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martedì 30 giugno 2015

SU TOMTOMROCK: LA VENTURA-MANU CHAO LIVE ALL'AUTODROMO DI MONZA

http://www.tomtomrock.it/concerti/800-la-ventura-manu-chao-live-autodromo-di-monza-20-06-2015.html

DEPOSITO UNICO SCORIE NUCLEARI, NUOVO RINVIO SULLA LISTA DELLE LOCALITÀ “CANDIDATE”


Deposito unico scorie nucleari, nuovo rinvio sulla lista delle località “candidate”
Palazzi & Potere

Passata con un nulla di fatto la scadenza del 16 giugno, quando la Sogin avrebbe dovuto comunicare ai ministeri di Economia e Ambiente l'elenco dei siti che potrebbero ospitare i rifiuti radioattivi. Una decisione scomoda che accumula ritardi, mentre i comuni potenzialmenente interessati mettono le mani avanti. A cominciare da Caorso. Lo stop arrivato dall'Ispra. Nessuna motivazione ufficiale, possibili dubbi sui criteri di individuazione delle aree
L’iter per l’approvazione e la pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) a ospitare il deposito unico delle scorie nucleari subisce un altro stop. Di nuovo in prossimità di una scadenza programmata, quella del 16 giugno, entro la quale la lista avrebbe dovuto essere completata. Cosa che non è successa. A chiedere lo stop, questa volta, è stato l’Ispra(Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che in una nota informa di aver bisogno di altro tempo – entro la prima decade di luglio recita la nota – per verificare la bontà del lavoro effettuato da Sogin, la società di Stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi. Una volta terminata questa attività di verifica, Ispra trasmetterà ai due ministeri competenti – quello dell’Ambiente e quello dello Sviluppo economico – l’aggiornamento della proposta di Cnapi e la relativa relazione circa il lavoro svolto. Solo allora, i Ministeri stessi procederanno a rilasciare a Sogin il nulla osta alla pubblicazione della Carta.
Un iter travagliato, come si vede, iniziato il 4 giugno del 2014 e che in un anno ha già accumulato tre mesi di ritardo. Un rallentamento che non trova spiegazioni ufficiali. Tutti gli attori coinvolti nel processo, infatti, ostentano ottimismo e sicurezza. Come Sogin, che attraverso Fabio Chiaravalli, direttore del deposito nazionale e del parco tecnologico conferma che «Sogin a metà giugno ha terminato di consegnare ad Ispra gli approfondimenti tecnici richiesti». La società, ora, è alla finestra, in attesa delle decisioni dei ministeri competenti. L’impressione, però, è che la comunicazione di Ispra abbia colto di sorpresa anche Sogin. Lo scorso 18 giugno, anche il ministro Galletti aveva rassicurato la platea di un convegno: «Il percorso è assolutamente nei tempi previsti. La Carta dei luoghi che potranno essere oggetto del deposito unico nazionale è chiaramente un lavoro scientifico molto approfondito e lo vogliamo fare bene. L’Ispra – aveva aggiunto il ministro – mi ha inviato una lettera nei giorni scorsi – chiedendo di poter fare un ulteriore approfondimento sulle verifiche fatte dalla Sogin per poter poi pubblicare la carta».
Il sospetto che qualcosa non quadri, però, c’è. È infatti la seconda volta che Sogin consegna a Ispra la proposta di Cnapi. La prima agli inizi dell’anno, il 2 gennaio 2015, a sette mesi dalla pubblicazione dei criteri di localizzazione. Il 13 marzo Ispra comunicava di aver consegnato al Ministero dell’Ambiente e al Ministero dello Sviluppo Economico la sua relazione sulla proposta di Sogin. Il 16 aprile 2015 il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’ambiente chiedevano degli approfondimenti tecnici a Sogin e all’Istituto Superiore per la protezione ambientale. Quello che non convinceva erano i criteri utilizzati per l’individuazione delle aree. Sogin e Ispra avrebbero dovuto fornire gli elementi richiesti dai Ministeri entro 60 giorni, ossia il 16 giugno. Più di una settimana fa. Ma proprio il 16 giugno Ispra comunicava di aver bisogno di ulteriore tempo per verificare quanto fatto da Sogin che, da parte sua, aveva inviato a Ispra l’aggiornamento della Cnapi nei tempi previsti.
Un iter tortuoso e contraddistinto da una riservatezza che da un lato trova una giustificazione nella delicatezza della materia, dall’altro non fa che aumentare lo scetticismo circa la sbandierata trasparenza della procedura. In molte regioni si sono già formati comitati territoriali pronti a contestare l’eventualità che la scelta del deposito unico di scorie radioattive ricada nelle loro terre. Mentre si susseguono interrogazioni parlamentari sull’argomento, PugliaBasilicataSicilia e Sardegna sono già sul piede di guerra. Roberta Battaglia, sindaco di Caorso – paese del piacentino sede di una delle centrali nucleari italiane – ha dichiarato: «La secretazione totale dei passaggi e la mancanza assoluta di trasparenza e di un dialogo con i territori non può che scatenare rivolte».  Battaglia ha poi aggiunto: «Caorso conferma l’indisponibilità a ospitare il deposito. Fermo restando questo ‘punto fisso e imprescindibile’ – ha continuato la prima cittadina – il deposito nucleare è indispensabile per ospitare le scorie disseminate nel Paese ed è inaccettabile che un governo che ama dipingersi come decisionista tergiversi su un tema così importante».
Anche secondo Bruno Valentini, Sindaco di Siena e Presidente della Commissione Ambiente e territorio Anci «questo è un tema di assoluta rilevanza e in più occasioni lo abbiamo portato all’attenzione del governo. Il ministero dell’Ambiente deve provvedere prima possibile: i Comuni hanno bisogno di certezze».

GENOVA, DORIA A RISCHIO PER IL VOTO SULLE PARTECIPATE

Genova, Doria a rischio per il voto sulle partecipate. “Scarto risicato, ma dirò no a maggioranze fuori dal centrosinistra”

Genova, Doria a rischio per il voto sulle partecipate. “Scarto risicato, ma dirò no a maggioranze fuori dal centrosinistra”
Politica

Il sindaco in bilico per la delibera sui tagli agli stipendi dei manager e la nuova disciplina degli aumenti salariali, al ribasso. "Le resistenze contro la buona amministrazione sono venute spesso dalla sinistra, ma io sono indisponibile ai mercati delle vacche". Il riferimento è a eventuali allargamenti al centro magari per qualche assessorato
“Quando si gioca la partita non si pensa all’incontro successivo”. Risponde così il sindaco di Genova, Marco Doria, a ilfattoquotidiano.it che gli ha chiesto se si ricandiderà al termine del primo mandato. Doria è convinto di portare a termine la legislatura e di chiudere nel 2017 l’esperienza alla guida dellagiunta di centrosinistra. Un esito probabile, non scontato. La prova del fuoco, la prima, nel pomeriggio di martedì 30 giugno con la discussione in consiglio della delibera sulle società partecipatedel Comune. All’ordine del giorno i tagli agli stipendi dei manager e la nuova disciplina, al ribasso, degli aumenti salariali dei dipendenti. Una tappa verso l’aborrita privatizzazione, accusano sindacati e dipendenti di Amt, Amiu, Aster, Themis, Genova Parcheggi e Job Center. La seduta si svolgerà a porte chiuse per decisione del presidente del consiglio comunale Giorgio Guerello, per evitare, ha spiegato dopo aver sentito i capigruppo, il bis dei tumulti della scorsa settimana. Sette fra manifestanti e vigili urbani feriti nelle colluttazioni nella Sala rossa. Seduta interrotta per mancanza del numero legale in aula e anche per non sprofondare nel caos. Un nutrito schieramento di poliziotti e di vigili urbani sarà in campo per assicurare la regolarità dei lavori. Si temono infatti altri incidenti. In una data, il 30 giugno, che per la Genova operaia ha un significato pregnante: il 30 giugno 1960 i disordini di piazza misero fine all’esperienza del governo Tambroni, tenuto in piedi dall’Msi.

La delibera dovrebbe raccogliere i voti dei consiglieri del Pd (11), della lista Doria (6), di uno dei due rappresentanti di SelChessa (Pastorino di fatto è passato all’opposizione), dell’ex consigliere di Rete a sinistra confluito nel gruppo Misto, Malatesta, e dello stesso sindaco. Ma mancano due voti per ottenere la maggioranza e quindi diventano decisivi i tre consiglieri del gruppo Misto (Anzalone, De Benedictis e Mazzei) e i due di Alleanza popolare, gli ex Udc Gioia e Repetti. In Regione l’Udc punta i piedi e pretende un assessorato che il governatore Toti non intende concedere. Chi può escludere un colpo di scena a palazzo Tursi? L’Udc peraltro si è schierata spesso a fianco di Doria, sperando di entrare in giunta. Voteranno contro Forza ItaliaM5SLista Musso e Antonio Bruno della Federazione delle Sinistra, che a gennaio ha ritirato l’appoggio a Doria. I sindacati del pubblico impiego sono sul piede di guerra. Chiedono al prefetto, Fiamma Spena, il rispetto della legge che prevede un periodo di raffreddamento prima di proclamare lo sciopero, considerato inevitabile se la delibera sulle partecipate verrà approvata in aula. Doria ribatte, deciso: “Occorre rimettere in equilibrio i costi con i ricavi per due ragioni; difendere la dignità dei cittadini che le finanziano e la dignità delle stesse aziende pubbliche, evitando la bancarotta. Le resistenze contro la buona amministrazione sono venute spesso dalla sinistra”. Detto da un sindaco che si rifà a Sel
Cambiare maggioranza è una eventualità che il sindaco neppure prende in considerazione. La sua analisi a ilfattoquotidiano.it è netta e priva di subordinate. “Al di là della dialettica interna, il Pd mi sostiene con convinzione. La mia maggioranza è risicata nei numeri (22 consiglieri più il sindaco su 40, ndr), comunque non accetterei di portarla fuori dal recinto del centrosinistra. E sono totalmente indisponibile a qualsiasi mercato delle vacche(leggi assessorati, ndr)”. La posizione del sindaco sembra essersi rafforzata. Nonostante l’attacco diretto contro di lui dal Partito democratico che un paio di settimane fa aveva minacciato la crisi su una vicenda tutto sommato marginale, anche se molto sentita dai cittadini. Il mercato abusivo di via Turati, una spina nel fianco per commercianti e residenti. Il sindaco aveva proposto di spostarlo dalla zona di palazzo San Giorgio, di fronte al Porto Antico, ad un’area individuata in corso Quadrio. Il Pd aveva contestato alla radice il provvedimento e annunciato una mozione della quale, al momento, si sono perdute le tracce.
Che cosa è accaduto? La ricostruzione parla di un Pd ligure in fibrillazione, dopo la sconfitta elettorale di Lella Paita in Regione. Di regolamenti di conti interni fra renziani-paitiani e oppositori, ai ferri corti anche in Regione dove non si trovala quadra per assegnare le cariche di capogruppo e vicepresidente del consiglio. Paita non intende fare un passo indietro come gli chiedono i sostenitori del segretario regionale, Giovanni Lunardon, dimissionario. All’orizzonte c’è il congresso ma se si va ai materassi da Roma spedirebbero un commissario. Soluzione che fa rizzare i capelli in testa a tutti. Dal vicesegretario Lorenzo Guerini sono arrivati inviti alla moderazione e a trovare una soluzione di compromesso che non dilani un partito già lacerato. A Tursi gli esponenti del Pd – che godono di ampia autonomia – si sono resi conto che provocare la caduta del sindaco Doria e della giunta avrebbe aperto scenari insondabili. E rischiato di esporre il Pd ad un’altra sconfitta elettorale dagli esiti disastrosi. A chi conviene fare un salto nel buio? A nessuno, ovvio.
ilfattoquotidiano.it l’avvocato Giorgio Guerello parla di “senso di responsabilità necessario”. Guerello, iscritto al Pd, cattolico, è un veterano di palazzo Tursi. Ha presieduto il consiglio comunale durante le sindacature Pericu, Vincenzi e Doria e è stato assessore. “Mandare Doria a casa non significa andare alle elezioni, ma consegnare Genova al commissario prefettizio – dice – Sei mesi di paralisi amministrativa la città non potrebbe digerirli. Diverso sarebbe se cambiasse la maggioranza. Allora potrebbe anche accadere quello che oggi non sembra realistico immaginare”. Ossia, liquidare la giunta Doria e andare alle elezioni. A primavera del 2016 assieme a TorinoMilano e Napoli. Un azzardo per i molti peones della politica cittadina che, lasciata la poltrona, potrebbero non ritrovarla.
Il cammino come sindaco di Marco Doria, personaggio prestato alla politica (è professore di Storia dell’economia) è stato accidentato e cosparso di mine e trabocchetti. La maggioranza non ha brillato per compattezza. Uscito Antonio Bruno (Federazione delle sinistra), Sel si è spaccata: un consigliere sulle barricate (Gian Pastorino) l’altro (Chessa) allineato sulle posizioni della giunta. Gli esponenti del gruppo Misto, Anzalone e De BenedictisMazzei e Malatesta (che viene da Rete a sinistra) i popolari Gioia e Repetti, un po’ ondivaghi, pronti però a soccorrere Doria nei passaggi in aula più delicati. Tutto sul filo del rasoio dei numeri, in un clima politico parecchio confuso.
Il passaggio più critico Doria lo aveva affrontato nel novembre 2013. Genova paralizzata per cinque giorni dallo sciopero selvaggio dei dipendenti dell’Amt, l’azienda dei trasporti pubblici, scesi in strada, letteralmente, con blocchi stradali e cortei, per rivendicare la contrarietà alla privatizzazione dell’azienda proposta dal sindaco. Giorni d’inferno, i genovesi lasciati a piedi da bus e metro impotenti e furibondi e Beppe Grillo piombato in città a sostenere la protesta. Dieci milioni di euro scovati nel bilancio della regione dal governatore Burlando scongiurarono il crack del bilancio e permisero di pagare gli stipendi ad autisti, controllori, meccanici e amministrativi di Amt.

POROSHENKO PARLA DI GUERRA, MA PER I MEDIA OCCIDENTALI LE SUE SONO 'PAROLE DI PACE'


  •  
  •  Fabrizio Poggi
  •  CONTROPIANO
Poroshenko parla di guerra, ma per i media occidentali le sue sono 'parole di pace'
“Le truppe di Kiev con rinnovata forza si scatenano contro la martoriata Donetsk” titolava ieri NTV. Di nuovo bersagliati vari rioni della città; distrutti alcuni edifici. Secondo le notizie diffuse dall'amministrazione comunale di Donetsk, i più colpiti ieri sono stati i quartieri Kujbyševskij, Kievskij e Petrovskij. Non ci sarebbero vittime. Uno dei punti più caldi lungo la linea di demarcazione tra le posizioni delle milizie e quelle dei governativi sarebbe l'abitato di Oktjabrskij, a Donetsk, colpito diverse volte con tiri di mortaio pesante.
Il Ministero della difesa della Repubblica Popolare di Donetsk ha così accusato le forze di intervento ucraine di aver violato il cessate il fuoco almeno quindici volte nell'ultima giornata, colpendo diversi centri abitati della Repubblica. Il portavoce del Ministero ha dichiarato a RIA Novosti che le truppe di Kiev avrebbero bersagliato con tiri di carri armati, mortai e lanciagranate i centri di Gorlovka, Širokino (a est di Mariupol), Jasinovataja, Spartak e, a Donetsk, l'abitato di Oktjabrskij e la zona dell'aeroporto della più popolosa città del Donbass.
Più a sud, nell'area di Telmanovo, i governativi hanno continuato a bersagliare, per tutta la notte dell'altro ieri e nella giornata di ieri, il villaggio di Grigorevka. Data la sua posizione, afferma il responsabile dell'amministrazione municipale, il villaggio è fatto costantemente segno dei tiri delle truppe governative, dalle cui postazioni sono facilmente individuabili alcune strade dell'agglomerato e lungo le quali i civili non possono transitare, senza pericolo di venir presi a mitragliate.
Nella zona di Gorlovka, l'agenzia Novorossija riferisce di un'azione di sabotaggio che, lo scorso 27 giugno, avrebbe interrotto la linea ferroviaria sul tratto Sentjanovka-Šipilovo, che collega le regioni di Donetsk e Lugansk, e di tiri di artiglieria, il 28 giugno, che hanno bersagliato l'area della stazione di Skotovataja, nelle vicinanze della linea di contatto tra Gorlovka e Jasinovataja, a nordest di Donetsk. La linea ferroviaria è stata ripristinata nel giro di alcune ore, ma Novorossija sottolinea come, a partire dallo scorso aprile, i sabotaggi lungo le linee ferroviarie siano divenuti drammaticamente regolari; l'obiettivo sarebbe quello di disturbare il trasporto di carbone dalla regione di Donetsk in Ucraina. Nonostante questo, secondo i dati forniti oggi dal Ministero dei trasporti della DNR, la Repubblica Popolare di Donetsk avrebbe inviato in Ucraina, dal 1 al 28 giugno, oltre 6.000 vagoni di carbone, per un totale di 422.000 tonnellate di materiale; il numero complessivo di vagoni inviati dallo scorso marzo a oggi è di circa 20.600 unità, pari a poco meno di 1.500 tonnellate di carbone.
Intanto l'intelligence militare della Repubblica di Donetsk registra lo spostamento di gruppi di carri armati e truppe ucraine da Kurakhovo (30 km a sudovest di Donetsk) verso Marynka, uno degli agglomerati dell'area di Donetsk che l'attuale linea del fronte, stando alle mappe militari fornite da RIA Novosti, taglierebbe in due, lasciandone una parte in territorio occupato dalle forze governative. Marynka è infatti una delle località, insieme a Krasnogorovka, poco più a nord, da cui lo scorso 3 giugno era iniziata la nuova offensiva scatenata dalle truppe di Kiev e, sempre nell'area di Marynka, l'intelligence della DNR registrerebbe anche postazioni protette per obici semoventi.
Ma tutto questo, insieme alle dichiarazioni belliciste di Petro Porošenko, come ha dichiarato ieri il Presidente del Consiglio popolare della DNR, Andrej Purghin, viene accuratamente obliato da media quali BBC o CNN, che diffondono invece minuziosamente le assicurazioni presidenziali sul rispetto degli accordi di Minsk. Purghin ha affermato che le esternazioni di Porošenko vengono suddivise tra quelle destinate all'estero e quelle a uso interno : l'Europa non ascolterà mai ciò che il Presidente predica all'interno dell'Ucraina. Queste ultime, ha detto Purghin, non finiranno mai su . E' forse il caso di ripetere a quei media che gelosamente custodiscono sotto teca insonorizzata gli appelli di guerra di Porošenko, l'ammonimento del coro antico a Deianira

EUROSTOP IN MARCIA, ANCHE IN CATALOGNA


  •  
  •  Valter Lorenzi*
  •  CONTROPIANO 
Eurostop in marcia, anche in Catalogna
Da giovedì 25 a sabato 29 giugno i compagni di Endavant*  hanno invitato in Catalogna i compagni della Rete dei Comunisti, per consolidare un rapporto ed un confronto iniziato da tempo, ma che nel forum euromediterraneo di Napoli dello scorso 23 maggio ha subito un’importante e positiva accelerazione.
L’intento è stato quello di sviluppare, nel corpo militante del partito catalano, conoscenza e dibattito sulla proposta politica dell’Alba Euro Mediterranea e sull’appello “Eurostop”, prodotto del confronto tra attivisti e militanti di organizzazioni riunite nella città partenopea ( vedi informazioni sul forum di Napoli)
Tre le iniziative alle quali abbiamo partecipato. La prima a Sabadell, un comune di oltre 200mila abitanti situato nell’immediata periferia di Barcellona, il secondo a Valencia, terza città in ordine di grandezza della penisola iberica, l’ultimo a Manresa, Comune di oltre 75mila abitanti a 50 km da Barcellona.
Le prime due iniziative si sono svolte al chiuso. A Sabadell ci siamo riuniti in una delle sedi di Endavant.
In premessa c’è da dire che le “sedi” di questi compagni non sono le classiche sezioni di partito ma luoghi aperti nei quartieri popolari, punto di ritrovo e aggregazione territoriale (bar, ristoro, sale per riunioni, feste di quartiere, concerti).
In quest’ambiente, per alcune ore ci siamo confrontati con un folto gruppo di militanti e simpatizzanti sui temi all’ordine del giorno: l’Unione Europea come polo imperialista in costruzione, l’ipotesi di alternativa prospettata dall’Alba euromediterranea, l’appello Eurostop e la costruzione di un coordinamento tra lotte ed esperienze che si misurano, in contesti diversi, con le stesse politiche economiche ed autoritarie imposte dalla Troika. Molte e articolate le domande, a dimostrazione dell’alto livello di riflessione che attraversa il loro corpo militante ma anche l’area d’interesse della sinistra indipendentista catalana.
A Valencia l’incontro si è svolto nella Biblioteca de la Societat Coral El Micalet, in pieno centro.
Il titolo del dibattito era: “TISA, TTIP, Unione Europea, NATO: la dittatura delle multinazionali”, con la partecipazione di Carmina Moya, membro dell’associazione internazionalista CEDSALA, Goncal Bravo, della Coordinadora Ibrera Sindical, e un esponente  di ATTAC catalano ( vedi la locandina dell’evento). La partecipazione a questo momento di confronto è stata più variegata, a rappresentare una sinistra catalana molto articolata.
Dopo alcune iniziali focalizzazioni sul TTIP e i trattati che tentano di ridurre ulteriormente i diritti del mondo del lavoro, la discussione si è spostata sullo scontro tra USA e UE come causa del costante rinvio di quest’ultimo trattato. Un tema che ha introdotto la più ampia discussione sulla competizione tra grandi poli imperialisti, sul ruolo dell’Unione Europea, sulla proposta di Alba euromediterranea e, infine, sull’ appello Eurostop. La reazione della sala alle nostre proposte è stata molto positiva, evidenziando una disponibilità al confronto su questi temi coltivata nel tempo da Endavant e da altre realtà politiche con le quali la RdC ha non a caso intercambi e relazioni, che trovano oggi coronamento nella campagna europea lanciata a Napoli.
Infine, la manifestazione di Manresa, che ha visto la partecipazione Isabel Vallet, deputata al Parlamento della Catalogna per la CUP (Candidatura d’Unitat Popular). Incentrata sugli stessi temi di Valencia, l’iniziativa si è svolta nella piazza centrale della cittadina, attraverso una serie d’interventi dal palco prima della Vallet, poi di un lavoratore di una multinazionale a controllo israeliano duramente contestata, infine del rappresentante della Rete dei Comunisti.
Forte la presenza di giovani, giunti anche da altre città, nonostante le distanze e il caldo oppressivo che ha caratterizzato quelle giornate catalane.
Incontri pubblici come questi, da ripetere nei vari paesi, la socializzazione di esperienze, il confronto con i compagni catalani, greci, spagnoli, portoghesi e di tutti i paesi nei quali si determineranno le condizioni per un allargamento della comune area d’azione politica, sono parte integrante del lavoro che abbiamo deciso di intraprendere per il prossimo futuro.
I fatti, oltre l’analisi della realtà, ci dicono che siamo sulla giusta strada. La vicenda e la scommessa greca, da questo punto di vista, parlano da sole: Lo sganciamento dalla gabbia dell’UE è condizione indispensabile per iniziare un cammino nuovo, di emancipazione dalla barbarie delle politiche d’austerità, di repressione e morte imposte da un polo imperialista, quello europeo, contro il quale occorre combattere con determinazione, senza alcun indugio né tentennamento, come ci hanno purtroppo abituato le sinistre “radicali” italiane ed europee.
L’incontro con i compagni di Endavant, così come con tutti i firmatari l’appello Eurostop, ci mette nelle condizioni per iniziare un percorso che non sarà ne breve ne facile, ma riteniamo sia l’unico oggi razionalmente intraprendibile, per ricomporre un fronte di lotta a livello continentale in grado di rovesciare i progetti di dominio di una borghesia europea determinata ad usare tutti gli strumenti a sua disposizione per piegare popoli e Stati, nel disperato tentativo di risolvere una crisi sistemica del capitalismo, che ha portato di nuovo il pianeta ai bordi di una abisso di barbarie e guerre.
*Endavant (partito indipendentista di chiara ispirazione marxista) fa parte della coalizione Cup (Candidatura d’Unitat Popular), un aggregato di partiti e forze sociali in prima fila in tutte le proteste contro le politiche antisociali attuate dai partiti della borghesia spagnola e catalana. Recentemente la Cup ha ottenuto un buon risultato elettorale, che gli ha permesso di entrare per la prima volta, con 3 eletti, all’interno del “Parlament” di Barcellona.
** Rete dei Comunisti

ECCO QUANDO INIZIANO I SALDI

Quando iniziano i saldi estivi 2015: le date regione per regione

GIORNALETTISMO 29/06/2015 - di 

Al via il 4 luglio nella maggior parte delle regioni: anticipano di un giorno Campania e Basilicata, dove i saldi dureranno anche di più

Quando iniziano i saldi estivi 2015: le date regione per regione

SALDI ESTIVI 2015 INIZIANO IL 4 LUGLIO

in quasi tutte le regioni italiane. Con qualche eccezione, come quella rappresentata dalle città di Napoli e Potenza, dove inizieranno il 3 luglio. Anche per questa stagione è arrivato il momento dei saldi: periodo in cui i commercianti sperano di incrementare le proprie vendite rispetti ai mesi precedenti e i consumatori sperano di fare affari con i saldi, sopratutto nel settore di abbigliamento, calzature e accessori. E secondo Carlo Rienzi, presidente del Codacons, questa potrebbe essere la prima stagione con un segno positivo dopo otto anni, con un’attesa di crescita del 3% rispetto allo scorso anno «e uno scontrino medio che si attesterà attorno ai 67 euro procapite», stima il presidente del  Codacons.
saldi estivi 2015 quando cominciano
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

SALDI ESTIVI 2015: MILANO, LOMBARDIA -

A Milano e nel resto della Lombardia i saldi cominceranno sabato 4 luglio. Per il capoluogo lombardo e il resto della regione i saldi si preannunciano ricchi, grazie all’Expo che poterà un afflusso maggiore di gente per le vie del centro e nei centri commerciali. Da segnalare la doppia “notte bianca” dei negozi di Corso Buenos Aires: il 4 luglio e 15 luglio i negozi dell’affollata via milanese rimarranno aperti fino a mezzanotte, mentre giovedì 9 luglio a restare aperti fino a mezzanotte saranno i negozi della zona di Via Belfiore e Piazza De Angeli.

SALDI ESTIVI 2015: TOSCANA -

A Firenze e nel resto della Toscana si seguiranno le date classiche per i saldi estivi 2015, che inizieranno il 4 luglio per concludersi il 1 settembre come nella maggior parte delle altre regioni italiane, per una durata complessiva di 60 giorni.

SALDI ESTIVI 2015: VENETO -

In Veneto i saldi dureranno un giorno di meno, dal 4 luglio al 31 agosto. Non si tratta però di saldi più brevi d’Italia: tra le regioni che restringono la finestra di sconti e ribassi ci sono il Lazio (4 luglio – 16 agosto), la Liguria (4 luglio – 17 agosto) e alcuni comuni dell’Alto Adige, dove però i saldi si alterneranno di comune in comune fino a coprire tutto il periodo estivo.

SALDI ESTIVI 2015 ONLINE -

Anche i vari negozi a outlet online forniranno sconti e ribassi più o meno a cavallo con il periodo dei saldi dei negozi nostrani. Anche in questo caso valgono tutti gli accorgimenti anti-fregatura, tenendo conto che, almeno in caso di vendite online diventa più difficile verificare lo stato del capo che si sta per compare, fermo restando che si può esercitare il diritto di recesso o il reso, a seconda della politica dei vari siti.

SALDI ESTIVI 2015: QUANDO FINISCONO -

Tutte le date, regione per regione:
  • Abruzzo: 4 luglio 2015 – 1 settembre
  • Basilicata: 3 luglio 2015 – 4 settembre
  • Calabria: 3 luglio 2015 – 3 settembre
  • Campania: 3 luglio 2015 – 29 settembre
  • Emilia Romagna: 4 luglio 2015 – 1 settembre
  • Friuli-Venezia Giulia: 4 luglio 2015 – 31 agosto
  • Lazio: 4 luglio – 16 agosto
  • Liguria: 4 luglio – 17 agosto
  • Lombardia: 4 luglio – 1 settembre
  • Marche: 4 luglio – 1 settembre
  • Molise: 4 luglio – 10 settembre
  • Piemonte: 4 luglio – 29 agosto
  • Puglia: 3 luglio – 15 settembre
  • Sardegna: 4 luglio – 15 settembre
  • Sicilia: 4 luglio – 15 settembre
  • Toscana: 4 luglio – 1 settembre
  • Sardegna: 4 luglio – 15 settembre
  • Umbria: 4 luglio – 1 settembre
  • Valle D’Aosta: 4 luglio – 30 settembre
  • Veneto: 4 luglio – 31 agosto
  • Alto Adige: 4 luglio – 15 agosto. Tranne che aTires, Castelrotto, Ortisei, Santa Cristina, Selva Gardena, Renon, Sesto, Marebbe, San Martino in Badia, La Valle, Badia, Corvara, Stelvio (Stelvio, Solda, Trafoi, Gomagoi) e Maso Corto, dove cominceranno il 15 agosto e termineranno il 26 settembre
  • Provincia di Trento: data libera, scelta dai commercianti

SALDI ESTIVI 2015

Saldi estivi 2015: i consigli per non farsi fregare (e risparmiare)

GIORNALETTISMO 30/06/2015 - di 

Con l’arrivo dei saldi estivi 2015, si avvicinano le grandi occasioni stagionali (e le fregature)

Saldi estivi 2015: i consigli per non farsi fregare (e risparmiare)

Quando sono i saldi estivi 2015? Sono ormai alle porte e, con il loro inizio (previsto, in quasi tutte le regioni italiane, per il 4 luglio), aumentano anche le possibilità di venire truffati o semplicemente di tornare a casa scontenti dopo una seduta di shopping. E, dunque, ecco i 10 suggerimenti per far sì che questi saldi estivi 2015 siano per tutti un’occasione di svago e divertimento e, perché no, un’occasione per fare dei veri e propri affari.
saldi estivi 2015 consigli
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

1. ATTENTI AI CARTELLINI

– Sarebbe una buona cosa, prima dell’inizio dei saldi, fare un giro per i negozi nei quali si intende far compere per controllare quali siano i prezzi effettivi delle merci. Molti negozianti, infatti, hanno il vizio di pompare i prezzi dei prodotti poco prima dell’inizio dei saldi per poi applicare percentuali di sconto apparentemente più alte e convenienti. Potreste annotarvi i prezzi dei vestiti che più vi piacciono, così da poterli confrontare in seguito con i prezzi scontati. I cartellini, inoltre, devono sempre riportare il prezzo iniziale, lo sconto applicato e il prezzo finale, così da permettere al cliente di verificare il risparmio effettivo (sempre che non siano truccati).

2. ATTENTI ALLE VETRINE

– Spesso si vedono vetrine totalmente coperte da giganteschi cartelloni fosforescenti che annunciano saldi fino al 70%. Prestate attenzione a questi negozi in quanto una percentuale del genere dovrebbe, di norma, essere applicata al termine dei saldi, non all’inizio e spesso denota il fatto che i vestiti siano veri e propri fondi di magazzino. Un altro rischio è legato al fatto che le vetrine, coperte dai giganteschi cartelloni, non mostrino affatto alcuna merce in vendita, il che non è sicuramente un buon segnale.

3. MERCE DI FINE STAGIONE O FONDO DI MAGAZZINO? –

Purtroppo, capita di frequente che i padroni dei negozi, anziché mettere in saldo la merce rimanente di fine stagione (come dovrebbe essere per legge), racimolino fondi di magazzino, magari appartenenti a collezioni di diversi anni addietro, nel tentativo nemmeno troppo nascosto di liberarsene. È ovvio che per loro sia una perdita, ma vale davvero la pena andare in giro con quel look da hippie mancato?
saldi estivi 2015 consigli
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

4. ATTENTI AGLI ARTICOLI NON IN SALDO –

Sappiamo tutti che durante il periodo dei saldi, i negozi sono soliti esporre sia gli articoli in saldo che degli “assaggi” della nuova collezione, ovviamente non soggetti ad alcuno sconto. Pur essendo del tutto legale, spesso, nella foga da shopping, non ci si rende conto di avere tra le mani proprio questi articoli (che, comunque, devono essere posti in un ambiente diverso rispetto a quelli scontati), scoprendo solo alla cassa la brutta sorpresa. Il consiglio, dunque, è di stare attenti, osservare bene le indicazione e, eventualmente, chiedere al personale del negozio.

5. POTETE PAGARE COME VOLETE –

Altro consiglio affinché la vostra avventura dei saldi 2015 vadano per il meglio, è di osservare attentamente i talloncini delle carte di credito/bancomat accettate dai diversi negozi. Non esiste, infatti, alcuna restrizioni che implichi il pagamento della merce in saldo solamente in denaro, né potete venire obbligati a farlo. In quei negozi in cui è esposto il talloncino della vostra carta di credito/bancomat, sarete liberi di utilizzarli e, se ciò vi venisse impedito, vi consigliamo di chiedere spiegazioni al responsabile oppure di denunciare l’accaduto all’associazione consumatori.

6. È POSSIBILE CAMBIARE LA MERCE –

Altra leggenda metropolitana legata ai saldi, è quella che porrebbe dei limiti alla possibilità di effettuare il cambio della merce. Qualora scopriate che i capi da voi acquistati siano difettosi, non è affatto vero che, essendo in saldo, non possono essere cambiati, ma, dopo aver mostrato lo scontrino, il negozio dovrà subito provvedere al cambio dei vestiti in questione. Il tempo a vostra disposizione per tale procedura è di 2 mesi (e non 7-8 giorni) dall’acquisto. Diffidate anche da quei negozi che si dicono impossibilitati a effettuare il cambio, ma che vi forniranno di un buono sconto per futuri acquisti.

7. DETERMINATE IL VOSTRO BUDGET –

Non permettete che la “foga da shopping” renda i vostri saldi 2015 una spesa pazza: è giusto voler fare affari, ma lo è anche determinare il proprio budget. Prima di avventurarvi tra i negozi, capite quanto siete disposti a spendere e cosa volete comprare. Una volta determinato il vostro budget, iniziate a girare per i negozi, ma non fissatevi su uno solo: confrontate i prezzi dei prodotti che vi piacciono e, chi lo sa, magari troverete anche un’occasione imperdibile.
saldi estivi 2015 consigli
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

8. GIRATE PIÙ NEGOZI (E FATEVI UNA MAPPA) -

cercate di recarvi in negozi che già conoscete per ridurre il rischio di qualche problema o fregatura. Ricordate: fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Una volta fatta la “ricognizione”, per facilitarvi il compiti, potreste fare una mappa dei negozi che più vi sono piaciuti e di quelli in cui avete trovato le occasioni migliori: non rischierete di trovarvi in città senza saper dove andare o da dove incominciare.

9. PROVATE I CAPI –

Sfortunatamente non c’è l’obbligo di prova, dunque alcuni negozianti potrebbero impedirvi di indossare i capi d’abbigliamento che avete intenzione di provare. Sicuramente non è la fine del mondo, ma di certo non è normale che un abito possa essere solo guardato e non provato.

10. UTILIZZATE INTERNET PER FARVI UN’IDEA –

Prima di addentrarvi nella giungla dei saldi, sarebbe una buona idea guardare i cataloghi on-line. Troverete sicuramente i prezzi dei capi di abbigliamento delle più grandi catene di negozi di abbigliamento e potrete farvi un’idea su quelli che saranno i costi che affronterete. Inoltre, una maglietta venduta da un negozio a 10 euro non potrà di certo avere una gemella che abbia il triplo del suo valore: attenti alle fregature!
(Photocredit copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO)
(Scritto da Beatrice Mazzoleni)

MAXI SANZIONE 730: CHE COS'È E COME PROTEGGERSI


di QuiFinanza
a cura di  Fisco 7
 - Uno dei temi più caldi della campagna fiscale 2015è quello delle cosiddette “maxi sanzioni 730”. Vediamo cosa prevede il nuovo regime sanzionatorio e come è possibile assicurarsi.

Fino all’anno scorso, in caso di errata apposizione del visto di conformità, gli intermediari (CAF e Professionisti che spediscono direttamente le dichiarazioni 730 all’Agenzia delle Entrate) erano sanzionati con una sanzione fissa di 86 euro, mentre il contribuente si faceva carico dell’imposta non versata e degli interessi.


Da quest’anno, invece, imposta, sanzione e interessi vengono tutti addebitati a CAF e Professionisti, a meno di comprovato dolo o colpa grave del contribuente. In termini numerici, si passa da una sanzione certa di 86 euro a prescindere dall’ammontare dell’imposta non versata, a una cifra indeterminata che può essere di 10 o 100 volte superiore.
È facile comprendere quindi che, con il nuovo regime sanzionatorio, è aumentato enormemente il rischio  in capo a CAF e Professionisti. E da qui emerge il problema della copertura assicurativa di tale aumentato rischio. 
Quali sono le politiche commerciali che le compagnie assicuratrici stanno adottando per definire le polizze dei CAF? Sono le stesse che applicano in ogni ramo assicurativo. Le compagnie, infatti, valutano la rischiosità dell’assicurato e, in funzione del livello di rischio, determinano l’entità del premio e il livello della franchigia da applicare per ogni sinistro.

Ne consegue che, per spuntare un premio contenuto e una franchigia bassa, i CAF hanno una sola leva commerciale a loro disposizione: dimostrare di aver commesso pochi errori o errori di lieve entità. Vengono quindi premiati solo i CAF che negli anni hanno investito in controlli interni (audit interno), in controlli software automatizzati e nella qualità del lavoro dei propri centri periferici.

Oggi più che mai la qualità è una strada obbligata per i CAF che vogliono sopravvivere a questa vera e propria nuova era dell’assistenza fiscale.

Centro Studi CGN

LAZIO: PER EVITARE ERRORI MEDICI OBBLIGATI A SCRIVERE IN STAMPATELLO SULLE RICETTE

Lazio: medici obbligati a scrivere in stampatello su ricette per evitare errori

ROMA – “Scrivete le ricette in stampatello“. E’ l’appello che la Regione Lazio ha rivolto ai medici per evitare gli errori clinici. Tradizione dice che i medici per antonomasia non abbiano una calligrafia sempre leggibile, per cui l’indicazione ha un fondamento anche “culturale”.

Repubblica riporta i numeri del fenomeno: “L’84% degli errori nell’indicazione della terapia deriva proprio dalle calligrafie: in Italia circa 320mila indicazioni non corrette su un totale di 8 milioni di ricoveri. E così un paziente su due teme per la propria salute nel momento in cui entra in ospedale. Se n’è parlato al convegno “Paziente sicuro in ospedale” che si è tenuto a Roma: ben 8 errori su 10 nella prescrizione della terapia deriva, infatti, da sbagli di trascrizione e potrebbero essere evitati semplicemente se la scheda clinica fosse compilata in modo chiaro e leggibile”.

SALVINI ANTI EURO

Matteo Salvini: “Italiani, ritirate i soldi dalle banche”. Come in Grecia…

ROMA – Italiani in fila al bancomat come i greci. Secondo Matteo Salvini (intervenuto a La Zanzara su Radio 24) sarebbe questo il segnale da mandare all’Europa: “Non solo in Grecia, io ritirerei i soldi anche dalle banche italiane, per dare un segnale all’Europa”. Salvini è da tempo schierato nelle fila di quella squadra anti Euro che vede nelle banche e nella Bce il diavolo da combattere. E secondo lui svincolarsi dalle istituzioni europee sarebbe una soluzione ai problemi economici dell’Italia (!?).
“Non possiamo essere schiavi della Banca Centrale Europea“, dice Salvini, “una multinazionale di qualcuno che non è mai stato eletto da nessuno. Fossi premier uscirei dall’euro domani mattina, avvierei le pratiche. Fossi in Grecia voterei no, per la sovranità e la libera scelta. Se vince il no potrebbe essere l’inizio di una nuova Europa”.


Emanuele Fiano del Pd ha definito l’esternazione una nuova genialata di Salvini: “Il leader della Lega nord sa bene come distinguersi. Oggi lo ha fatto con una nuova idea, una vera genialata”. “Naturalmente nessuno lo seguirà ma è davvero sconcertante una opposizione cosi’ distruttiva e propagandistica. Ma per fortuna l’Italia è solida, nonostante Matteo Salvini e la Lega Nord”.