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giovedì 25 febbraio 2016

FEMMINICIDIO E FIGLI/E ORFANI: VITTIMA CHE NON FANNO NOTIZIA

Sono 1600 gli orfani del femminicidio: vittime di cui non si parla

orfani-Redazione– Non se ne parla, ma sono 1628, dal 2000 ad oggi, i figli delle tragedie familiari costretti a fare i conti con il peso di un dolore che rischia di schiacciarli per sempre, oltre alle difficoltà a trovare una nuova famiglia e un sostegno da parte delle istituzioni, sia da un punto di vista economico che socio-assistenziale.
L’allarme arriva dal presidente dello sportello Sos Stalking, Lorenzo Puglisi: «Quando le “vittime secondarie” del femminicidio sono minorenni devono spesso affrontare problemi come le lungaggini burocratiche di case famiglie e di adozioni. Da maggiorenni, quando va bene, possono avere problemi di carattere psicologico ed economico, mentre se va male rischiano di finire nel mondo dello spaccio o della prostituzione».  
 Per questo si sta pensando a una nuova legge che tuteli questi orfani alla stregua delle altre vittime di reati gravi come la mafia, il terrorismo o l’inquinamento ambientale da amianto. Si punta, insomma, all’istituzione di un fondo per le vittime di femminicidio. «Che cosa hanno di meno questi orfani speciali? – insiste l’avvocato Puglisi -. Vengono trattati da vittime di serie B, mentre occorre una norma specifica che li tuteli o li sostenga, anche economicamente, a differenza di quanto invece accade per altre categorie». 
I numeri sono drammaticamente in crescita. Il 2015 ha visto 118 orfani in più rispetto all’anno prima.
Che tipo di tutela hanno ricevuto, negli anni, questi bambini?
Quale percorso è stato intrapreso per loro a livello terapeutico, sociale o giuridico?
 Quanto e come è stato affrontato e ridotto il loro danno da trauma? Quando l’orfano non è maggiorenne può essere affidato dal tribunale dei minori ai nonni o ad altri parenti, qualora ne facciano richiesta, «ma spesso questa soluzione non è ottimale poiché anche gli stessi familiari devono gestirne le conseguenza psicologiche, a partire dall’astio tra la famiglia del padre assassino e della madre uccisa».  
Per chi ha raggiunto la maggiore età non si può invece tralasciare la carenza di un sostegno economico da parte dello Stato, sia per quanto concerne il supporto psicologico sia per quello economico a partire dalla formazione scolastico-universitaria.
«E invece niente – conclude il presidente di Sos Stalking -. A parte i fondi regionali ad hoc predisposti in Emilia Romagna e Campania».  
ARTICOLO TRE

1 commento:

  1. Molto interessante, questo articolo. Credo che nessuno ci pensi, dopo le reazioni sensazionalistiche ai delitti.Mi interessa darne diffusione. Vorrei riprendere il blog. By

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