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domenica 31 agosto 2014

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Io accetto

ARRIVA IL NUOVO iPHONE

Ci siamo quasi. La data è il 9 settembre, come ormai tutti gli appassionati sanno, e anche se Apple non lo ha confermato ufficialmente, all’appuntamento di Cupertino sono attesi i nuovi iPhone. Le vendite inizieranno con ogni probabilità il 19 settembre, ma lo smartphone Apple potrebbe arrivare in Italia qualche settimana dopo, come è successo altre volte.  

Così chi vuole vendere il vecchio iPhone deve sbrigarsi: più tempo passa e più il valore dell’apparecchio diminuisce. Intanto aumentano le ricerche su Google per capire come ricavare il massimo e mettere da parte un po’ di denaro per acquistare il nuovo modello, che potrebbe essere ancora più costoso. Ecco una piccola guida per disfarsi dell’iPhone in modo veloce e senza perderci troppo. 

Apple tiene il mercato meglio degli altri marchi, anche perché nel corso del ciclo vitale di un iPhone difficilmente si riesce a trovarlo a prezzi scontati, come accade invece con altri produttori. Solo da qualche giorno, ad esempio, Amazon haabbassato il prezzo del modello di punta, il 5S da 64 GB, da 949 a 830 euro, e un rapido controllo su altri siti conferma che i saldi non sono ancora arrivati: difficile trovarlo a meno di 820 euro da venditori affidabili. Il Samsung Galaxy S5, ad esempio, a listino è ancora a 699 euro ma oggi si trova online a 450; il Sony Xperia Z2, che pure partiva da 699 euro, si può acquistare per 480, come l’Htc One M8, che però costava 729 euro al momento del lancio. Sono cifre indicative, ma ricordiamo che tutti questi smartphone sono arrivati sul mercato tra aprile e maggio, mentre l’iPhone 5s è in vendita in Italia dal 25 ottobre 2013.  

Così l’iPhone alla fine è un po’ un investimento, in settore dove le novità si inseguono a ritmi sempre più frenetici (e ad esempio la settimana prossima è atteso un nuovo Sony, l’Xperia Z3). Ma ci si perde sempre, e più ancora se mancano scatola e accessori (cuffie, cavo per la ricarica, alimentatore), quindi meglio darsi da fare per ritrovare tutto. E controllare che l’apparecchio funzioni perfettamente: è la domanda che vi faranno tutti i potenziali acquirenti.  
La soluzione più semplice e più conveniente è venderlo a un amico, un collega o un conoscente: provate con le bacheche in ufficio, o spargete la voce. Bene anche Facebook, che sempre più spesso viene utilizzato per annunci e trattative. Avrete un pubblico più limitato su Google Plus e su Twitter, ma se vi sentite creativi potrebbe valere la pena di provare con Instagram. 

Le possibilità si moltiplicano con siti come Annunci EbaySubito o Bakeka: mettere un’inserzione è facile e non costa niente, e non ci sono commissioni sul prezzo di vendita. In questo caso sono fondamentali le fotografie, per documentare lo stato del telefono. Prima di inserire l’annuncio meglio dare un’occhiata agli altri già presenti per farsi un’idea del prezzo medio (abbiamo controllato: per un iPhone 5s da 64 GB in buono stato oscilla tra i 600 e i 650 euro). Pubblicare il numero di telefono per farsi contattare è un’arma a doppio taglio: da una parte si abbreviano i tempi, dall’altra potrebbe esporvi a chiamate notturne o inopportune; anche con le mail toccherà armarsi di molta pazienza per rispondere alle richieste inevitabili di permute e sconti.  

Una volta concluso l’affare si può incontrare direttamente l’acquirente e farsi pagare in contanti, chiedere un bonifico bancario, un vaglia postale (sì, esistono ancora) o usare Paypal. Sconsigliato il contrassegno, per chi vende è lento e potenzialmente rischioso. Per la spedizione scegliere un corriere o servizi postali che permettono il tracciamento (almeno la raccomandata).  

Nonostante sembri essere un po’ in calo, Ebay ha sempre un numero elevatissimo di visitatori, quindi rimane la scelta più ovvia. Non bisogna dimenticare le commissioni: tra quelle del sito e quelle di Paypal si supera facilmente il 10 per cento, e inoltre non è detto che il valore finale dell’asta sia quello che vi aspettate, potrebbe risultare assai inferiore. C’è sempre la possibilità di mettere in vendita l’iPhone a prezzo fisso, ma qui bisogna valutare con attenzione la richiesta, a rischio di non trovare compratori.  

Potenzialmente interessanti anche i vari forum, e non necessariamente quelli dedicati a iPhone e cellulari in genere: anzi, avrete meno concorrenti se postate il vostro annuncio su un sito dove si parla di alta fedeltà, ad esempio, ma attenzione a rispettare le regole e controllare che esista una sezione adatta al vostro iPhone.  

Ancora, ci sono servizi come Buydifferent, che acquistano iPhone: si compila un questionario online, si riempie un form e dopo qualche giorno il corriere arriva a ritirare l’apparecchio; in una settimana al massimo il denaro è sul conto corrente. Il vantaggio evidente è che non ci sono trattative o seccature, e si è certi di vendere sicuramente l’iPhone in breve tempo. Ma si guadagna meno che con eBay o altri siti.  

Buydifferent li sistema e li vende di nuovo: come fa Apple stessa, che da tempo ha avviato un programma di riciclo e riuso di computer, iPad e iPhone. Si può fare tutto online, ma anche semplicemente portare l’iPhone allo store più vicino: anche qui la vendita è sicura, tuttavia la valutazione è piuttosto bassa: nel caso di un iPhone 5 da 64 GB, ad esempio, 260 euro contro i 330 di Buydifferent. Niente contanti, solo uno sconto sul nuovo modello: quindi se avete il 5s e volete l’iPhone 6 toccherà attendere finché non sarà distribuito in Italia, ma con Apple c’è la certezza che smaltimento o recupero dell’apparecchio avverranno nel pieno rispetto dell’ambiente. 
LA STAMPA, 31/08/2014

SICILIA IN ANTICIPO SUL GENOCIDIO DEGLI ANIMALI

Sicilia, l’avvio anticipato della stagione di caccia scatena l’ira del Wwf: “Scelta spregiudicata”

Da lunedì ognuna delle 40mila doppiette potrà «abbattere fino a 15 animali al giorno»
Prende il via lunedì prossimo, con venti giorni d’anticipo, la stagione venatoria in Sicilia che si concluderà fra cinque mesi, il 31 gennaio. Lo ha deciso l’assessore alle Politiche agricole dell’Isola, Ezechia Paolo Reale, suscitando la reazione durissima del Wwf, che punta il dito sul via libera dato ai 40.000 cacciatori, ognuno dei quali «potrà abbattere fino a 15 animali al giorno». Inoltre, secondo l’associazione il decreto dell’assessore si pone in «aperto e grave contrasto con le autorevoli indicazioni tecniche dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), con il parere negativo degli esperti delle associazioni ambientaliste in seno al Comitato regionale faunistico-venatorio e con i principi delle direttive comunitarie in materia ambientale, oltre che con i principi scientifici per la conservazione e tutela della fauna».  

Ma c’è di più. Le premesse del calendario venatorio 2014-2015 definito dall’esponente della giunta targata Rosario Crocetta, per il Wwf, dipingono la Sicilia come «un incredibile paradiso faunistico: l’Isola sarebbe zeppa di animali, migratori e stanziali, che sono presenti dovunque ed in gran quantità». Anche le specie che in tutta Europa sono in forte declino e sempre più minacciate (dalla quaglia alla beccaccia), accusa l’associaizone, «da noi sono miracolosamente in sovrabbondanza». Per il Wwf, soprattutto, è grave la decisione dell’apertura anticipata, perché avviene «in un momento particolarmente delicato del ciclo biologico di molte specie». 

Una scelta «dannosissima e spregiudicata» a cui né il Governo, né l’Ars si sarebbero opposti, schierandosi al contrario «contro la fauna e a favore della lobby della caccia» dice Angela Guardo, delegata Wwf Sicilia, secondo la quale a Palazzo dei Normanni, «nemmeno uno dei 90 deputati ha cercato di contrastare questa intollerabile politica filodoppiette. Persino il Movimento 5Stelle, che nel resto d’Italia ha sempre avuto posizioni nettamente critiche sulla caccia, a Sala d’Ercole non si oppone alla deregulation selvaggia della caccia». 
(Fonte: Adnkronos)  

L'ESTATE CHE NON C'E' STATA

Cronache dell’estate che non c’è stata

Poco sole, molte nubi e tanta pioggia: così il meteo ha rovinato la festa agli italiani in vacanza
TORINO LA STAMPA, 31/08/2014
Poco sole, molte nubi, piogge e nubifragi, aria fresca al Nord, più caldo solo al Sud. Questa una sintetica carta d’identità dell’estate meteorologica in Italia, che almeno sulle regioni settentrionali verrà ricordata come una tra le più grigie e umide da decenni.  

Colpa degli anticicloni rimasti lontani dalle Alpi, quello delle Azzorre confinato in pieno oceano, quello nordafricano limitato al Meridione, lasciando così aperta la strada all’ingresso di perturbazioni atlantiche verso il Nord.  
I primi dati degli osservatori meteorologici, a poche ore dalla chiusura del trimestre giugno-agosto, indicano che l’estate 2014 è stata più fresca rispetto alla media delle recenti stagioni molto calde, tuttavia normale se la si confronta con quelle più fredde dei decenni precedenti: a Torino la temperatura media di 22,5 °C è di 0,8 °C sotto la norma del periodo 1981-2010, ma diviene perfino leggermente sopra media (+0,2 °C) se si considera il trentennio standard di riferimento 1961-90; situazione simile a Parma e a Pontremoli, in Lunigiana, con 0,6 e 0,4 °C in difetto rispetto al trentennio più recente.  

Soltanto il Sud ha beneficiato della protezione anticiclonica ma le temperature sono rimaste comunque prossime al normale (eccesso termico di appena 0,2 °C a Palermo), e le ondate di caldo sciroccale hanno portato punte di 40-42 °C per pochi giorni in qualche località tra Catanese e Siracusano. Il caldo eccezionale ha invece interessato la Scandinavia, fino a 7 °C oltre la media in Svezia.  
Sul Nord Italia l’anomalia più importante riguarda la scarsità di soleggiamento (estate meno soleggiata da 150 anni nel limitrofo Canton Ticino), la quantità e la frequenza delle precipitazioni, specie per il contributo di un piovosissimo luglio. Nei tre mesi estivi i pluviometri hanno raccolto quantità d’acqua quasi doppie rispetto al consueto a Torino e Milano, rispettivamente 404 e 446 mm, ma qui i primati delle umide estati ottocentesche restano lontani (586 mm nel 1819 a Torino, 569 mm nel 1875 a Milano). Più vicina al suo massimo storico di piovosità estiva una città come Pordenone, bagnata da continui temporali prealpini che hanno totalizzato 531 mm, a confronto dei 588 mm dell’estate 1968.  

Rare le giornate completamente asciutte da un capo all’altro del Paese, e su alcune zone di Alpi e Prealpi orientali è piovuto circa un giorno su due: 39 giorni a Pordenone (qui il record è di 41), ben 45 nel Bellunese. Benché più diradati, diversi acquazzoni hanno interessato anche il Sud, tanto che Palermo ha raccolto 77 mm di pioggia in luogo dei 29 normali.  
E ora, come sarà l’autunno? Oltre i canonici cinque giorni delle previsioni meteo, nessuno lo può dire con attendibilità. Settembre comincerà con un’irruzione di aria fresca dai Balcani più attiva verso il Centro-Sud italiano dove causerà una prima “rottura” dell’estate mediterranea, ma non è escluso che in seguito aria più calda torni dal Nord Africa e che l’estate possa ancora riprendersi con tardivo vigore. 

COME RENZI SVENDE L'ITALIA

venerdì 29 agosto 2014
L'UNGHERIA FA CONFLUIRE LE UTILITIES (LUCE GAS TRASPORTI RISCALDAMENTO) IN HOLDING NO PROFIT (E NUOVO TAGLIO BOLLETTE!)

L'UNGHERIA FA CONFLUIRE LE UTILITIES (LUCE GAS TRASPORTI RISCALDAMENTO) IN HOLDING NO PROFIT (E NUOVO TAGLIO BOLLETTE!)

BUDAPEST - Il presidente dell'Ungheria - lui sì, eletto - Viktor Orbán ha creato una holding statale per gestione unificata di tutte le utilities: luce, gas, trasporti pubblici, riscaldamento abitativo, e altri servizi minori. Quindi, mentre è previsto anche un nuovo taglio alle bollette - notizia dentro la notizia della nascita della Holding pubblica per i servizi fondamentali ai cittadini -  il governo ungherese si prepara a far confluire tutte le utilities in un’unica holding non profit.

Avete letto bene: NO PROFIT!

L’ufficio del primo ministro fa sapere che Viktor Orbán ha già incaricato un gruppo di lavoro - cui partecipano anche dai ministri di giustizia, sviluppo e degli interni - alla preparazione dell’unione delle compagnie statali di elettricità, gas e riscaldamento centralizzato.

I diritti di proprietà e i poteri regolatori sull’holding saranno esercitato dal responsabile dell’ufficio del primo ministro.

Entro il 15 settembre prossimo, sarà pronta la proposta completa dei necessari cambiamenti legali da effettuare per costituire la holding.

Inoltre, un nuovo taglio alle bollette, dopo quelli del 20 e del 10% consecutivi effettuati negli ultimi otto mesi, è in agenda già a partire dal 1° settembre.

La riduzione per l’elettricità sarà del 5,7% secondo quanto anticipato da Szilard Nemeth, sindaco di uno dei comuni di Budapest (Csepel) con incarico governativo per il taglio dei costi delle utilities.

Tagli per le altre utenze sarebbero previsti, ha aggiunto Nemeth, anche a beneficio delle aziende.

Tutto ciò può accadere perchè Orbàn prima ha cacciato dall'Ungheria l'FMI, poi ha ripreso il controllo della Banca Centrale ugherese dopo aver cacciato anche la BCE, e quindi è in grado di poter governare con accortezza la valuta - sovrana - del suo Paese. Da non scordare che oltre a questi tagli sostanziali delle bollette dei servizi, il governo Orbàn ha anche aumentato le pensioni, migliorando di molto il tenore di vita degli anziani ungheresi.

In Italia invece, per colpa della folle quanto sciagurata adesione all'euro, la Banca d'Italia non emette valuta, è impossibile qualsivoglia politica valutaria e per conseguenza il Paese è caduto nella più granda catastrofe della sua storia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

GLI SPOT PIU' SESSISTI DELLA STORIA

Pubblicità, gli spot più sessisti della storia

Donne sculacciate, confinate tra i fornelli, in adorazione dei mariti. Quando gli annunci maschilisti promuovevano di tutto: dalle cravatte alle macchine da scrivere. Le immagini.

GALLERY
C'è stato un momento nella storia in cui per vendere una pentola, un dentifricio oppure una birra, la comunicazione pubblicitaria non ha disdegnato di alimentare sessismo e maschilismo.
CONTINUA QUI:
http://www.lettera43.it/cultura/pubblicita-gli-spot-piu-sessisti-della-storia_43675139266.htm