IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

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lunedì 30 settembre 2013

GIANFRANCO MIGLIO E L'ARTICOLO DA NON PUBBLICARE. DUDU' A PALAZZO GRAZIOLI


  1. FINALMENTE UNA SVOLTA NEL PAESE : DUDU' A PALAZZO GRAZIOLI

    In un giorno politicamente cruciale come quello odierno, il Berlusca si è presentato a Palazzo Grazioli con gli occhiali alla Blues Brothers e con il cagnolino Dudù sulle spalle. Dire che è fuori di testa è puro eufemismo. Ultimamente si è paurosamente imbolsito ma va giurando di aver perso 11 kg. : al massimo ha perso per strada mezzo chilo di cervelletto.
    Va dicendo anche che non dorme da 55 notti, omettendo che è la Pascale che lo tiene sveglio, che gli tiene sveglio il "galippo" a forza di Viagra mescolato nel minestrone. 55 giorni di amore sfrenato (la Pascale, poareta, deve supplire a 11-12 Olgettine ogni sera, tante erano quelle che Lui diceva di mettere in fila dietro la porta in sua spasmodica attesa) alla presenza del guardone Dudù che si diverte un mondo a vedere la padrona giocare al cavallo a dondolo. La sinistra non è riuscita in 20 anni a stendere il Berlusca mandandolo tra i beati, forse ci riuscirà la giovane fidanzata.
    "Me lo state uccidendo" ha detto l'altro giorno ai giornalisti, ed un moto di autentica compassione è salito dal nostro profondo.
    E mentre tutto ciò accade, con buona pace di Letta (in astinenza da quando è diventato premier), i fantocci della neonata ma già abortita Forza Italia (Smorza Italia?) si strappano i capelli per aver dovuto rinunciare alla poltrona, senza la certezza di riprendersela con nuove elezioni. Alfano si è subito dissociato definendosi "diversamente berlusconiano" ma dall'espressione ebetizzata del viso e dall'occhio tiroideo che guarda "oltre" sembra ancor di più lo scemo del paese, un diversamente sano. Anche la dentiera di Cicchitto, non consultata al momento della storica decisione di staccare la spina, ha protestato per essere stata cagata , mentre pitonesse falchi sciacalli sanguisughe lepidotteri festeggiano lo strappo del Piallato.
    Quaquaraquà-Quagliariello ha quagliato che è giunto il momento di s-quagliarsi dal partito, lo segue a ruota Homolupus-Lupi e altre colombe strapazzate da Verdini e da Capezzone, fighetto col morale alle stelle per aver soppiantato l'ippopotamo Ferrara come ghost-writer del Capo.
    Mentre Renzi scalpita per abbreviare i tempi e Grillo scorreggia con la bocca le sue felici battute, lo stupido uomo della strada, lavoratore o disoccupato che sia, gratta il fondo della saccoccia alla ricerca degli ultimi spiccioli : ci fosse almeno la compianta mamma di Silvio, Donna Rosa, ad insegnarci ancora a fare la spesa!

PISAPIA LECCHERA' LA CURIA?


Asili privati, Pisapia soddisferà la Curia?

Pressata dalle associazioni cattoliche la Giunta milanese fa dietrofront e rimedia al taglio per le scuole d'infanzia private con un buono scuola comunale. [Marina Boscaino]

Marina Boscaino
lunedì 30 settembre 2013 17:26
CRONACHE LAICHE

Qualche giorno fa la commissione Bilancio del Comune di Milanoannuncia il taglio di 1,2 milioni di euro ai sovvenzionamenti per le scuole dell'infanzia private. La notizia fa il giro della Rete e soprattutto invita i sostenitori della scuola, della Costituzione e della Repubblica - di quel progetto, cioè, chiaro e inequivocabile definito dalla Carta - a sperare che la breccia aperta (almeno a livello di determinazione dei principi) dal referendum consultivo di Bolognapossa determinare un'apertura da parte di tutte le amministrazioni locali sensibili a quel progetto e desiderose di realizzarlo.

A spegnere gli entusiasmi, però, la notizia che la Giunta milanese, dopo le promesse fatte in termini di riduzione dei finanziamenti agli asili privati, starebbe tornando indietro. E questo dopo gli incontri, svoltisi nel corso della settimana, con associazioni legate alla Chiesa e agli ordini religiosi, alle quali le scuole dell'infanzia private milanesi (e italiane) fanno prevalentemente capo.
L'amministrazione, dunque, si fa dettare l'agenda dalla Curia e dai suoi sostenitori? Sembra di sì, considerate le notizie apparse sulla stampa negli ultimi giorni. Il gruppo consiliare di Sinistra per Pisapia e la federazione di Milano di Rifondazione comunista ipotizzano che, sulla base di pressioni esercitate dalle associazioni cattoliche, il Comune si stia disponendo a "restituire i fondi tagliati attraverso il riconoscimento, alle famiglie che scelgono gli asili privati, di una specie di 'buono scuola comunale' non molto dissimile da quelloregionale istituito da Formigoni oltre dieci anni fa". Proprio rispetto all'abrogazione del buono scuola regionale, peraltro, è in atto una campagna di sensibilizzazione diffusa e partecipata, che culminerà in un convegno a Milano il 26 ottobre prossimo; e contro la legge regionale è già stato proposto al Tar (con udienza fissata a gennaio)un ricorso.

Questa inattesa marcia indietro della Giunta dovrebbe dunque fare i conti con la massiccia mobilitazione di associazioni, sindacati, la stessa Prc che, insieme a docenti, genitori e studenti si mobilitano da tempo sulla questione. Il tema è delicato; tanto più che, esattamente come a Bologna, il Pd non nasconde il proprio appoggio alle scuole private, contravvenendo - in nome di una sospetti attenzione e rispetto per coloro che frequentano quelle scuole, che rimarrebbero, senza finanziamenti, prive del servizio; in realtà mantenendo una sostanziale coerenza rispetto al sostegno che sempre il Pd ha riservato alle paritarie, essendo peraltro l'ideatore della legge di parità - ad una tradizione culturale e di principio che dovrebbe vederlo difensore della laicità e della scuola della Costituzione, che prevede, al comma 3 dell'art. 33, che "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato".

Il responsabile scuola regionale del Pd, Marco Campione, in un inequivocabile intervento sulla Rete, condivide il comunicato della Curia di Milano, appellandosi alle pari opportunità educative per tutti i bambini e - addirittura! - alla necessaria cura delle fasce più deboli della popolazione. Ricorda, poi - ma inutilmente - che delle paritarie fanno parte anche le scuole comunali, che però non sarebbero state toccate dal taglio di 1,2 milioni. Non ricorda, però, Campione, che la Costituzione al comma 2 dello stesso art. 33, afferma che "La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi"; dunque, anche scuole dell'infanzia, scuola a tutti gli effetti nel nostro ordinamento dal 1968, quando si chiamava materna.

Lo zelo nei confronti delle famiglie che si vedrebbero sottratto il diritto di mandare i propri figli presso la scuola privata, ma con sovvenzioni pubbliche!, potrebbe essere meglio dirottato nel chiedere allo Stato di istituire scuole che soddisfino tutta la domanda, non lasciando margine di dubbio rispetto ad una difesa intransigente del principio di laicità. E dei diritti uguali per tutti, cioè quelli derivanti dal contributo fiscale dei cittadini per assolvere all'interesse generale.



Marina Boscaino 

COMITATO NAZIONALE DI BIOETICA


Comitato nazionale di bioetica, nuovo mandato vecchi protagonisti?

Scade il mandato dell'importante organo consultivo che si occupa di fornire a Palazzo Chigi i pareri sui diritti civili e i temi eticamente sensibili.

Federico Tulli
lunedì 30 settembre 2013 09:27
CRONACHE LAICHE

La crisi di governo rischia di tenere artificialmente in vita il Comitato nazionale di bioetica (Cnb) il cui mandato, già prorogato a sorpresa nel 2010, scade oggi. L'attuale organo consultivo sui temi bioetici, nominato dalla presidenza del Consiglio dei ministri, è retto sin dal 2006 dal costituzionalista Francesco Paolo Casavola.
E le sue possibilità di sopravvivenza sono buone, non solo perché in questo momento Enrico Letta ha altro a cui pensare. Se guardiamo ai numeri, con oltre 40 documenti adottati in sette anni (tra pareri, mozioni e risposte), l'attuale Comitato risulta infatti uno dei più prolifici tra tutti quelli che si sono succeduti dal 1990 in poi. Tanti i temi trattati anche se non tutti di spiccata rilevanza bioetica (come nel caso del parere sulla chirurgia estetica). Tra questi ricordiamo, l'etica delle neuroscienze, l'obiezione di coscienza, equità di accesso alla salute, etica della sperimentazione clinica controllata, bioetica e scuola, carcere: suicidio e autolesionismo, donazione del corpo post mortem a fini di studio e ricerca. I pareri del Cnb non sono vincolanti per Palazzo Chigi ma sono più volte entrati nel dibattito politico, specie per quanto riguarda le decisioni sul testamento biologico.

Destò non poche perplessità nel 2009 la creazione di un gruppo di lavoro sui "Criteri di determinazione della morte" nonostante il parere contrario di 16 componenti. I quali senza tanti giri di parole dissero che non c'erano fatti nuovi tali da giustificare l'apertura di un dibattito sui criteri dei protocolli di Harvard del 1969, che ancora oggi ispirano la maggior parte delle legislazioni in materia di accertamento della morte cerebrale. A battezzare il gruppo di lavoro fu la storica contemporanea Lucetta Scaraffia, autrice di un famoso articolo pubblicato a novembre 2008 sull'Osservatore Romano, in cui rispolverava le tesi "anti-Harvard" (e antiscientifiche) del filosofo Hans Jonas, secondo il quale non si potrà mai sapere cosa avviene nel passaggio dalla vita alla morte. Un'opposizione all'idea di morte cerebrale che combaciava con la linea ideologica adottata dal governo Berlusconi nel 2009 durante le fasi finali della vicenda di Eluana Englaro e che si materializzò nell'idea di fondo della proposta di legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento fortunatamente arenatasi in Parlamento.

Ma negli ultimi anni non sono mancate vibranti polemiche anche in seno allo stesso Cnb, data l'elevata delicatezza dei temi trattati. A cominciare dall'anomalo defenestramento dei suoi tre vice presidenti Cinzia Caporale, Luca Marini e la neo senatrice a vita Elena Cattaneo, avvenuto nel 2007, durante l'ultimo governo Prodi, per aver criticato la gestione Casavola non propriamente incline a trattare secondo criteri di laicità le questioni da valutare. I tre, nel gennaio 2009, furono reintegrati dopo il ricorso al Tar vinto da Marini (anche se la Cattaneo si era nel frattempo dimessa dal Cnb). Proprio Marini, che fu l'artefice di quel ricorso, in questi giorni è divenuto il coordinatore del primo Comitato etico creato all'Università La Sapienza di Roma. Per la precisione all'interno della facoltà di Economia retta dall'economista Giuseppe Ciccarone.

Un reintegro che non scalfì la linea di Casavola se solo un anno dopo il ginecologo Carlo Flamigni nel commentare il parere su Bioetica e formazione nel mondo della scuola, disse senza tanti giri di parole: «Quasi tutti i documenti del Cnb sono documenti di "bioetica cattolica"». Il "padre" italiano della fecondazione assistita fu l'unico componente del gruppo di lavoro del Comitato a votare contro l'approvazione del testo finale che serviva a tracciare il percorso per l'insegnamento della bioetica nelle scuole superiori, come prevede un protocollo siglato il 15 luglio 2010 con il ministero dell'Istruzione. Nel testo il Cnb raccomandava che l'educazione alla bioetica fosse condotta «nel rispetto dei valori etici fondamentali in una società pluralista e democratica». Flamigni, ricordando che tra i 41 componenti del Cnb non c'è un solo buddista, musulmano o protestante, osservò che non ci voleva molto per capire a quali «valori etici» si riferisse il Comitato presieduto da Casavola. Paventando il rischio, nemmeno troppo remoto, che qualche insegnante si sentisse autorizzato a spacciare per nozioni scientifiche giudizi di natura etica. Il tutto in aperto contrasto con la sentenza 203/1989 della Corte costituzionale che ha definito la laicità un «principio supremo dello Stato». Corte di cui Casavola è presidente emerito.

Federico Tulli 

IN PORTOGALLO CRESCONO I COMUNISTI


Portogallo. Alle elezioni crescono i comunisti, altissima l'astensione

Portogallo. Alle elezioni crescono i comunisti, altissima l'astensione
Dai primi risultati delle elezioni amministrative conclusesi ieri in Portogallo, emerge che l'unica lista che aumenta in percentuale è la Coalizione Democratica Unitaria (CDU) - una coalizione di comunisti del Pcp, Verdi e indipendenti di sinistra - che è passata dal 10,7 al 12%. Scende invece dal 4,2 al 3,1% il Bloco de Esquerda (BE), una coalizione della sinistra alternativa.
  Crolla il partito dicentro-destra al governo (che si colloca al 32% e perde quasi il 10%). Con il 35% calano anche i socialisti (-1,8%), che pure sono all'opposizione e si avvalgono del richiamo al "voto utile" contro la destra, pur avendone sostanzialmente condiviso la politica e la fondamentale subalternità alla linea dell'Unione Europea. E' stato altissimo l'astensionismo che, sommato alle schede bianche e nulle, sfiora il 50%.

NON DIMENTICHIAMO WALTER ROSSI


Walter Rossi, oggi il corteo per ricordarne l'omicidio fascista impunito

Walter Rossi, oggi il corteo per ricordarne l'omicidio fascista impunito
Walter Rossi, il compagno ucciso dai fascisti della Balduina il 20 settembre del 1977 sarà ricordato oggi pomeriggio alle 17.30 a Roma con diverse iniziative. La prima al monumento dedicato a Walter nella omonima piazza, la seconda con un corteo nel pomeriggio da piazza degli Eroi. A Roma ogni 30 settembre i compagni di Walter, organizzano apposite iniziative politiche in memoria. La vicenda giudiziaria dell'omicidio di Walter Rossi si è definitivamente chiusa, nel 2001, con l’incriminazione di tre compagni di Walter per falsa testimonianza e il non luogo a procedere, per non aver commesso il fatto, nei confronti del fascista dei Nar Cristiano Fioravanti (fratello del più noto Valerio) che ora vive libero, sotto altro nome, protetto dallo Stato. L'omicidio di Walter resta quindi impunito. Da tempo è nata una rete di attivisti e militanti che chiede la riapertura del processo

I LICENZIAMENTI DI SIEMENS


Siemens licenzia 15 mila operai

  • Scritto da  Redazione Contropiano

Siemens licenzia 15 mila operai
Altro che ripresa. La multinazionale leader a livello mondiale nel settore dell'elettronica e della meccanica, la Siemens, si è detta pronta a tagliare ben 15mila posti di lavoro nel corso del prossimo anno, un terzo dei quali in Germania. Lo ha annunciato – ma solo qualche giorno dopo la chiusura delle urne elettorali tedesche - un portavoce del gruppo spiegando che il piano di licenziamenti rientra nel programma di ristrutturazione da 6 miliardi di euro mirante a ridurre le spese e a rendere i prodotti del marchio più competitivi. Secondo la multinazionale sarebbe già stato raggiunto un accordo di massima con i sindacati su almeno metà degli ‘esuberi’ e non ci dovrebbero essere particolari conflitti sul resto dei licenziamenti. "In questo modo rispettiamo i nostri impegni. Prima discutiamo con i dipendenti, poi comunichiamo pubblicamente" si è vantato il portavoce della Siemens con la stampa.

In Germania saranno ben duemila i posti di lavoro tagliati soltanto nei comparti industriali ed altri 1.400 nei settori ‘energia’ e ‘infrastrutture’. 

FIOM


Fiom. La normalizzazione è compiuta In evidenza

  • Scritto da  Stefano Porcari
  • CONTROPIANO
Fiom. La normalizzazione è compiuta
L'Assemblea nazionale dei delegati Fiom svoltasi in questo fine settimana a Rimini, secondo Agustin Breda, dirigente nazionale della corrente di Lavoro e Società ha avviato ''un cammino di pacificazione nei rapporti non sempre facili tra la categoria dei metalmeccanici della Cgil e la stessa confederazione''.
Il documento presentato in assemblea dalla segreteria di Landini ha incassato un amplissimo consenso - con l'opposizione del solo documento presentato da Sergio Bellavita della 'Rete 28 aprile' che ha ottenuto 37 voti - grazie anche ''alla convergenza delle diverse correnti prima critiche verso la direzione Cgil della Camusso.  L'obiettivo, spiega ancora Breda, e' quello di arrivare al prossimo Congresso della Cgil ''senza le contrapposizioni degli ultimi quattro anni''. Le contraddizioni tra Fiom e Cgil si erano manifestate al congresso del maggio 2010, quando Cgil e Fiom si schierarono su due mozioni distinte. Nuovi contrasti - anche se in tono decisamente minore - c'erano stati sull'accordo del 20 giugno 2011, poi oggetto di riavvicinamenti successivi fra Maurizio Landini e Susanna Camusso, gia' nell'autunno di quell'anno. Fino ad arrivare all'intesa del 31 maggio di quest'anno - duramente criticata invece dai sindacati di base - che lo stesso Landini è arrivato a definire ''utile''. Ed è proprio su questo che nel documento approvato si legge un passaggio decisamente irricevibile, quando si scrive che "L’Assemblea ritiene ineludibile e non più rinviabile l’applicazione dell’Accordo interconfederale del 31 maggio 2013, pertanto chiede alla Cgil di garantirne l’esigibilità".
Non solo. L'assemblea della Fiom ha anche respinto un ordine del giorno disolidarietà con il movimento No Tav e con Alberto Perino. Qui di seguito il testo dell'odg presentato da Bellavita e respinto: "L'assemblea nazionale delle delegate e dei delegati Fiom è senza riserve al fianco del movimento che nella Val di Susa si oppone ad un'opera assurda, inutile e devastante per l'ambiente e la salute delle popolazioni come la Tav. Condanna la pesante repressione che si è scatenata contro gli attivisti e le attiviste del movimento ed esprime solidarietà e vicinanza a Alberto Perino per la perquisizione subita nei giorni scorsi." Un bruttissimo segnale di desolidarizzazione in un momento in cui sarebbe invece sarebbe stato utile e politixcamente importante. E' anche su queste basi che e' partito il progressivo riavvicinamento fra Fiom e Cgil, contrassegnato anche dalla rimozione delle posizioni diverse assunte a suo tempo nei confronti di Fiat. Il discorso di chiusura di Landini all'assemblea dei delegati, ha visto infatti il segretario Fiom tornare a chiedere a Fim e Uilm ''un incontro per uno sciopero su cose precise e non generiche: sarebbe una prospettiva utile e necessaria''.
La normalizzazione della Fiom - dopo i momenti di lotta di tre anni fa - è dunque conclusa e lo è proprio nel momento in cui sarebbe più forte l'esigenza di un sindacato conflittuale sganciato dall'arruolamento della Cgil dentro le larghe intese. Decisamente difficile però sorprendersi di questa amara conclusione.

LA RIVOLTA BASCA


Paese Basco: retata della polizia contro Herrira In evidenza

Paese Basco: retata della polizia contro Herrira
Lo Stato Spagnolo e le sue istituzioni repressive continuano imperterrite la loro guerra contro la sinistra e il movimento popolare basco. L’ETA ha cessato per sempre la lotta armata ormai da anni e l’altro ieri ha diffuso un comunicato in cui annuncia il suo disarmo. Eppure da Madrid si continua imperterriti come sempre, come se nulla fosse cambiato. E in manette non finiscono solo alcuni militanti dell’organizzazione armata, da anni inattivi e in procinto di ricostruirsi una vita all’interno di una nuova fase che sembra non arrivare mai, ma anche gli attivisti di grandi organizzazioni di massa.
Questa mattina, intorno alle 10,00, la Guardia Civil spagnola ha dato il via ad una maxi-operazione, una vera e propria retata contro il movimento popolare Herrira, promotore da alcuni anni delle campagne per il rimpatrio dei prigionieri politici baschi e di oceaniche manifestazioni a Bilbao, più di centomila persone scese in piazza all’inizio di quest’anno e del precedente. Herrira è il frutto del protagonismo dei familiari e degli amici dei circa 600 prigionieri politici baschi rinchiusi nelle carceri francesi e spagnole, di cui la società basca chiede il rispetto dei diritti minimi: che possano scontare la loro condanna in carceri all'interno del territorio basco e non a centinaia, addirittura migliaia di chilometri di distanza; che vengano messi in libertà i prigionieri gravemente malati e coloro che hanno già scontato il due terzi della pena. Richieste tra l'altro conformi alla legislazione spagnola che però tutti i governi - socialisti e popolari - a Madrid hanno sempre violato.
Per ordine del giudice Eloy Velasco, capo della sezione numero 6 del Tribunale Speciale Antiterrorismo 'Audiencia Nacional' di Madrid - eredità diretta del regime franchista - centinaia di agenti in borghese e incappucciati hanno fatto irruzione questa mattina negli uffici di Herrira ad Hernani, Bilbao, Iruñea y Gasteiz, ed in vari domicili e finora hanno arrestato 18 attivisti, tra i quali Ekain Zubizarreta ad Andoain (Gipuzkoa), Imanol Karrera a Iruñea (Navarra), Amaia Esnal a Donostia (Gipuzkoa) ed Eneko Ibarguren ad Azpeitia (Gipuzkoa). Ad Hernani gli agenti hanno bloccato una decina di attivisti che stavano partecipando ad una riunione del coordinamento nazionale del movimento nato dopo che le organizzazioni storiche Askatasuna e Gestoras Pro Amnistia erano state chiuse e messe fuori legge negli anni scorsi in quanto considerate emanazione dell'organizzazione armata ETA. In questo caso gli arrestati sono Nagore García, Manu Ugartemendia, Jon Garay, Sergio Labayen, Eneko Villegas, Roberto Noval, Ibon Meñika, José Antonio Fernández, Oscar Sánchez e Jesús Mari Aldunberri.
Secondo il documento della magistratura che ha ordinato gli arresti, gli attivisti arrestati sono accusati di 'incitamento al terrorismo', 'appartenenza a banda armata' e finanziamento di 'banda armata'. La magistratura ha ordinato la chiusura di tutti gli uffici dell’ong, la chiusura di centinaia di profili di Herrira su Facebook e su Twitter, la chiusura dei siti web e il blocco dei suoi conti correnti bancari.
Manifestazioni di protesta sono state convocate da Herrira e da altre organizzazioni politiche e popolari basche per questa sera in una decine di città, mentre già nei campus universitari gli studenti stanno manifestando contro l'ennesimo e ingiustificato atto repressivo di Madrid.
Quella di oggi appare come l'ennesima provocazione nei confronti della volontà di pace del popolo basco ed in particolare un segnale mafioso al collettivo dei prigionieri e delle prigioniere politiche basche affinché rinuncino a qualsiasi richiesta di soluzione collettiva come contropartita alla fine della lotta armata.
                         

SANKARA CHE SFIDO' I POTENTI


Thomas Sankara, un uomo dalla pelle nera che sfido’ i potenti del mondo

Presidente per quattro anni del Burkina Faso, alla ricerca del riscatto per un intero continente.
Un ricordo di Thomas Sankara.Carlo Batà“L’Africa agli africani!”, urlava a un mondo sordo Thomas Sankara alla metà degli anni Ottanta. La guerra fredda era agli sgoccioli, le speranze sorte dopo l’affrancamento dal dominio coloniale – il 1960 era stato dipinto come l’anno dell’Africa tra proclami e belle parole – erano state ormai strozzate da decenni di sfruttamento economico, disarticolazione sociale e inerzia politica. Le multinazionali invadevano le ricche terre d’Africa, mentre gli Stati del Nord del mondo imponevano condizioni commerciali che impedivano lo sviluppo dei Paesi africani, schiacciati tra debito estero e calamità naturali.
Il 4 agosto 1983, in Alto Volta, iniziava l’esperienza rivoluzionaria di Thomas Sankara, capitano dell’esercito voltaico giunto al potere con un colpo di stato incruento e senza spargimento di sangue. Il Paese, ex colonia francese, abbandonò subito il nome coloniale e divenne Burkina Faso, che in due lingue locali, il moré e il dioula, significa “Paese degli uomini integri”. Ed è dall’integrità morale che Sankara partì per tagliare i ponti con un triste passato e con deprimente presente. Pochi dati illustrano quanto grave fosse la situazione: tasso di mortalità infantile del 187 per mille (ogni cinque bambini nati, uno non arrivava a compiere un anno), tasso di alfabetizzazione al 2%, speranza di vita di soli 44 anni, un medico ogni 50.000 abitanti.
“Non possiamo essere la classe dirigente ricca in un Paese povero”, era solito ripetere Sankara, che visse un’infanzia di miseria (“Quante volte i miei fratelli e io abbiamo cercato qualcosa da mangiare nelle pattumiere dell’Hotel Indépendance”) e povero, come gli altri burkinabè, è sempre rimasto. Le auto blu destinate agli alti funzionari statali, dotate di ognicomfort, vennero sostituite con utilitarie, ai lavori pubblici erano tenuti a partecipare anche i ministri. Sankara stesso viveva in una casa di Ouagadougou, la capitale del Paese, che per nulla si differenziava dalle altre; nella sua dichiarazione dei redditi del 1987 i beni da lui posseduti risultavano essere una vecchia Renault 5, libri, una moto, quattro biciclette, due chitarre, mobili e un bilocale con il mutuo ancora da pagare.
“È inammissibile”, sosteneva, “che ci siano uomini proprietari di quindici ville, quando a cinque chilometri da Ouagadougou la gente non ha i soldi nemmeno per una confezione di nivachina contro la malaria”. Negli stessi anni i suoi omologhi si trinceravano in lussuose ville o agli ultimi piani dei migliori hotel, lontani anni luce dai bisogni quotidiani della popolazione. Per esempio il presidente della Costa d’Avorio, Felix HouphouëtBoigny, aveva fatto costruire in pieno deserto una pista di pattinaggio su ghiaccio per i propri figli. Quando alcuni capi di Stato si offrirono per donare a Sankara un aereo presidenziale, la risposta fu che era meglio fare arrivare in Burkina Faso macchinari agricoli. E la terra burkinabè non è mai stata particolarmente fertile, inaridita dall’Harmattan, il vento secco proveniente dal deserto del Sahara che lambisce i confini settentrionali del Paese.
Per ridare impulso all’economia si decise di contare sulle proprie forze, di vive re all’africana, senza farsi abbagliare dalle imposizioni culturali provenienti dall’Europa: “Non c’è salvezza per il nostro popolo se non voltiamo completamente le spalle a tutti i modelli che ciarlatani di tutti i tipi hanno cercato di venderci per anni”. “Consumiamo burkinabè”, si leggeva sui muri di Ouagadougou, mentre per favorire l’industria tessile nazionale i ministri erano tenuti a vestire il faso dan fani, l’abito di cotone tradizionale, proprio come Gandhi aveva fatto in India con il khadi.
Le magre risorse vennero impiegate per mandare a scuola i bambini e le bambine – nel 1983 la frequenza scolastica era attorno al 15% – e per fornire cure mediche ai malati, organizzando campagne di alfabetizzazione e di vaccinazione capillare contro le infermità più diffuse come la febbre gialla, il colera e il morbillo. L’obiettivo era di fornire 10 litri di acqua e due pasti al giorno a ogni burkinabè, impedendo che l’acqua finisse nelle avide mani delle multinazionali francesi o statunitensi e cercando finanziamenti che fossero funzionali allo sviluppo idrogeologico del Paese, non al profitto di pochi uomini d’affari.
Il Burkina Faso divenne un esempio per le altre nazioni, governate da élite corrotte e supine ai dettami provenienti dagli istituti economici internazionali. Se un piccolo Paese, condannato anche dalla geografia (il deserto avanzava verso sud di sette chilometri all’anno mangiandosi campi coltivati; esiste un solo corso fluviale e non c’è alcuno sbocco sul mare) riusciva a levare il proprio grido di dolore e di insofferenza e a dimostrare che i problemi che affliggevano l’Africa si potevano risolvere, cosa avrebbero potuto fare Paesi con immense risorse naturali? Il 15 ottobre 1987 Sankara, che a dicembre avrebbe compiuto 38 anni, veniva ucciso: troppo scomodo, troppo generoso, troppo attento alle esigenze della povera gente. Quando i giovani africani cominciarono a chiedere ai propri governanti di seguire l’esempio di Sankara, il complotto prese forma e coinvolse chi, in Burkina Faso, in Africa e in Europa, non poteva tollerare la sua indisciplina e la sua semplicità.
In quattro anni Sankara aveva invitato i Paesi africani a non pagare il debito estero per concentrare gli sforzi su una politica economica che colmasse il ritardo imposto da decenni di dominazione coloniale. Dominazione che era anche culturale: “Per l’imperialismo”, affermava, “è più importante dominarci culturalmente che militarmente. La dominazione culturale è la più flessibile, la più efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalità”.
Ecco così spiegato l’impulso dato al Festival Panafricaine du Cinéma de Ouagadougou (Fespaco), la più importante rassegna continentale, con il fine di sviluppare la cinematografia locale a scapito di quella europea, uno dei tanti strumenti per legittimare la superiorità dei “bianchi” e l’inferiorità degli Africani. Nel 1986, durante i lavori della 25esima sessione dell’Organizzazione per l’Unità Africana (OUA) tenutasi a Addis Abeba, Sankara espresse in modo molto semplice perché il pagamento del debito doveva essere rifiutato: “Noi siamo estranei alla creazione di questo debito e dunque non dobbiamo pagarlo. […] Il debito nella sua forma attuale è una riconquista coloniale organizzata con perizia. […] Se noi non paghiamo, i prestatori di capitali non moriranno, ne siamo sicuri; se invece paghiamo, saremo noi a morire, possiamo esserne altrettanto certi”.
Sempre a Addis Abeba, Sankara invocò il disarmo, proponendo ai Paesi africani di smettere di acquistare armi e di dissanguarsi in dispute fomentate dall’estero per protrarre l’arretratezza e la dipendenza del continente. L’invito era di adottare misure a favore dell’occupazione, della tutela ambientale, della pace tra i popoli, della salute. A New York, qualche mese prima, davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Sankara aveva tuonato contro l’ipocrisia di chi fornisce aiuti ai Paesi in via di sviluppo (mentre per altre vie si inviano armi) e contro l’egoismo di chi, per esempio, si rifiuta di investire nella ricerca contro la malaria – che in Africa provoca ogni anno milioni di morti – solo perché è una malattia che non riguarda i Paesi del nord del mondo. “Ci sentiamo una persona sola con il malato che ansiosamente scruta l’orizzonte di una scienza monopolizzata dai mercanti di armi. […] Quanto l’umanità spreca in spese per gli armamenti a scapito della pace!”.
Sankara espresse la convinzione che per eliminare i lasciti coloniali fosse indispensabile avviare un processo di unione di tutti gli Stati (dal Maghreb al Capo di Buona Speranza) del continente, che doveva diventare un’entità politica coesa e rispettata sul piano internazionale: “Mentre moriamo di fame e nel nostro Paese ci sono migliaia di disoccupati, altrove non si riescono a sfruttare le risorse della terra per mancanza di manodopera. Se ci fosse maggiore cooperazione, potremmo arrivare all’autosufficienza alimentare e non dovremmo più dipendere dagli aiuti internazionali”.
Primo passo era la fine dell’apartheid in Sudafrica, dove la minoranza “bianca” godeva in realtà del sostegno economico dei Paesi occidentali. Sankara ebbe parole di rimprovero per tutti, a partire da François Mitterrand: “Che senso ha organizzare marce contro l’apartheid, mentre si producono e si vendono armi al Sudafrica?”.
Forse non è un caso che Sankara venne ucciso quattro giorni dopo che a Ouagadougou si era tenuta una Conferenza panafricana contro l’apartheid. Il “Président du Faso”, come viene ancora oggi ricordato dai burkinabè, si è sacrificato dimostrando che è possibile rispondere, all’africana, ai problemi dell’Africa, con chiarezza e talvolta ingenuità, come quando chiese che “almeno l’1% delle somme colossali destinate alla ricerca spaziale sia destinato a progetti per salvare la vita umana”.
Dinanzi alle Nazioni Unite Sankara liberò davanti al mondo intero, ponderando con attenzione ogni singola parola, il grido di dolore di miliardi di esseri umani che soffrono sotto un sistema crudele e ingiusto: “Parlo in nome delle madri che nei nostri Paesi impoveriti vedono i propri figli morire di malaria o di diarrea, senza sapere dei semplici mezzi che la scienza delle multinazionali non offre loro, preferendo investire nei laboratori cosmetici o nella chirurgia plastica a beneficio del capriccio 420di pochi uomini e donne il cui fascino è minacciato dagli eccessi di assunzione calorica nei loro pasti, così abbondanti e regolari da dare le vertigini a noi del Sahel”.
IL VIDEO DEL DISCORSO ALL’ONU DI SANKARA POCO DOPO FU ASSASSINATO…

IL CRIMINALE DI GUERRA


L’ex generale USA Petraeus contestato dagli studenti come “criminale di guerra”

- di Luciano Lago -
L’ex generale americano David Petraeus, già comandante del corpo di spedizione USA in Irak, ex direttore della CIA, attualmente designato come docente incaricato nella University of South California (USC), è stato violentemente contestato dagli studenti della stessa Università e di altri istituti come “criminale di guerra” indegno di esercitare qualsiasi ruolo didattico.
La protesta si è manifestata clamorosamente in occasione del 12° anniversario dell’invasione USA in Afganistan. La stessa direzione dell’Università, di fronte alle proteste, ha fatto retromarcia nell’invito passato allo stesso ex generale per partecipare alle commemorazioni.

Petraeus è stato il comandante delle operazioni prima in Afganistan e successivamente in Irak, successivamente nominato da George Bush  alla direzione della CIA, fu costretto a dimettersi a causa di uno scandalo sessuale.
Un certo numero di organizzazioni studentesche e di associazioni che raggruppano gli ex militari che hanno abbandonato il servizio attivo, hanno avviato una campagna di proteste e di manifestazioni dichiarando Petraeus “criminale di guerra” che non dovrebbe mettere piede in una Università pubblica.
Sebbene la stessa Amministrazione dell’Università abbia dovuto cedere di fronte alle proteste massicce, la coalizione delle organizzazioni studentesche, denominata “ marciare avanti” si dispone a presentare una lamentela ufficiale contro la Direzione della USC per il suo “comportamento ignobile” nell’aver designato Petraeus come docente in tematiche militari.
Il 17  Settembre la Polizia di New York aveva attaccato in maniera brutale un’altra manifestazione di studenti che protestavano contro la nomina di Petraeus a consigliere presso l’Università della città di New York  ed aveva proceduto a 6 arresti. Da allora Petraeus svolge un incarico di professore presso tale Università e viene lautamente pagato per le sue conferenze.
Il comitato degli studenti contro la militarizzazione dell’univerisità  (CUNY) ha emesso un comunicato nel quale manifesta la sua indignazione per il brutale attacco svolto dalla polizia contro una manifestazione pacifica di protesta verso la nomina del “criminale di guerra” David Petraeus come professore incaricato nel Macaulay Honors College, deplorando l’utilizzo della violenza e di tattiche brutali contro studenti e docenti che protestavano all’esterno della Facoltà.
Il Comitato, composto da studenti e professori, ha inoltre dichiarato di appoggiare gli sforzi degli studenti del CUNY di impedire al governo USA ed all’Amministrazione il tentativo di trasformare  l’Università in una “facoltà di guerra”a partire dalla nomina di Petraeus, considerando che questi è responsabile della morte di  innumerevoli vittime civili e di distruzioni enormi in Irak ed in Afganistan, verificando anche la sua posizione successiva di Direttore della CIA, la sua opera di consulenza svolta con il governo degli Stati Uniti al quale ha manifestato pubblicamente il suo orientamento per un attacco contro la Siria con nuovo intervento di guerra in Medio Oriente.
Seguono le firme in calce al documento di 434 tra professori e studenti della stessa Università.

Fonte: Stampa Libera

LA TRUFFA DELLE STATINE

DI HEIDI STEVENSON
Gaia Health


Un nuovo studio chiarisce che le statine sono la più grande frode medica di tutti i tempi. I loro presunti benefici sono falsi. La quantità dei danni che fanno è sconcertante, provocando la devastazione di milioni di vite e la loro fine. Quel che è peggio è che era tutto prevedibile, ma gli studi sono stati progettati per nascondere la verità. I media, gli enti sanitari e i medici hanno fornito, tutti insieme, la copertura a Big Pharma. Dopo tutto, c'era un gruzzolo da spartire.
Le statine sono uno dei farmaci su prescrizione più pericolosi, i cui rischi erano evidenti ancor prima della commercializzazione.
Tuttavia esse sono tra i farmaci più venduti di sempre.

Alla fine, la scienza autentica ha preso in considerazione gli effetti negativi e la mancanza di benefici documentando quella verità che era evidente fin dall'inizio:
Le statine sono la più grande truffa medica mai perpetrata.
In una nuova analisi scientifica dei dati disponibili troviamo, testualmente:
"L'industria delle statine, con tutto il suo indotto, assomma a 20 miliardi di dollari all'anno. Stiamo osservando il dispiegarsi della peggiore tragedia medica di ogni tempo. E' senza precedenti che il settore sanitario abbia involontariamente indotto una carenza di nutrienti mettendo in pericolo la vita di milioni di persone altrimenti sane." [1]
L'unico punto su cui posso non essere d'accordo è l'affermazione che la pagliacciata delle statine sia stata in qualche modo "involontaria". Infatti non c'è assolutamente alcuna scusante per quanto è successo.
Gli autori dello studio, Sherif Sultan e Niamh Hynes, hanno redatto un documento che condanna in maniera assoluta l'uso di statine. Non solo condannano il medicinale, ma condannano anche la pseudo scienza che vi sta dietro. Benché essi non lo affermino apertamente, e ovviamente non potevano correre un tale rischio, in pratica non c'è modo di aggirare il fatto che la scienza di supporto alle statine è stata in gran parte fraudolenta e che la frode è stata perpetrata da Big Pharma.
Ma cosa riferisce precisamente lo studio?
Sultan e Hynes hanno recensito un gran numero di studi, utilizzando Pubmed, EM-BASE, e il data base Cochrane per trovarli. Si sono concentrati principalmente su studi clinici, meta-analisi e studi randomizzati controllati su larga scala. L'intera lista degli studi considerati si trova nel loro articolo, che si può leggere liberamente in quanto non è celato da nessun filtro a pagamento.
Affermano:
"Ci sembra di essere cascati nella trappola del marketing e di aver ignorati i fastidiosi effetti collaterali per quanto riguarda gli inibitori della HMG-CoA reduttasi"
Il "Ci" cui gli autori si riferiscono è l'industria medica. Gli inibitori della HMG-CoA reduttasi sono le statine. La loro funzione è quella di interferire con la HMG-CoA, che è una molecola precursore del colesterolo. Naturalmente, lo scopo di una statina è ridurre il colesterolo, compito che assolvono.
Dunque, qual è il problema? Come dicono gli autori:
"Il colesterolo è fondamentale per l'energia, l'immunità, il metabolismo dei grassi, la leptina, l'attività degli ormoni tiroidei, la sintesi epatica, l'intolleranza allo stress, la funzione surrenale, la sintesi degli ormoni sessuali e la funzione cerebrale."
Il colesterolo è un requisito fondamentale per una serie enorme di funzioni corporee assolutamente critiche. Ovviamente, se il colesterolo si riduce, la salute ne risulta conseguentemente danneggiata:
 I livelli energetici si riducono.
 Ci sono interferenze col metabolismo dei grassi.
 La tiroide può non funzionare in maniera regolare.
 La nostra capacità di far fronte allo stress viene indebolita.
 Il funzionamento delle ghiandole surrenali viene alterato.
 Le funzioni sessuale e riproduttiva ne soffrono.
 Il nostro cervello viene danneggiato, il che vuol dire che qualsiasi aspetto della nostra esistenza potrebbe risentirne, compreso il funzionamento mentale, i processi autonomici, la coordinazione e ogni altra funzione, compresa quella cardiaca.
Semplicemente non c'è nessuna scusa per non vedere che, non solo c'è un evidente rischio inerente alle statine, ma che sarebbe oltremodo sorprendente se non producessero danni.
I Benefici delle Statine
Parlando dei benefici, gli autori hanno notato che le uniche persone che possano aver tratto giovamento dalle statine sono uomini di mezza età che avessero già subito attacchi di cuore. E questo vantaggio è minimo. In realtà, gli autori sottolineano che per questo insieme di uomini le statine producono meno benefici dell'aspirina. Si prega di notare che Gaia Health [sito originale n.d.T.] non sostiene nemmeno l'aspirina come trattamento per le malattie di cuore.
In effetti, le statine non producono un briciolo di beneficio a nessuno e in nessun modo.
Gli Effetti Negativi delle Statine
Per ogni 10.000 individui in buona salute che assumano statine, gli autori hanno trovato che:
 307 ulteriori pazienti soffrono di cataratta.
 23 ulteriori pazienti sviluppano insufficienza renale acuta.
 74 ulteriori pazienti accusano disfunzione epatica.
 Le statine aumentano l'affaticamento muscolare del 30% e causano una incidenza dell’ 11,3% di rabdomiolisi ad alte dosi
 Dichiarano inoltre, "Per di più, (la terapia con statine) induce miopatia infiammatoria, inclusa la miopatia necrotizzante autoimmune con immunosoppressione e la miopatia correlata alla statina può durare per 12 mesi."
Essi sottolineano inoltre che le statine provocano la disfunzione erettile, e che i giovani sottoposti a statine a basse dosi decuplicano il rischio di disfunzione erettile. Al di là di tutti questi effetti negativi:
 Secondo il sistema di segnalazione delle reazioni avverse della FDA, circa 40 su 10.000 delle segnalazioni per le statine sono per malattia polmonare interstiziale, che provoca cicatrici polmonari che non sono quasi mai reversibili.
 Le statine causano iperglicemia post prandiale nei diabetici e anche nei non diabetici
 Le statine "inducono il diabete conclamato di tipo 2 nelle donne".
 Le statine aumentano il rischio di sviluppare l'HbA1c in persone con e senza diabete. HbA1c è una condizione che provoca l'adesione del glucosio all'emoglobina, cosa che è un indicatore di ulteriori complicazioni nei casi di diabete.
 Le statine prescritte agli anziani provocano un aumento del 9% di diabete.
 Le statine possono provocare insulino-resistenza.
 Esiste una correlazione tra malattia di Parkinson ed bassi livelli di colesterolo, il che coinvolge chiaramente le statine.
 E' stata scoperta una correlazione tra le statine e la cataratta ad esordio precoce. Gli utilizzatori di statine potrebbero avere il 50% in più di probabilità di sviluppare la cataratta precoce.
Ecco il più sconvolgente rischio per la salute presentato dalle statine:
"L'uso di statine è associato ad un aumento della prevalenza e della portata della calcificazione delle placche coronariche. Ironicamente, per un farmaco che è stato commercializzato per abbassare il rischio di malattie cardiovascolari, il Confirm Registry [studio del 2012 citato nell'articolo dei due scienziati, ndT] ha identificato una forte associazione delle statine nella progressione delle caratteristiche della placca coronarica."
Questa non è solamente ironia. Le statine aumentano il danno che si suppone dovrebbero diminuire!
In relazione a questo particolare rischio cardiaco, gli autori hanno anche scoperto che:
"L'uso di statine è stato correlato con una maggiore incidenza di stenosi grave delle arterie coronarie e con l'aumento del numero di vasi coronarici che hanno sviluppato coronaropatia ostruttiva. Inoltre, l'uso di statine è stato collegato a un aumento della prevalenza e della portata della placca mista calcifica. Cinque studi prospettici hanno reso testimonianza del fatto che la terapia con statine non induce alcuna regressione del calcio coronarico e che l'evoluzione del calcio coronarico continua indipendentemente dal trattamento con statine".
Cioè, le statine aumentano il restringimento delle arterie coronarie, cosa che può solo aumentare il rischio di attacchi di cuore. Esse aumentano lo sviluppo di malattia coronarica ostruttiva. Le statine possono aumentare placche arteriose calcio-correlate.
Le statine producono anche un significativo aumento del rischio di cancro e disfunzioni neurodegenerative negli anziani.
Gli autori proseguono a elencare ulteriormente, ma noi di cosa abbiamo ancora bisogno? Le statine sono farmaci distruttori di salute.
Nascondere Intenzionalmente i Fatti
Lo studio sottolinea che le statine possono aumentare di 1,6 volte il rischio di tumori della cute non melanomatosi. Gli autori hanno poi dichiarano:
"Per ragioni sconosciute, dopo queste pubblicazioni, il carcinoma a cellule squamose è stato escluso in tutti i successivi studi sulle statine."
L'unico modo di interpretare questo fatto è che l'industria delle statine vuole evitare ulteriori conferme che le statine causano il cancro della pelle. O ci sono altre spiegazioni?
Gli autori citano anche studi che avevano dichiarato di aver dimostrato i benefici delle statine. Tuttavia, quando sono stati analizzati nuovamente da scienziati indipendenti, cioè scienziati che autenticamente non avevano legami con Big Pharma, si è scoperto che i risultati rivendicati erano falsi. Anche quegli studi dimostravano che le statine effettivamente non inducevano nessun beneficio ma solo una grande quantità di danni.
I Complici del Crimine
È già abbastanza disdicevole che Big Pharma produca studi, che possono solo definirsi scienza spazzatura, per dare l'impressione che le statine siano efficaci e sicure. È ovviamente una cosa fraudolenta e tutti coloro che hanno volontariamente preso parte a tali studi, finanziandoli oppure eseguendoli, dovrebbero essere perseguiti penalmente. Non vi è alcun modo per aggirare il fatto che, per lo meno, molte di queste persone sono colpevoli di omicidio colposo, avendo fornito prove false sia di efficacia che di sicurezza.
Media
Anche l'industria dell'informazione è colpevole. Si pensi che questo studio è stato pubblicato più di due mesi fa e ancora non c'è stata praticamente nessuna copertura da parte dei media mainstream. Questa è una notizia che potrebbe salvare la vita di milioni di persone, eppure i media non se ne sono interessati. Chiaramente, non sono interessati alle vere notizie, ma ai resoconti finanziari dei loro proprietari. Ogni corporazione dei media negli Stati Uniti è di proprietà di un'altra società che possiede anche almeno una grande società farmaceutica oppure è controllata da una persona che vi è grandemente coinvolta. Per esempio:
 News Corporation possiede Viacom.
 Rupert Murdoch ha fondato News Corporation.
 Murdoch siede nel direttivo di GlaxoSmithKline (GSK).
Se ciò non bastasse, si consideri anche che l'industria farmaceutica è, di gran lunga, il maggior inserzionista sui media mainstream. Ipotizzare che i mezzi di informazione non siano stati complici è ingenuo oppure volutamente fuorviante. I media hanno stabilito chiaramente che il loro compito istituzionale, fornire le informazioni di cui il pubblico ha bisogno, non è compito loro.
Enti Sanitari
Le agenzie che dovrebbero proteggerci dai prodotti nocivi per la salute, come la FDA, il CDC e il NIH, sono state tutte complici nella promozione delle statine. Tutt'ora, il CDC raccomanda fortemente l'uso di statine. La FDA non fa altro che aggiungere avvisi ai foglietti illustrativi delle statine, uno sforzo del tutto privo di senso e che non ha mai avuto un effetto significativo sulle vendite dei farmaci. Il NIH afferma: "Le statine sono relativamente sicure per la maggior parte delle persone."
E' ovvio che le nostre agenzie sanitarie agiscono quasi esclusivamente come agenti commerciali di Big Pharma.
Medici
Infine, ma certamente non meno importanti, ci sono i medici che prescrivono le statine. Essi tendono a sostenere che non è colpa loro, che possono solo adeguarsi agli studi. Ma la realtà è che il loro lavoro è proprio quello di frapporsi tra i loro pazienti e i farmaci pericolosi. Se non sono in grado o non vogliono fare il loro lavoro, ed è chiaramente il caso di qualcuno di loro quando prescrive le statine senza informare i pazienti dei rischi e della quasi totale mancanza di beneficio, allora non sono diversi da quelli che producono pseudo scienza, scienza spazzatura, o addirittura scienza fraudolenta per sostenere questi veleni. Come minimo, sono colpevoli di non aver ottemperato al loro dovere nei confronti dei loro pazienti. Potrebbero anche essere responsabili di omicidio colposo quando qualsiasi paziente muoia a causa della loro mancanza di diligenza.
La più grande truffa medica di sempre
Le statine sono la più grande frode medica di tutti i tempi. Doveva essere noto fin dall'inizio che con ogni probabilità avrebbero prodotto una grande quantità di danni. Come rimarcano gli autori, le statine interferiscono con la produzione di colesterolo, provocando così un deficit nelle funzioni metaboliche che sono necessarie per la vita.
Non vi è, pertanto, nessuna scusa per i ricercatori di non aver saputo.
Non ci sono scuse per i mezzi di informazione per non avere fatto la ricerca che avrebbe svelato la frode in atto.
Non ci sono scuse per le aziende sanitarie che hanno approvato le statine o quelli che le promuovevano. Non potevano non avere le informazioni pertinenti.
E, infine, non ci sono scusanti per i medici, perché avrebbero dovuto sapere. Non avendolo fatto sono stati negligenti nel loro dovere.
Tutte le persone coinvolte nello sviluppo, il marketing, l'approvazione, la promozione e la prescrizione delle statine sono colpevoli di aver messo in atto la più grande frode medica di tutti i tempi. Conteggiare il numero esatto delle vittime è probabilmente impossibile, ma non ci sono dubbi che la stima sia di diversi milioni.
Si prega di far leggere questo articolo a chiunque conosciate che stia prendendo statine o stia valutando la cosa.
C'è il diritto di sapere la verità e la verità non viene certo detta dal medico che le prescrive.
1. The Ugly Side of Statins. Systemic Appraisal of the Contemporary Un-Known Unknowns; Journal of Endocrine and Metabolic Diseases; Sherif Sultan and Niamh Hynes; doi:10.4236/ojemd.2013.33025.
http://file.scirp.org/Html/3-1980073_34065.htm
Heidi Stevenson
Fonte: www.gaia-health.com
Link: http://gaia-health.com/gaia-blog/2013-09-18/statins-are-the-greatest-medical-fraud-of-all-time-study-reports/
25.09.2013
Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da STEFANO PRAVATO