per il divorzio fra Banca d’Italia e Tesoro del 1981 fino alla perdita definitiva della sovranità monetaria del 1999. Senza la leva valutaria del tasso di cambio e strangolato dai vincoli di bilancio, uno Stato può solo assistere impassibile al suo declino. La legge di Murphy non sbaglia mai: se una cosa può andare male prima o dopo lo farà. E l’euro che è uno dei progetti più strampalati e sbagliati della storia non poteva che finire così. Nel caos, nella rivolta sociale, nel disordine istituzionale.

E intanto, mentre cresce la protesta, abbiamo capito che tutti i mali endemici del nostro paese, la corruzione, la casta, l’evasione fiscale, la malavita, sono solo dei dannosi effetti collaterali che non hanno nulla a che vedere con la ripresa dell’economia. Una bazzecola in confronto ai fiumi di soldi che andranno via dall’Italia in seguito all’adesione ai trattati europei, dai fondi di salvataggio al Fiscal Compact, agli insostenibili interessi sul debito, alle perdite per mancanza di competitività, alle crescenti spese per pagare i sussidi di disoccupazione, alla scomparsa della capacità produttiva e delle competenze imprenditoriali e tecniche, alla svendita del patrimonio pubblico e privato italiano. Come dire che per prendere un camorrista basta rinforzare gli organi di polizia e di magistratura, ma per fare un operaio qualificato servono invece anni e anni di dedizione e formazione. E abbiamo capito che le misure di austerità servivano solo a renderci più poveri, a creare maggiore disoccupazione, ad abbassare le nostre pretese salariali, ad equilibrare i nostri conti con l’estero riducendo le importazioni, mentre numeri (questa volta consuntivi) alla mano, i tagli alla spesa e gli aumenti di tasse hanno peggiorato i nostri conti pubblici. La favoletta che lo Stato funziona come una famiglia e se risparmia crea i presupposti per la crescita, ormai viene creduta soltanto da chi non riesce a capire il funzionamento delle tabelline, delle moltiplicazioni, delle frazioni. Non conosce la differenza fra micro e macroeconomia. Non sa che l’economia è spesa e senza spesa non c’è economia.

E abbiamo capito che se le banche non prestano più o la gente e le imprese non si indebitano, la moneta scompare dal mercato e senza moneta non possiamo più finalizzare i nostri scambi o rimborsare i nostri debiti precedenti, con tutto ciò che ne consegue in termini di recessione senza fine e fallimenti a catena. E abbiamo capito che l’unico interesse dei tecnocrati di Bruxelles è il salvataggio delle banche e le loro interminabili riunioni notturne servono solo a decidere se a pagare debbano essere i governi, i contribuenti oppure gli obbligazionisti, gli azionisti e i correntisti delle banche con i prelievi forzosi. Cioè sempre noi cittadini, perché ormai è stato deciso nei piani alti che tutti devono pagare le perdite delle banche tranne coloro che hanno realmente creato i buchi di bilancio con la loro pessima gestione finanziaria. E abbiamo capito che la Germania non ha alcuna intenzione di fondare i favolosi Stati Uniti d’Europa, perché ciò comporterebbe un trasferimento perenne di ricchezza dal nord al sud del continente. E abbiamo capito anche che i tedeschi, in occasione proprio degli accordi sull’unione bancaria, hanno messo un limite temporale all’euro: 10 anni. Fino al 2024 infatti i panni sporchi delle banche verranno lavati innanzitutto all’interno dei singoli paesi di origine, non ci sarà alcuna mutualizzazione delle perdite, i tedeschi non pagheranno più per salvare gli altri, dopo invece si vedrà. E in quel dopo sono sottointesi tutta la diffidenza e lo scetticismo che ormai la Germania nutre sulla possibilità di sopravvivenza dell’euro. E abbiamo capito infine che la Storia non fa sconti a nessuno e se qualcuno, per quanto abile e potente esso sia, cerca di riportare indietro le lancette della Storia, interrompendo bruscamente il cammino di emancipazione dei popoli dalla schiavitù e dall’oppressione, prima o dopo paga dazio.

E’ vero che c’è stato un periodo ormai lontano nel passato in cui gli interessi dei singoli individui potevano spontaneamente e inconsapevolmente indirizzarsi verso l’interesse della collettivitàAdam Smith non era un balordo, ma un profondo conoscitore delle dinamiche economiche e politiche della società in cui viveva. Ma Smith non poteva sapere che più di duecento anni dopo i suoi studi, i processi di concentrazione e fusione avrebbero creato alcuni singoli individui giuridici, alcune società, alcune multinazionali, alcuni colossi bancari capaci di eguagliare e in certi casi superare la capacità finanziaria di interi Stati, mettendo in aperto conflitto i propri interessi con quelli della collettività. Smith, consapevole dell’importanza giuridica e regolatrice degli Stati e sinceramente persuaso dei benefici della libera concorrenza, sarebbe impallidito al solo pensiero di una simile distorsione. Il buon Smith avrebbe tuonato inorridito che non può esistere una società privata capace di concorrere con la responsabilità legislativa e la funzione di garante dei diritti dello Stato, e se una mostruosità del genere è accaduta è solo perché lo Stato non è riuscito a far rispettare i vincoli della libera concorrenza, che in teoria (e solo in teoria purtroppo) non avrebbero potuto ammettere l’espansione di una società privata oltre un certo limite.

Smith era in primo luogo un giurista e un filosofo affascinato dai meccanismi di scambio e produzione, e non poteva prevedere le derive dell’infernale commistione fra sfera pubblica e sfera privata, che consente oggi a banchieri e politici di scambiarsi ruoli e poltrone incuranti dei danni economici e crimini sociali di cui si rendono continuamente protagonisti. Tuttavia se al tempo di Smith l’idea salvifica della massimizzazione dell’interesse privato poteva funzionare, data la ridotta dimensione del nascente settore privato capitalista e bancario, oggi il paradigma va completamente ribaltato: soltanto perseguendo l’interesse della collettività, attraverso un rafforzamento delle istituzioni pubbliche dello Stato, sarà possibile sperare di difendere i propri interessi individuali di privati cittadini dall’aggressione feroce di quella parte ingigantita e fuori controllo del settore privato stesso. E’ una guerra senza quartiere per la sopravvivenza: o vincono loro oppure noi. Non ci sono vie di mezzo. O i giganti tornano bambini, attraverso una lenta ma determinata attività di regolamentazione e riconquista dello spazio pubblico di manovra, oppure noi finiremo per essere sbranati dalle loro fauci. Questa volta la mano invisibile che dovrà indirizzare inconsapevolmente tutte le nostre scelte future sarà l’interesse collettivo, il quale in un mondo complesso come quello attuale è l’unico che può garantirci un duraturo e stabile benessere privato. Dopo Smith, sono arrivate per fortuna migliaia e migliaia di pagine sulla teoria dei giochi per spiegarci come i processi di coordinamento e cooperazione fra gli individui riescano a massimizzare meglio i singoli obiettivi rispetto alla sregolata condotta competitiva e aggressiva degli operatori. E purtroppo per noi, le grandi imprese ci hanno preceduto su questo cammino e conoscono talmente bene le suddette teorie da averle usate per costruire i cartelli, i trusts, le holdings, i monopoli, gli oligopoli, gli organismi internazionali che ci stanno massacrando.

Tuttavia siccome la Storia è più potente di qualsiasi gruppo di potere costituito e la Storia ha sempre posto un argine alla diffusione delle dittature, militari o finanziarie che siano, ecco che comincia a piccoli passi la controffensiva popolare e democratica. Iniziata con i movimenti no global, continuata attraverso i presidi dei ragazzi di Occupy Wall Street e indignados, e infine inoculata all’interno di alcuni partiti politici tradizionali, come il Front National in Francia o il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord in Italia. O in nuove e promettenti associazioni politiche come la nostra, ARS Associazione Riconquistare la Sovranità, che ha fatto della regolamentazione finanziaria e del ritorno alle linee guida costituzionali il maggiore punto di forza del suo programma. Qui in Europa la lotta al leviatano della finanza sta sempre più prendendo la forma di un convinto e ben documentato anti-europeismo, dato che quest’ultimo è stato la base istituzionale che ha consentito a banchieri e multinazionali di taglieggiare i popoli e i lavoratori europei. Il tentativo estremo di tutti i faccendieri e lobbisti d’Europa di scalzare la normale dialettica democratica e la prassi politica degli Stati nazionali, per mettere al centro delle trattative unicamente i loro affari e profitti. Tentativo tanto ardito quanto fallimentare. Non ci riusciranno. Hanno già perso. Il popolo ha iniziato a capire. Questi ultimi frenetici colpi di coda per continuare a depredare le nazioni sono la più palese rappresentazione della loro sconfitta. Ormai non costituisce più vergogna andare in giro con la bandiera del proprio paese sulle spalle, mentre quel pezzo di stoffa blu con dodici stelle gialle in cerchio viene sempre più associato nell’immaginario collettivo ai regimi totalitari, al nazismo, al fascismo, al medioevo. Ilcambio di rotta è già avvenuto nella testa della gente. E chiunque abbia un minimo di conoscenza della Storia, sa che la creazione di un simbolo o un mito negativo contro cui combattere è il primo passo indispensabile per convincere la gente a combattere davvero nelle strade e nei palazzi che contano. Per rimettere al centro la sovranità popolare al posto di quella elitaria o dinastica.  

Oltre alla denuncia, è nostro dovere quindi riflettere sulla fase costruttiva e cominciare a ragionare su cosa succederà dopo la cacciata dei tiranni. Si dovrà in particolare capire come verranno gestiti lo smantellamento dei caracollanti palazzi di Bruxelles, Francoforte e Strasburgo e la transizione ai rinnovati istituti democratici nazionali. Se parlamentari, commissari, burocrati, lobbisti vari verranno rimpatriati e giudicati secondo le loro colpe, appare molto più complessa la risoluzione delle controversie che potrebbero sorgere in seguito alla messa in liquidazione della Banca Centrale Europea BCE, il vero fulcro di potere e ricchezza finanziaria dell’attuale classe dominante. La BCE infatti ha un capitale sociale di circa €10 miliardi, di cui €1,25 miliardi versati da Banca d’Italia (12,5% di quota azionaria), che in teoria andrebbero persi nel caso in cui l’euro scomparisse come moneta. Ma rimarrebbe ancora in piedi la questione legata alla ridenominazione degli attivi di bilancio che ad oggi superano i €200 miliardi. La parte di attività in euro dovrà sicuramente essere ridenominata nelle varie valute nazionali e poi utilizzata per coprire le passività in euro, rappresentate principalmente dai depositi di riserve detenuti dalle varie banche europee e straniere. Mentre ben altra destinazione dovranno avere le attività denominate in valuta estera e le riserve auree, visto che Banca d’Italia ha versato a suo tempo €5 miliardi complessivi di oro (15% del totale) e valuta estera (yen e dollari). Queste riserve dovranno rapidamente rientrare in patria e servire come ulteriore garanzia a sostegno del corso della nuova lira, qualora dovessero iniziare improbabili attacchi speculativi ribassisti nei confronti della nostra moneta nazionale. A chi interesserebbe infatti una lira troppo svalutata? Non certo a tedeschi, francesi e americani, che con la nostra ritrovata competitività commerciale dovranno fare i conti.

€900 e passa miliardi di banconote circolanti di proprietà del portatore verranno convertite a vista in nuove monete nazionali dalle rispettive banche centrali, mentre gli attivi corrispondenti alla parte di banconote trattenuta dalla BCE (€73 miliardi circa) verrà nuovamente spartita fra le autorità monetarie dell’eurozona. Ma c’è un altro grande mistero che aleggia intorno alla faccenda della liquidazione della BCE, che riguarda i famigerati crediti/debiti del sistema di pagamento transfrontaliero TARGET2. Secondo i ripetuti chiarimenti forniti dagli stessi funzionari e governatori della BCE, questi saldi contabili sarebbero solo degli indicatori statistici e non avrebbero alcun valore effettivo, ma c’è da giurarci che i tedeschi, i quali hanno maturato negli anni un credito di oltre €500 miliardi (vedi grafico sotto), rivendicheranno il risarcimento di questa quota in valuta estera. Trattandosi infatti di crediti e debiti delle banche centrali che si maturavano ad ogni scambio commerciale o finanziario che avveniva fra i residenti dei paesi membri dell’eurozona, questi saldi rispecchiano quello che un tempo veniva finalizzato tramite i passaggi di valuta nazionale. Se venisse concordata questa linea di pensiero, l’Italia, che ha un debito di €200 miliardi circa, dovrebbe conferire ai creditori, in base ad un preciso programma di rientro, il corrispettivo in moneta nazionale della passività maturata. Ma ripetiamo che si tratta di ipotesi, perchè essendo la moneta unica tra Stati sovrani un’eccezione e un’anomalia senza precedenti nella storia internazionale, la sua frantumazione aprirà sicuramente parecchie diatribe e controversie.

La cosa importante da tenere sempre presente è però che l’euro finirà. Non sappiamo ancora bene come e quando, ma l’unica certezza su cui dovranno ruotare tutti i nostri ragionamenti, è che il destino della moneta unica è già segnato. I movimenti e i presidi del popolo sono i primi veri segnali di risveglio dell’Italia, da cui dovremo ripartire per ricostruire la nostra nazione dalle fondamenta. Dobbiamo essere così bravi e determinati da non far disperdere tutte queste energie positive, cercando di farle convogliare in una proposta politica seria, credibile, efficace. Dato che l’euro è stato più uno strumento politico di abbattimento degli Stati nazionali, è con la politica, all’interno dei parlamenti e dei governi, che dobbiamo scardinarlo. Noi ci siamo e ci saremo sempre in questa lotta decisiva, con tutta la nostra buona volontà e l’amore che nutriamo per il nostro paese. Perché è chiaro che quando si scatenerà il caos e il panico tra la gente, bisognerà stare attenti allo sciacallaggio disordinato e agli ultimi disperati tentativi di sopravvivenza dell’inqualificabile classe dirigente uscente, che tenterà sicuramente di saccheggiare ancora tutto ciò che è sfuggito ai nostri calcoli e alle nostre previsioni. Qualcuno forse lascerà l’Italia, qualcuno cercherà di mischiarsi e confondersi tra la folla, qualcun altro in modo sfrontato e indegno tenterà ancora di difendere l’indifendibile. E prevediamo già che questa battaglia sarà dura, complessain certi casi anche violenta, ma alla fine, come ripetiamo spesso noi di ARS, ci libereremo!!! E con questo auspicio, vi auguro di trascorrere delle serene feste natalizie e spero di ritrovarvi presto su queste frequenze.

Piero Valerio
Fonte: http://tempesta-perfetta.blogspot.it
Link: http://tempesta-perfetta.blogspot.it/2013/12/uscita-dalleuro-quanti-soldi-ci-deve-la.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+tempestaperfetta+%28TEMPESTA+PERFETTA%29
24.12.2013

L'ASTEROIDE DI CAPODANNO


Arriva l’asteroide di Capodanno

E' stato scoperto solo tra il 23 il 24 di dicembre 2013YL2, un asteroide che si sta avvicinando alla Terra e che la sfiorerà il 3 di gennaio. Non è previsto alcun pericolo.
Arriva l'asteroide di CapodannoARTICOLOTRE-Redazione- Tra il 23 e il 24 dicembre gli astronomi hanno individuato un nuovoasteroide in rotta verso la Terra. Con un diametro di circa 90 metri di diametro, il corpo celeste è al momento visibile solo attraverso strumenti scientifici e non a occhio nudo.
2013YL2, questo il nome che gli è stato dato, si sta avvicinando alla Terra e si porterà al punto di maggior prossimità il 3 di gennaio alle ore 1.46, quando la distanza sarà di 'soli' 1.4 milioni di chilometri, grossomodo tre volte e mezza quella che separa la Terra e la Luna.
Non ci sono pericoli per il nostro pianeta.
Quanti vogliano osservarlo dovranno dotarsi di un telescopio di almeno 35 – 40 centimetri e puntarlo entro il 2 di gennaio, data ultima entro cui il corpo potrà essere osservato dall'Italia, visto che poi si sposterà nell'emisfero australe, in direzione della costellazione del Cancro, per poi spostarlo verso l'Idra e verso la linea dell'orizzonte.

IN CIELO NEL 2014


Il cielo del 2014: stelle cadenti e tre nuove comete

Il 2014, un anno stellato: asteroidi, comete, meteoriti varcheranno i nostri cieli, si scontreranno con altri pianeti,saranno visibili ai nostri occhi.
Spettacoli imprevisti di stelle cadenti, dovuti alle scie di particelle lasciate in regalo dalle comete passate nel 2013, i pianeti e tre nuove comete, saranno i protagonisti del cielo del 2014. Ad aprire l'anno sarà l'asteroide 2013 YL2, che il 3 gennaio raggiungerà la sua minima distanza dalla Terra (1,4 milioni di chilometri). Lo stesso giorno, le Quadrantidi, uno degli sciami più attivi dell'anno, inaugureranno le piogge di meteore. Il 10 gennaio, spiega l'Osservatorio di Perinaldo, è attesa la possibile pioggia di meteore causate dal passaggio della Terra nella scia lasciata dalla cometa Ison che non è sopravvissuta all'avvicinamento al Sole. Il 16 Gennaio ci sarà la luna piena più piccola del 2014 perchè si verificherà a poche ore dal punto dell'orbita lunare più distante dalla Terra. In primavera apparirà la cometa Panstarrs C/2012 K1 che in ottobre dovrebbe diventare visibile a occhio nudo mentre in maggio la scia di particelle della cometa 209P/Linear dovrebbe regalare un nuovo spettacolo di meteore. I pianeti torneranno protagonisti in giugno: primo fra tutti Giove con un triplo transito dei satelliti Ganimede, Europa, Callisto sul pianeta: «sarà l'evento celeste più bello dell'anno, stando alle previsioni attuali, vedremo (anche con modesti telescopi) le ombre delle tre lune attraversare il disco del pianeta» osserva l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma. La scena poi sarà rubata da Marte e Saturno che il 7 e il 10 giugno 'incontrerannò la Luna. In agosto, dovrebbe essere visibile ad occhio nudo la cometa Oukaimede e torneranno di scena le meteore, questa volta le Perseidi. Le meteore saranno le regine anche del cielo autunnale e invernale: in ottobre le Draconidi e le Orionidi; in novembre le Leonidi, e infine in dicembre le Geminidi. In autunno la cometa Siding Spring, visibile solo con telescopi, potrebbe riservare una sorpresa, osserva l'Unione Astrofili Italiani (Uai): nel suo incontro ravvicinato con Marte, programmato per il 19 ottobre, potrebbe schiantarsi sul suolo del pianeta rosso. ARTICOLOTRE-Redazione- Spettacoli imprevisti di stelle cadenti, dovuti alle scie di particelle lasciate in regalo dalle comete passate nel 2013, i pianeti e tre nuove comete, saranno i protagonisti del cielo del 2014. Ad aprire l'anno saràl'asteroide 2013 YL2, che il 3 gennaio raggiungerà la sua minima distanza dalla Terra (1,4 milioni di chilometri). Lo stesso giorno, le Quadrantidi, uno degli sciami più attivi dell'anno, inaugureranno le piogge di meteore.
Il 10 gennaio, spiega l'Osservatorio di Perinaldo, è attesa la possibile pioggia di meteore causate dal passaggio della Terra nella scia lasciata dalla cometaIson che non è sopravvissuta all'avvicinamento al Sole. Il 16 Gennaio ci sarà la luna piena più piccola del 2014 perchè si verificherà a poche ore dal punto dell'orbita lunare più distante dalla Terra. In primavera apparirà la cometa Panstarrs C/2012 K1 che in ottobre dovrebbe diventare visibile a occhio nudo mentre in maggio la scia di particelle della cometa 209P/Lineardovrebbe regalare un nuovo spettacolo di meteore.
I pianeti torneranno protagonisti in giugno: primo fra tutti Giove con un triplo transito dei satelliti Ganimede, Europa, Callisto sul pianeta: "sarà l'evento celeste più bello dell'anno, stando alle previsioni attuali, vedremo (anche con modesti telescopi) le ombre delle tre lune attraversare il disco del pianeta"osserva l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma. La scena poi sarà rubata daMarte e Saturno che il 7 e il 10 giugno "incontreranno la Luna".
In agosto, dovrebbe essere visibile ad occhio nudo la cometa Oukaimede e torneranno di scena le meteore, questa volta le Perseidi. Le meteore saranno le regine anche del cielo autunnale e invernale: in ottobre le Draconidi e leOrionidi; in novembre le Leonidi, e infine in dicembre le Geminidi. In autunno la cometa Siding Spring, visibile solo con telescopi, potrebbe riservare una sorpresa, osserva l'Unione Astrofili Italiani (Uai): nel suo incontro ravvicinato con Marte, programmato per il 19 ottobre, potrebbe schiantarsi sul suolo del pianeta rosso.