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sabato 20 febbraio 2016

L'ORSO D'ORO A BERLINO E' TUTTO ITALIANO

Berlinale, Orso d’oro al film Fuocoammare

Unica pellicola italiana in concorso
AFP

20/02/2016
Fuocammare, il docufilm che Gianfranco Rosi ha dedicato al dramma dei migranti che attraversano il Mediterraneo e tentano di arrivare a Lampedusa, ha vinto l’Orso d’oro della 66esima edizione della Berlinale. In lizza 18 film, ma il documentario è stato molto applaudito e la rivista Screeen lo ha giudicato il migliore in corsa. 

Con la vittoria di Fuocoammare l’Orso d’oro del festival di Berlino torna all’Italia dopo quattro anni, quando - era il 2012 - ad aggiudicarsi il premio erano stati i fratelli Paolo e Vittorio Taviani con Cesare deve morire.  
Fuocoammare, che il regista, Leone d’oro a Venezia con Sacro G.r.a., ha girato nel corso di un anno e mezzo a Lampedusa, documentando da un lato la vita sospesa di alcuni suoi abitanti e dall’altro quella drammatica dei migranti in esodo verso l’Europa, aveva colpito sin dall’inizio critica e pubblico del Festival, da sempre molto attento a temi politici. 

«Il mio pensiero - ha detto il regista alla premiazione - va a tutti coloro che non sono mai arrivati a Lampedusa nel loro viaggio di speranza, e alla gente di Lampedusa che da venti trenta anni apre il suo cuore a chi arriva».  

L’Orso d’argento Gran Premio della Giuria va a Death in Sarajevo di Danis Tanovic. 

L’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura è andato al polacco Tomas Wasilweski per il film United States of love.  

L’Orso d’argento per la migliore attrice è andato alla danese Trine Dyrholm per il film La comune di Thomas Vinterberg, quello per il migliore attore è andato al tunisino Majd Mastoura, per Inhebbek Hedi.  

“FUOCOAMMARE”, IL FILM ITALIANO IN CONCORSO  
Gianfranco Rosi è andato a Lampedusa, nell’epicentro del clamore mediatico, per cercare, laddove sembrerebbe non esserci più, l’invisibile e le sue storie. Seguendo il suo metodo di totale immersione, Rosi si è trasferito per più di un anno sull’isola facendo esperienza di cosa vuol dire vivere sul confine più simbolico d’Europa raccontando i diversi destini di chi sull’isola ci abita da sempre, i lampedusani, e chi ci arriva per andare altrove, i migranti. Da questa immersione è nato Fuocoammare. Racconta di Samuele che ha 12 anni, va a scuola, ama tirare con la fionda e andare a caccia. Gli piacciono i giochi di terra, anche se tutto intorno a lui parla del mare e di uomini, donne e bambini che cercano di attraversarlo per raggiungere la sua isola. Ma non è un’isola come le altre, è Lampedusa, approdo negli ultimi 20 anni di migliaia di migranti in cerca di libertà. Samuele e i lampedusani sono i testimoni a volte inconsapevoli, a volte muti, a volte partecipi, di una tra le più grandi tragedie umane dei nostri tempi. 

Il trailer di “Fuocoammare”, premiato a Berlino 2016 con l’Orso d’Oro

La lista dei vincitori  

Orso d’oro per il miglior cortometraggioBalada De Um Batráquio di Leonor Teles 
Orso d’argento, premio della giuria per il miglior cortometraggioA Man Returned di Mahdi Fleifel 
Premio Audi per il miglior cortometraggioJin Zhi Xia Mao di Chiang Wei Liang 
Miglior debuttoInhebbek Hedi di Mohamed Ben Attia 
Orso d’argento per il contiributo artisticoMark Lee Ping-Bing per l’arte cinematografica in Chang Jiang Tu (Crosscurrent) di Yang Chao 
Orso d’argento per la miglior sceneggiatura: Tomasz Wasilewski per Zjednoczone stany mi?o?ci (United States of Love)  
Orso d’argento per il miglior attore: Majd Mastour per Inhebbek Hedi di Mohamed Ben Attia 
Orso d’argento per la migliore attrice: Trine Dyrholm per The Commune  
Orso d’argento per il miglior regista: Mia Hansen-Love per Things to Come  

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