IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

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lunedì 31 marzo 2014

NAJA SERIE WEB

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LA DEMOCRAZIA: LA VIGNETTA DI ALDO ARPE


OLMERT IL CORROTTO


Olmert “colpevole di corruzione”

E’ la prima volta che un capo di governo israeliano viene riconosciuto colpevole in aula e Olmert rischia ora anche la prigione per gli illeciti di cui fu responsabile quando era sindaco di Gerusalemme
REUTERS
L’ex premier israeliano Ehud Olmert

CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME
Con un verdetto di 700 pagine il giudice del Tribunale distrettuale di Tel Aviv, David Rosen, ha dichiarato l’ex premier israeliano Ehud Olmert “colpevole di corruzione”. E’ la prima volta che un capo di governo israeliano viene riconosciuto colpevole in aula e Olmert rischia ora anche la prigione per gli illeciti di cui fu responsabile quando era sindaco di Gerusalemme. In particolare, la condanna si deve al fatto che accettò l’equivalente di almeno 160 mila dollari dagli impeditori immobiliari che realizzarono il progetto edile “Holyland Park” innescando un fenomeno di corruzione “a pioggia” dentro l’”apparato pubblico”. Furono proprio tali accuse ad obbligare Olmert a dimettersi da premier, nel 2008, ed a sei anni di distanza la testimonianza decisiva per la condanna è venuta da Shula Zaken, ex capo di gabinetto di Olmert che ha patteggiato con gli inquirenti una sentenza minore in cambio di “rivelazioni esplosive”, come le definiscono i media locali. Olmert, 68 anni, preannuncia appello contro la sentenza ma si trattadi una battaglia tutta in salita, senza contare che le sue residue speranze di tornare sulla scena politica sembrano affossate. Anche perché lo scandalo “Holyland Park” si prefigura come una sorta di mini-Tangentopoli israeliana per il numero delle personalità coinvolte e anch’esse condannate: da Uri Lupolianski che sostituì Olmert alla guida di Gerusalemme a Dan Danker, ex presidente della Bank Hapoalim.  

LA BOTTA DI MPS


 IL CASO - LA STAMPA

Mps, la Fondazione scende ancora
Venduto il 6,5% a Fintech e a Btg
Patto per restare nella governance

Il prezzo fissato a 0,2375 euro per azione. Il titolo vola a Piazza Affari: +8 %
La Mansi: «Abbiamo dato un futuro e delle fondamenta solide all’ente»
ANSA
Palazzo Salimbeni a Siena in una foto di archivio

La Fondazione Mps ha raggiunto un accordo per cedere il 6,5% del capitale sociale di banca Mps a Fintech Advisory (4,5%) e a Btg Pactual Europe (2%). Il prezzo della cessione è stato fissato a 0,2375 euro per azione. L’ente senese ha sottoscritto con i nuovi soci un patto parasociale su una quota complessiva del 9% dell’istituto, la quale rimarrà tale anche dopo l’aumento di capitale di 3 miliardi deliberato dall’assemblea degli azionisti. È «qualcosa in più di una vendita perché abbiamo dato un futuro e delle fondamenta solide all’ente», dice la presidente della Fondazione Antonella Mansi. 
L’efficacia degli accordi già approvati dalla Deputazione Amministratrice dell’Ente - scrive la fondazione in una nota - è sospensivamente condizionata all’ottenimento delle autorizzazioni rispettivamente da parte dell’Autorità di vigilanza sulle fondazioni di origine bancaria (Mef) e da parte della Banca d’Italia, in ottemperanza delle vigenti disposizioni di legge e regolamentari.  
Dalla Fondazione arriva anche un identikit dei due nuovi partner soci: Fintech Advisory Inc. è un’investment management company fondata nel 1987 con sede in New York, mentre BTG Pactual Europe LLP è una asset management company con sede a Londra di BTG Pactual, un gruppo finanziario internazionale con sede in Brasile.  

Con l’operazione di oggi la Fondazione «ha perfezionato e completato un percorso rilevante di cessione della partecipazione nella banca che al di là delle questioni puramente economiche e consente alla Fondazione di poter restare, anche se in una quota molto di ridotta nella banca e di restare in un contesto entro cui poter efficacemente esprimere il proprio indirizzo», commenta la Mansi. Secondo il presidente «si rafforza il legame tra banca e territorio dando un contributo internazionale e partecipando in maniera concreta rispondendo all’esigenza di stabilità dell’azionariato, che era nelle nostre convinzioni ma anche gli auspici delle istituzioni e della bnanca stessa. Non ci dobbiamo dimenticare mai - aggiunge Mansi - da dove siamo partiti per cui continueremo a lavorare avendo come obiettivo prioritario quello di restituire al territorio senese una Fondazione sana, solida e che possa tornare presto a contribuire allo sviluppo della società».  
Dopo le polemiche di dicembre con i vertici della banca per il rinvio dell’aumento di capitale, deciso dalla Fondazione con la forza del suo 33,4% del capitale, l’ente è riuscito in tempi rapidissimi nel doppio obiettivo di salvaguardare la sua esistenza e mantenere un’interessenza nella banca. A partire dagli ultimi giorni di gennaio l’ente di palazzo Sansedoni ha avviato le vendite ed ha ceduto complessivamente il 27,9% del capitale Mps per un incasso (compresa la quota annunciata oggi anche se l’operazione è sospesa fino al via libera di Bankitalia e Tesoro) di circa 685 milioni. La Fondazione quindi, una volta azzerato il debito con le banche di 340 milioni si ritrova con un cuscinetto di circa 345 milioni con i quali rispettare i precedenti impegni erogativi e rafforzare il patrimonio che andrà diversificato per trovare fonti di ricavo alternative al dividendo della banca.  

Titolo sugli scudi a Piazza Affari. Mps è stata riammessa agli scambi in Piazza Affari dopo un congelamento al rialzo e adesso guadagna l’8,55% a 0,27 euro.  

I 100 BLOG MUSICALI PIU' POTENTI DEL MONDO


31/03/2014 LA STAMPA
I 100 blog musicali più influenti del pianeta
Il numero uno Pitchfork: ormai molto più che un blog. 
Li ha messi in fila il sito inglese Style of Sound, calcolando la reputazione sui social media. Pitchfork è al primo posto, il dominio anglosassone è netto ma c'è spazio anche per un blog italiano. 
“I blog scompariranno nel 2017”, profetizzò Bruce Sterling qualche anno fa. Seppur non ancora in fase terminale, il processo è già visibile nel 2014, complice la frammentazione portata dai social media e il dominio sempre più marcato di un'informazione dettata dai tempi, dagli spazi e dai modi degli smartphone. Eppur si muove ancora, la blogosfera musicale. E tra i superstiti c'è chi continua a svolgere un importante ruolo di “influencer”, spesso mutando forma, ingrandendosi e fondendosi con l'universo dei festival, dei tweet, dello streaming.  

Il sito londinese Style of Sound ha stilato una classifica dei 100 blog musicali più influenti nel 2014. La chart è stata realizzata attraverso un meccanismo basato “sulla qualità dei contenuti, sulla frequenza di pubblicazione, su statistiche relative a SEO (“Search Engine Optimization”: gli strumenti per ottenere una migliore indicizzazione dei siti sui motori di ricerca), Twitter e Facebook”, combinato con i valori Klout di “migliaia di blog” (Klout è un servizio che stima l'influenza di un sito/blog/persona nei social media).  

Evidentemente qualcosa non ha funzionato e la Top 100 è fallata: sarete d'accordo anche voi, colleghi-curatori di blog non presenti in classifica. Tuttavia, se volete consultarla per sapere quali sono i siti assolutamente da seguire e fare i complimenti all'unico italiano presente ( Polaroid al 53° posto, a meno che non mi sia sfuggito qualche altro connazionale dal nome anglosassone), la trovate qui in versione integrale: http://styleofsound.com/top-100-influential-music-blogs/ .  

Le prime 20 posizioni:  

5. Stereogum  
7. Your EDM  
8. Pop Justice  
12. All Hiphop  
13. EDM Sauce  
15. Rap Radar  
17. Fact  
18. Hype Trak  
19. Indie Shuffle  

LA LEGA VUOLE CONSENSI AL SUD


La Lega toglie la Padania dal simbolo
per raccogliere consensi anche al Sud

Nuovo logo in vista delle Europee: ci sarà solo la scritta “Basta Euro”
Il tweet del segretario Matteo Salvini che mostra il nuovo simbolo della Lega Nord per le Europee

Addio Padania, ce lo chiede l’Europa. C’era una volta il simbolo della Lega Nord, lo spadone di Alberto da Giussano e, sotto, ben in vista, il nome del Capo: Bossi. Poi sono arrivati gli scandali, le ramazze, i barbari sognanti e il nome del fondatore è sparito. Al suo posto, Bobo Maroni è riuscito a piazzare un più «generico» Padania (e a mettere il pure il suo, un anno fa, in occasione della corsa al Pirellone). Ma il nuovo segretario Matteo Salvini è riuscito ad andare oltre, a mettere nel dimenticatoio - ma si dirà che non è così - anche il nome della fantomatica regione desiderosa d’indipendenza.  

Alle prossime Europee, gli elettori non troveranno sulla scheda la scritta Padania. Al suo posto, sul simbolo leghista, quello slogan che ormai è diventato un mantra: «Basta Euro». Il motivo è chiaro: la Lega si presenterà in tutta Italia, non solo in «Padania», e quindi per raccogliere consensi anche al Sud punterà tutto sul «Basta Euro». Accanto ad Alberto da Giussano, laddove un anno fa compariva l’enigmatico simbolino «Tremonti» (nella versione originale, poi bocciata, c’era scritto TreMonti), ci sarà spazio per la scritta «Autonomie» e per il simbolo di «Die Freiheitlichen» (I Libertari), movimento autonomista altoatesino di destra.  

AUTO BLU: COME CI FOTTONO


lunedì 31 marzo 2014
L'immagine su Facebook QUI
Renzi ha venduto delle VECCHIE auto blu che avrebbero cambiato comunque (perché lorsignori esigono di viaggiare con auto nuove...) con una campagna mediatica incredibile, dopodiché ne ha acquistate 210 NUOVE FIAMMANTI e altre 1.000 saranno acquistate a breve; ma questo la STRAGRANDE MAGGIORANZA degli italiani lo ignora; alcuni quotidiani ne hanno parlato, ma sono letti da una minima parte della popolazione, discorso che vale anche per l'informazione sul web. Il teatrino imbastito da Renzi invece non se lo è perso nessuno, con la carnevalata delle slide propagandistiche di cui hanno parlato tutti i TG, talk show e altre trasmissioni. Non è un caso che il gradimento di Renzi sia elevato tra gli anziani, ai quali i media vendono lucciole per lanterne...

CERCHIAMO DI PARLARE CON I NOSTRI NONNI, GENITORI, AIUTIAMOLI AD APRIRE GLI OCCHI, STAMPIAMO GLI ARTICOLI PIÙ SIGNIFICATIVI E METTIAMOLI NELLE SALE D'ASPETTO DEI MEDICI, NEI NEGOZI, OVUNQUE POSSONO ESSERE LETTI...

Questa è una vera e propria guerra, combattuta con la DISINFORMAZIONE e la MANIPOLAZIONE DI MASSA



Alessandro Raffa per nocensura.com 

PANE IN ATTESA


lunedì 31 marzo 2014

CHE BELLISSIMA INIZIATIVA!!! Fate girare, sarebbe bellissimo se questa iniziativa si diffondesse...

In alcuni alimentari e panifici sta partendo l'iniziativa del "pane in attesa" per chi è in difficoltà e non ha i soldi per comprare il pane... l'iniziativa sta riscuotendo grande successo nei (pochi, per ora) negozi che hanno deciso di offrire questa possibilità, speriamo che si estenda a sempre più negozi!

In questi esercizi commerciali chi va a comprare il pane può decidere di pagare un kg di pane - ma anche un piccolo panino - e lasciarlo "in attesa", a disposizione di chi non ha i soldi per comprarlo;

Sono più di 4 milioni gli italiani gravemente in difficoltà, aiutiamoli a mettere in tavola uno degli alimenti più preziosi della dieta mediterranea... con un piccolo gesto potrete dare conforto ad una famiglia colpita dalla crisi, un piccolo gesto che vale molto più dell'euro in più che spenderete ...

Fate girare!!!!!!!!!!!!!!!!!! E se conoscete panettieri o negozianti di generi alimentari, inviategli questo Link...

Ragazzi se non ci aiutiamo tra noi è finita!!!


Lo staff di Informati

L'iniziativa prende spunto dal "caffè in attesa", usanza che per esempio a Napoli è in voga da molti anni:
(http://informatitalia.blogspot.it/2014/03/caffe-in-attesa-arriva-dal-belgio-lidea.html)


Fonte: facebook.com/Informatitalia

IL BOOM DEGLI ORTI URBANI


Orti urbani, il boom che coltiva le città. Ma i semi sono minacciati

Un italiano su quattro impegnato negli orti in città. Per riappropriarsi del verde, risparmiare e ripensare il rapporto con il cibo

Pubblicato il  in Soldi
QUI FINANZA Fonte: Zappata Romana
Zappa e borsetta. Con l'arrivo della primavera inizia il “lavoro” di quasi un italiano su quattro negli orti, nei giardini o e nei terrazzi per dedicarsi, con la crisi oltre che alla tradizionale cura dei vasi di fiori, allacoltivazione "fai da te" di  lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane, ma anche di piselli, fagioli fave e ceci da raccogliere all'occorrenza. 
Lo segnala un'analisi di Coldiretti, che spiega quanto lapassione per zappa abbia contagiato ormai anche chi non dispone di spazi verdi privati, tanto che il terreno di proprietà comunale diviso in piccoli appezzamenti e adibito alla coltivazione ad uso domestico, all’impianto di orti e al giardinaggio ricreativo ha raggiunto in Italia il record di 1,1 milioni di metri quadrati: mai cosi tante aree verdi destinate a orti pubblici nei centri urbani.
In Lombardia gli orti urbani nei capoluoghi di provincia sfiorano quota 2.800, con una crescita del 40% rispetto a due anni fa. A Roma c'è Zappata Romana (www.zappataromana.net), che realizza il censimento di orti e giardini condivisi nella capitale; a Milano, Libere Rape Metropolitane(rape.noblogs.org) è una rete che riunisce soggetti interessati a far vivere il verde urbano come una risorsa comune; a Bologna Trame Urbane (trameurbane.noblogs.org), con Coltivare RappOrti, ha lanciato una rete nazionale per tutte le esperienze di giardini e orti comunitari che stanno nascendo in questi anni ovunque nel nostro Paese. Sono solo alcuni degli esempi nostrani che testinomiano l'affermarsi del fenomeno. 
Accanto a questo esercito armato di zappa, che fa rivivere aree dismesse, si dedica al'orto, e realizzafattorie sui tetti, cresce il numero delle persone che acquistano diversamente affollando i mercati a filiera corta, entrando a far parte di un gruppo di acquisto solidale, sottoscrivendo servizi di vendita diretta.  

UE BOCCIATA SULLA 'SEED LAW'
La Plant reproductive Material law (o più brevemente 'seed law') una legge proposta dalla Commissione europea ha tentato di mettere il bastone tra le ruote - o meglio, tra le zappe - rendendo illegalecoltivare, riprodurre o commercializzare i semi di ortaggi che non siano stati analizzati, approvati eregistrati dalla Agenzia delle varietà vegetali europee. 
La normativa, bocciata lo scorso gennaio in Parlamento europeo, pur essendo destinata per lo più ai grandi produttori, avrebbe stabilito comunque un precedente vincolante anche per i piccoli coltivatori, avvantaggiando i grandi monopoli sementieri.
Molti piccoli produttori hanno tirato un sospiro di sollievo quando la Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha bocciato la proposta che avrebbe posto fine all’abitudine di scambiare e conservare i semi di un raccolto per la successiva semina, stroncando qualsiasi sviluppo degli orti nel giardino di casa in tutta la comunità europea.
Adesso spetterà alla commissione Agricoltura prendere atto del voto e adoperarsi affinché i piccoli coltivatori non siano sacrificati in nome degli interessi delle grandi multinazionali.

GLI YUMMIES


Yummies, gli uomini narcisi non sono più una minoranza

Under 30. Iper connessi. E ossessionati dalla cura del corpo. I nuovi metrosexual fanno la fortuna delle case di bellezza.

TENDENZE
di Sara Pinotti
da Londra
Sono giovani, urbani e hanno una crescente stima in se stessi: li hanno chiamati Yummies e stanno facendo la fortuna delle compagnie produttrici di moda e prodotti di bellezza.
Gli Yummies, a differenza degli Yuppies negli Anni 80, non sono ancora ricchi: sono troppo giovani per non avere limite alcuno nella carta di credito.
Eppure secondo una ricerca siglata dalla Hsbc e pubblicata su BusinessWeek, il gruppo è diventato il target market principale dei brand di lusso e ora tutti ne parlano.
Chi sono dunque, nello specifico, gli Yummies? Sono giovani tra i 20 e i 30 anni che, smartphone alla mano, fanno shopping e si lasciano abbindolare da tutte le ultime mode per tenersi in forma, si tratti di sport o prodotti di bellezza.
OSSESSIONATI DALL'APPARENZA. Il report li descrive come giovani dandy ossessionati dalla mania di apparire, e di apparire per il meglio: sono nella fase in cui hanno bisogno di legittimarsi in società, e per farlo non badano a spese. In più, hanno aggiunto gli studiosi della Hsbc, grazie ai loro stipendi in crescita e al fatto che non siano ancora sposati, gli Yummies possono permettersi di comprare quasi tutto ciò che vogliono e che è all’ultima moda.
Secondo il report infatti l’alzarsi dell’età da matrimonio degli ultimi decenni, oggi più vicina ai 30 e passa che ai 20, ha incentivato la creazione di gruppi di consumatori come gli Yummies: ragazzi, uomini, che non devono spendere soldi se non per se stessi e i loro vizi, senza dover pensare alla sopravvivenza di una famiglia.
IL NUOVO «ESSERE UOMO». Vero tratto distintivo degli Yummies è che sono ossessionati con la cura di se stessi. Che differenza c’è allora tra questo nuovo settore del mercato e i metrosexual? Nessuna, ha scritto il report, tranne che i connotati negativi legati alle parole che li definiscono. Richard Cope, un ricercatore del gruppo Mintel ha spiegato nel report: «Sentirsi orgogliosi e sicuri di sé grazie al proprio aspetto fisico curato fa ormai parte del tratto distintivo di ‘essere uomo’ nella società d’oggi».

Un'occasione per le aziende: strategie mirate per la neonata fascia di mercato

Metrosexual è un termine nato 20 anni fa, ha scritto il report, e che indicava gli uomini a cui piaceva prendersi cura di se stessi.
Col passare del tempo però l’eccezione è diventata regola e adesso gli esperti hanno deciso fosse tempo di coniare un nuovo termine che ben delinei le caratteristiche principali del gruppo: giovani, appunto, urbani, principalmente e ormai in grado di influenzare le tendenze di mercato.
Se ne sono accorte tutte le aziende, tanto da avere sviluppato strategie mirate per colpire questa fascia di mercato, in grado di portare a entrate economiche ingenti: Burberry per esempio, sfruttando l’abitudine social e di connessione a internet continua grazie agli smartphones, ha inventato il servizio Customer 360, in grado di individuare le abitudini d’acquisto individuali sempre e comunque, e a livello mondiale.
NON È PIÙ UNA MINORANZA. I settori che vanno per la maggiore sono proprio quelli meno tradizionali: «Non solo sport all’aperto e moda ma anche accessori e, soprattutto, cosmetica», si legge nel report. «I comportamenti d’acquisto maschili sono ormai diventati d’impatto fondamentale sulle entrate totali delle compagnie, portando a una crescita degli introiti».
Ormai, quindi, non si tratta più di una minoranza della popolazione maschile ma piuttosto della maggioranza degli uomini, che sentono la necessità di apparire (bene). L’Inghilterra per esempio è diventata una delle nazioni in cui il fenomeno è più sviluppato, con un mercato dellabellezza for male che vale oltre 700 milioni di euro.
L'ECCEZIONE DELLA CINA. Grande eccezione a livello globale pare invece essere la Cina dove, secondo Hsbc, sono ancora le donne a farla da padrone nel settore del lusso.
Qui il trend ha subito un’evoluzione inversa: se fino agli Anni 90 gli acquisti più costosi nel Paese venivano fatti dagli uomini in carriera, ora che molte donne hanno conquistato i vertici di aziende e compagnie e sono lanciate nel mondo del business, hanno preso in mano anche il mercato dell’alta gamma.
Lunedì, 31 Marzo 2014 LETTERA 43

LE NUOVE LOGGE


Massoneria, Gianfranco Pecoraro: «È una lobby di potere»

Affaristi. E potenti. Chi sono i nuovi affiliati delle logge. Che ora tutelano le élite. Grazie ai rapporti con finanza e banche.

ADDIO ALLA TRADIZIONE
di Fabio Frabetti
Da fulcro della conoscenza a centro di interesse e di potere. A questo si sarebbe ridotta la massoneria, entità di cui molti si riempiono la bocca, di cui tutti riconoscono l'esistenza e l'influenza.
Peccato che poi il tema scompaia del tutto dai dibattiti pubblici, non solo televisivi. Finendo con il divenire, nel sentimento popolare, sinonimo di un qualcosa di oscuro e sovversivo.
Anche gli ultimi cambi di governo, secondo noti affiliati, sono da attribuire proprio a manovre di tipo massonico.
LA MASSONERIA SI SGRETOLA.Gianfranco Pecoraro, meglio conosciuto come Carpeoro, ha visto dall'interno lo sgretolarsi di tutti i principi ispiratori della massoneria.
Studioso dei simboli, è stato Sovrano gran commendatore e Gran maestro della legittima e storica Comunione di Piazza del Gesù dal 1999 al 2005 quando ha posto l'intera comunione massonica in sospensione fino al 2010. Come si dice in gergo ha consegnato i 'sigilli' e la sua tradizione storica a un'altra loggia.
SVANITA LA FUNZIONE ORIGINARIA. La scelta di abbandonare la massoneria risiede proprio nella perdita della sua funzione originaria: «Doveva mantenere un ruolo esclusivamente di conservazione e trasmissione delle proprie dottrine e lasciare alla società il compito di svilupparle. Invece ha voluto farsi essa stessa organismo propulsivo di tutto questo e così ha partecipato a tutte le guerre di potere, trascurando i contenuti dottrinali e ideologici di conoscenza che erano la sua vera forza», confessa Pecoraro a Lettera43.it.
SPAZIO SOLO PER GLI AFFARISTI. Quando si perde il patrimonio ideale, cosa rimane? «La manovra e il potere», continua Carpeoro, «e su quello si è andati avanti. Chi entrava in massoneria voleva contare: la loggia è diventata uno strumento molto utile e funzionale per utilizzare le persone».
E non è finita: «Molti si propongono come Grandi maestri, ma non sanno nulla della massoneria, è proprio questo il problema. Nessuno conosce più bene i simboli e i rituali. I famosi illuminati non sono altro che affaristi, gente di potere».

La trasformazione in apparati di sistema. Ma gli scopi non sono nobili

Le organizzazioni massoniche avrebbero incorporato le dinamiche operative della politica, diventando quindi veri e propri apparati di sistema per scopi quasi mai nobili. Imponendo ogni due anni l'elezione del gran maestro, si sviluppano continue campagne elettorali molto simili a quelle che contraddistinguono i partiti, con tutti i problemi che possiamo immaginare. «Un tempo era proibito parlare di religione e politica», spiega Pecoraro, «oggi avviene l'esatto contrario».
TROPPA ATTENZIONE AGLI AFFARI.Secondo l'ex Gran maestro, «l'accesso alla massoneria è diventato troppo semplificato e spesso non coincide con quel percorso di formazione che una tradizione secolare aveva nel tempo conservato e trasmesso per l’evoluzione spirituale e intellettuale degli esseri umani»: «La massoneria si è occupata molto e male di affari e di politica senza considerare che sono la filosofia e le dottrine massoniche ad avere effetti sulla società e non i singoli affiliati tramite l’utilizzo di un potere costruito su connivenza e complicità in discutibili scopi materiali».
RAPPORTI CON FINANZA E BANCHE. Oggi le logge con il maggior numero di affiliati in Italia sono il Grande oriente d'Italia e la Gran loggia d’Italia degli Alam (Antichi liberi accettati muratori).
Allo stesso tempo però esistono molte altre entità che sconfinano nel malaffare. Pseudomassonerie finalizzate al compimento di crimini: si alleano sempre con il potere, qualunque esso sia.
«In alcune zone è inevitabile la contiguità con la mafia», aggiunge Pecoraro, «la massoneria non deviata fa invece politica, i cosiddetti maneggi. Non necessariamente commette reati. Si è unita, in modo innaturale, con il grande potere finanziario e bancario».
MOSSE OSCURE DIETRO I SEGRETI. Dall'alleanza, continua l'ex Gran maestro, «sono nati gli organismi di collegamento dove da un lato sono coinvolti massoni e dall'altro chi non lo è, persone che non si ritiene opportuno o necessario far entrare direttamente nella cerchia interna»: «Nel tempo la massoneria ha finito anche per trasformare la tradizione del segreto formatasi per necessità in periodi di persecuzione e integralismo, in un comodo ombrello per attività spesso innominabili».
«Oggi di un vero e proprio segreto massonico», chiarisce Pecoraro, «non vi sarebbe alcuna necessità mentre sarebbe sufficiente la tutela alla riservatezza delle proprie scelte personali, valida per ogni cittadino, purtroppo spesso violata dalla pubblicazione, o meglio 'spubblicazione', di elenchi in forma di liste di proscrizione da parte dei media».
STRUMENTO PER TUTELARE LE ÉLITE. La massoneria odierna sembra lontana da quella che contribuì alla conquista di diritti e libertà fondamentali contro l'assolutismo diventando più uno strumento di arricchimento per le élite e di impoverimento per i popoli.
«La massoneria di ispirazione anglosassone, tanto italiana che internazionale, conta solo nelle occasioni in cui i poteri sovranazionali se ne servono per raggiungere i loro scopi», è la tesi dell'ex Gran maestro. Che poi insiste: «Il tessuto democratico del nostro Paese è gravemente lesionato da decenni e questa è stata la causa anche della crisi economica che ci attanaglia».
Il risultato? «Uno Stato che da anni ha cessato di insegnare l’educazione civica nelle scuole ha alimentato nei cittadini il disinteresse e la non partecipazione alla democrazia che ha condotto alla situazione attuale. Se i cittadini non tornano a partecipare con progetti, ideali e presenza alla vita democratica l’Italia tornerà a essere una 'espressione geografica' come affermava Metternich ai tempi del Congresso di Vienna».
Lunedì, 31 Marzo 2014 LETTERA 43