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venerdì 30 settembre 2016

LA LISTA DEI FARMACI CHE POSSON PROVOCARE INFARTO

Attenzione, l’uso abituale di alcuni farmaci aumenta in maniera impressionante il rischio infarto. Sotto accusa Voltaren, Moment, Buscofen e altri 24. Ecco la lista completa!!

farmaci

Attenzione, l’uso abituale di alcuni farmaci aumenta in maniera impressionante il rischio infarto. Sotto accusa Voltaren, Moment, Buscofen e altri 24. Ecco la lista completa!!


Allarme Voltaren, Moment, Buscofen e altri 24 medicinali noti. Pericolo infarto per chi li usa abitualmente. Ecco quali
Voltaren, Moment, Buscofen Infarto. Un connubio che non avremo mai voluto sentire.
Eppure i famosi medicinali che vengono usati, di solito, per curare qualsiasi tipo di dolore, dal mal di testa al mal di schiena aumenterebbero il rischio di infarto fino al 55% in più.
Lo studio condotto da due ricercatrici dell’università di Nottingham è stato diffuso dal noto quotidiano britannico The Guardian e ha rilevato una percentuale maggiore del rischio di infarto nei soggetti che assumono farmaci contenenti come principio attivo ibuprofene e diclofenac, rispettivamente contenuti nel Moment nel Voltaren nel Buscofen.
Ebbene, sarà forse il caso di affidarsi con un po’ più di moderazione a queste compresse “miracolose” che calmano dolori di varia natura in poco tempo.
Gli studiosi hanno messo sotto accusa tutte le famiglie di medicinali a base di ibuprofene, il principio attivo dalle proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antipiretiche, contenuto appunto nel Moment, e le famiglie di farmaci, come Voltaren, che contengono il diclofenac, altro farmaco antinfiammatorio non steroideo.
La ricerca in questione, portata avanti dall’Università di Nottingham e pubblicata sul British Medical Journal, ha visto le ricercatrici Julia Hippisley-Cox e Carol Coupland impegnate nell’osservazione di 9.218 pazienti che avevano già avuto un primo episodio di infarto, prendendo in considerazione vari fattori di rischio quali età, malattie cardiovascolari diagnosticate, fumo.
Nel corso dello studio è stato riscontrato che il rischio di incorrere in un attacco cardiaco era maggiore nei soggetti che avevano assunto i farmaci presi in esame nei tre mesi precedenti al loro episodio di infarto. I risultati hanno evidenziato che l’assunzione di ibuprofene aumenta del 24% il rischio di infarto, addirittura ancora maggiore, fino al 55%, per chi assume il diclofenac. Queste cifre hanno spinto le ricercatrici, che hanno sottolineato come “circa 1 persona sopra i 65 anni di età su 1000 avrà un infarto dovuto al consumo di ibuprofene (una cifra allarmante se si pensa che i consumatori abituali sono diversi milioni, circa 9 solo in Gran Bretagna)”, a portare l’attenzione sulla necessità di un’indagine approfondita sugli effetti anche gravi che questa tipologia di farmaci può avere sul cuore, mentre ricercatori dell’Università di Berna ritengono che tali risultati potrebbero essere spiegati anche da altri fattori.
Ecco la lista dei farmaci che contengono i principi attivi incriminati:
Subitene
Momentdoll
Arfen
Brufen
Antalfort
Spidifen
Sinifev
Nurofen febbre e dolore bambini
Antalfebal bambini
Actavis
Ginenorm
Cibalgina due fast
Momentact
Moment
Algofen
Antalgil
Calmine
Buscofen
Vicks flu-action
Nurofast
Fenadol
Dealgic
Deflamat
Voltfast
Algosenac
Ribex flu

IL VIRUS PORNO ATTACCA FACEBOOK

Il virus dei video porno attacca Facebook, a rischio pc e telefonini


Il virus dei video porno attacca Facebook, a rischio pc e telefonini
(Fotogramma)
Un nuovo virus rimbalza in queste ore su Facebook, infettando dispositivi, telefonini e pc. Si tratta di un 'malware dei video porno', come segnala la pagina Facebook della polizia di Stato, 'Una vita da social'. Come prima cosa, ci si ritrova taggati in video con contenuto pornografico (ma potrebbe trattarsi anche di video non porno con un titolo curioso). Poi, una volta aperto il link, il virus viene liberato, infettando pc e telefonini.
Se si ha il dubbio che il link presente nel post o tra i messaggi privati possa avere un contenuto pericoloso, prima di cliccarci sopra la polizia invita gli utenti a chiedere conferma della sua natura al mittente .

ROBERTA GULISANO PER LA TERZA VOLTA. UN SUCCESSO SENZA PRECEDENTI

https://robertalaguli.bandcamp.com
Qui potete anche comprare o scaricare il cd di cui parliamo e il cd di qualche anno fa "Destini coatti"

https://it-it.facebook.com/RobertaLaGuli/
La Gulisano su FB

Seguono video.



1. Il tuo rapporto artistico con Cesare Basile.

Il rapporto con Basile nasce da una lunga chiacchierata che fecimo al Teatro Coppola (Ct) quando gli portai i provini, nel Febbraio 2016. Mi parve da subito una intesa prima di tutto umana. Dal momento in cui lui accettò di produrre il lavoro, io mi misi nella condizione di chi aveva a disposizione mesi di lavoro "a bottega" e ogni mattina andavo a lavorare in studio come se andassi a lavorare dal falegname, cercando di rubare l'arte. Più che un rapporto artistico è stato un rapporto d'artigianato: ho imparato a mettermi l'arte nelle mani, perché averla solo in testa non bastava. 

2. Il tuo mix di generi s'appoggia su basi solidissime dovute al tuo variegato pensiero (anche). Dimmi di più...

Ho ancora molti dubbi sulle mie basi solide, ma se lo affermi con tanta sicurezza, posso iniziare a crederci anch'io! 
Sono una delle classiche personcine che a scuola erano brave in tutto, di quelle che prendevano 9 in tutte le materie senza troppi sforzi; appartengo a quella categoria di inadattati della serie:" Signora, sua figlia può fare qualunque cosa!" e che a 30 anni ha provato tutto senza riuscire in niente. Questo paradosso vale anche nella musica:  ho fatto di tutto, ma non mi è riuscito di fare niente fino in fondo: né il folk puro, né il jazz vero, né il rock...Alla fine mi è uscita qualcosa che in musica è molto simile a ciò che io sono nella vita: ho delle certezze, poche ma illuminanti come la luna piena che segna i sentieri di notte, e nuvole di dubbi che vi danzano intorno. Le nuovole sono la cosa più divertente, perchè cambiano forma e puoi farle diventare ciò che vuoi. 
3. "La firma del banchiere benedetta dal prelato": la chiesa cattolica ha le mani ovunque: banche, armi, turismo sessuale, pillole anticoncezionali, 'ndrangheta, mafia, camorra, SCU, pornografia. Che ne pensi?

Penso che la Chiesa Cattolica sia come la Mafia: un Para-Stato di dimensioni mondiali, che muove interessi socio-politico - economici inimmaginabili, e che come la malavita è funzionale allo status quo del Potere globale. Certo, sotto l'etichetta "Chiesa Cattolica" si trova anche chi si adopera quotidianamente per il bene comune e la giustizia sociale, ma a mio avviso sono anticorpi che difficilmente sconfiggeranno mai la vocazione del Vaticano a soddisfare i setti peccati capitali.
4. Chi ha creato gli arrangiamenti "jazz retro" di "Piena di(s)grazia"? Bellissimi ...


Oddio,questa mi manca!...aspetta che me lo riascolto!

5. "Ed in questo regno di pochi, io bestemmio il dio che tu lodi, faccio ammenda e non chiedo perdono perché mio è solo quel che io sono. Sant'Anarchia, madre di grazia, prega per noi disertori adesso e nell'ora dei ferri corti, adesso è già l'ora dei ferri corti.". Un testo eccezionale che sposa in pieno l'andazzo e l'arretratezza di oggi, il regno dei pochi eletti. Come s'entra in questo regno oleoso ed olezzoso?

Ti posso dire come se ne resta fuori! Se ne resta fuori sposando la propria coscienza con un'etica dedita all'umano, a ciò che di divino e misterioso c'è in quest'essere vivente fatto di terra e acqua; se ne resta fuori sentendosi orgogliosi di trovarsi dentro cose che intorno non ci sono più; se ne resta fuori disertando ciò che la società dell'iniquità per cui viviamo ci propone come caramelle avvelenate; se ne resta fuori facendo astinenza delle cose inutili, per rispetto alla propria "terra di dentro", una specie di ecologia della vita. 

6. "Giru di ventu" ha ancora una volta una musica coinvolgente incastrata perfettamente in un testo possente. Racconti come è nato e il suo significato, il tema alla base per i non siciliani. E' una foto bellissima dei siciliani e della Sicilia stessa ...

"Giru di ventu" è una canzone che mi è stata donata da un amico molti anni fa. La sentii mia dalla prima volta che la canticchiai, più avanti ne allungai il testo. Penso sia nata dal sentimento comune di subordinazione che ogni siciliano ha nei confronti della propria terra, da quella ineluttabilità dell'amaro destino che ci attraversa senza cambiare da generazioni: chi rimane guarda chi parte, da sempre, per sempre, come un giro di vento, come una danza rituale che perpetriamo da secoli. Rimangono ancora uguali tutti i quadri di vita quotidiana, le immagini di questa terra che vuole rimanere antica, arroccata "in-salum"- nel sale- delle sue acque morbide. E' difficile essere siciliani, credetemi: per un Siciliano non è semplice vivere in un altro luogo, perché noi viviamo in un posto in cui il tempo non esiste (anche la Sardegna è così). Per noi non esiste il concetto di arretrato: noi non abbiamo un tempo futuro, neanche nella lingua (dialetto). E l'unico passato che utilizziamo è quello remoto. Non so se riuscite a comprendere...
7. Ancora una volta, per noi della redazione, la musica del sud sconfigge quella del centro-nord. Che cosa ne pensi? Apprezzi qualche "nordista"? Io ne conosco davvero pochi, mentre il sud è straripante di grandissimi talenti ...


Beh, devo affermare - e non per campanilismo- che ,numeri alla mano, i terroni battono i polentoni di parecchio, a livello quantomeno di numero! Di nordici che apprezzo ce ne sono tanti tra i conosciuti (Afterhours, Zen Circus, Verdena, i primi che mi vengono in mente); tra i meno noti così su due piedi, non mi viene in mente nessuno, in effetti. Che ne so! Sarà che la disoccupazione aiuta ad impiegarci nel mondo delle umane cose inutili (tipo l'arte), sarà che siamo mentalmente meno rigidi e questo aiuta la creatività...chissà! Bisognerebbe fare uno studio sociologico al riguardo...!  

8. "Andarci con l'onore di non cedere al padrone"; "Fucile e una pistola invece di padelle, io son la Partigiana che difende le due terre". Si parla di Michelina Di Cesare (o De Cesare come afferma Bennato). Qui le Parole sono da Premio Tenco ed oltre, molto oltre. Il Conte Camillo Benso di Cavour inviò i suoi mercenari schifosi tra cui Giuseppe Garibaldi a fare una mattanza di "ignoranti" come amava definire il popolo del sud il terribile dittatore conte. Lo fece, invece, perché le sue casse erano vuote e voleva riempirle, oltre che con i soldi del Meridione, con il sangue del Regno delle Due Sicilia, al tempo uno dei più ricchi inn Europa. Certo, i Borboni erano ultracattolici, dei dittatori-governatori ma il sud, contrariamente a quel che i vincitori ci hanno imposto, anche a scuola, non stava affatto male, anzi. Nella tua "La Brigante" spieghi alla perfezione la falsità che sta dietro l'unità d'Italia. Io non accetto che ciò sia chiamato revisionismo, bensì verità. C'è un abisso. Parlami ancora di questa canzone straordinaria che ha un'altra frase epocale "I nostri corpi esanimi finiti in cartolina". Tra l'altro, v'è un allaccio con l'oggidì che fa davvero rabbrividire ...

Beh, hai già detto tutto tu. La storia di Michelina è una delle più eclatanti arrivate a noi tramite documenti, tra cui la famosa cartolina in cui il suo corpo martoriato viene fotografato e inviato per il regno come vessillo di vittoria dei Sabaudi. Ci sono storie di crudeltà tale legate alla conquista del regno Borbonico, che oggi ritroviamo nel modus operandi dell'ISIS (giusto per avere un raffronto col presente). La mia Michelina parla da un aldilà da dove vede la sua vendetta prendere forma nella distruzione oggi in atto di quella Nazione voluta a suon di baionetta, una nazione che nessun popolo ha voluto, che oggi è disgragata più che mai, in balia di strupratori arroganti ed arrivisti. La storia dei vinti oggi vince: L'Italia riceve lo stesso trattamento riservato ai poveri disgraziati immolati sul suo altare: crocifissa, impiccata, stuprata, smembrata, decapitata, torturata. Sotto gli occhi di un governo festante e ipocrita.

9. "Ave Maria" è la perfetta fotografia del lavoro di oggi e della situazione della donna. "I sogni sono per chi lotterà" e "Il merito è un giro di favori e carte" ... dimmi tu ...


E' stata scritta di getto, in un impeto di rabbia per l'ennesima partenza forzata di una persona a me cara, una "fuga di cervello". Ho immaginato cosa avrebbe pensato sua madre, ho pensato a quanta rabbia compita e orgogliosa. E' una preghiera a denti stretti, la preghiera di migliaia di madri che ingoiano lacrime a denti stretti, che vivono per veder tornare i figli a casa due volte all'anno. La canzone è declinata al femminile, ma potrebbe essere riscritta al maschile e la sostanza non cambierebbe molto. Certo, il binomio donna-lavoro è ancora un tabù tutto italiano, su cui si potrebbero scrivere saggi a mai finire.

10. "Mennula amara" vuol dire infame traditore. E' così? Spiega il testo di questa canzone ...


No, non proprio. Se hai mai mangiato una mandorla amara, sai quanto ingannevole sia il suo profumo dolce, ma appena in bocca ne addenti il veleno. La mennula amara della canzone è un amore dolce e pericoloso,  che ho inghiottito come  "Quando ero piccola,e d'estate giocavamo a chi mangiava più mandorle amare", paradigma di una vita passata ad imparare a gestire con orgoglio anche la più amara delle sconfitte: quella di un amore sbagliato. 

11. La fiaccola dell'Anarchia è accesissima nei tuoi testi. Che cosa significa per te questa parola? Questa filosofia, direi... al di là dei "dizionaristi" ...

Qualcuno molto più autorevole di me disse che: "Le leggi sono fatte per gli stolti". Io penso che gli uomini intelligenti e sensibili non abbiano bisogno di leggi, ma di regole condivise di convivenza pacifica e fruttuosa. Le comunità autogestite esistono e sono la prova che l'uomo non ha bisogno di essere un gregge ma una comunità per vivere civilmente. Anarchia per me è attuare la giustizia sociale, è schierarsi dalla parte della verità, contravvenendo alle leggi che implicano la sottomissione dell'uomo sull'uomo. (Potrei aprire qui il capitolo: la malattia sociale dei sedentari - ovvero la mania del GOVERNO, ma l'argomento è eccessivamente ampio!).

12. "Vi spremono il tempo e la mente": il fattore tempo, il sopruso, l'annichilimento delle masse e dei singoli è al centro di molte tue canzoni. Ma poi, chi cazzo ha inventato 'sto cazzo di concetto del tempo? Perché? C'è una lunga teoria anarchica dietro questo concetto ..."Poi in fila a bollare il tesserino per eleggere il primo cittadino". Perché votare questi vili schifosi? Chi sono i "Rais della Mattanza"?


I Rais della Mattanza sono le multinazionali della morte: quelle dell'industria alimentare, della farmaceutica, dell'industria bellica, per le quali il concetto del tempo (diverso dal tempo della fisica, che è la distanza che intercorre tra due eventi periodici, sempre uguali) è essenziale: più tempo vivi, più consumi ,più possono... consumarti. Quasi nessuno si accorge di quanto i consumi si paghino con il proprio tempo e la propria salute, lavorando per loro, con loro,mentre la vita vera scorre, sacrificando sull'altare dell'inutile l'unica cosa che conta: i rapporti umani. Avete mai letto Pinocchio da grandi? Quel libro è un saggio sul sadismo con cui si opera sulle vite degli altri pur di trarne profitto. Pinocchio stesso (che non è un bambino, ma un burattino meschino)opera in maniera vile e opportunistica, come quasi tutti i personaggi della storia, fino alla "redenzione" finale.  
14. "Pezzi di carne aull'altomare, il miglior scoop del telegiornale"; "Passavano corpi come pacchi di merci, i loro sguardi disperati e persi". La legge del mare non permetterà mai di fare la vera conta dei morti. Il confronto tra i miliziani (in Italia basta aumentare le spese militari e tutto è risolto) ed i lampedusani. Fa venire i brividi "mentre lo stato rimane a guardare noi andiamo contro la sua legge infame". Mamma mia che parole! Dimmi di più ... Raccontami da siciliana, da essere umano tutto ciò e parla senza peli sulla lingua come sai fare ...Ti dico che ero mamma da poco quando vidi quelle immagini, e che vidi bambini passati "come pacchi di merci" di braccia in braccia, in una catena di disperazione: avevo mia figlia in braccio, io. Pensavo che molti di loro non avrebbero più avuto lo stesso privilegio, quello di essere protetti da braccia amorevoli. Ho pianto per giorni. Come merci sono trattate queste persone dal governo italiano, tanto che a volte ci sarebbe da chiedersi chi sono i veri scafisti. L'immigrazione ha risollevato l'economia più di quanto ci si possa immaginare: sapete che giri di soldi ci sono intorno a queste vite? Per rendervene conto, basterebbe fare una passeggiata intorno al CARA di Mineo, ad esempio: un piccolo lagher per africani che fa venire i brividi solo pensarlo. Eppure c'è, è li, a rimpinguare le tasche del governo e delle cooperative che gestiscono questa "emergenza" di ogni giorno. Gli immigrati DEVONO rimanere in Italia, nonostante neanche loro vogliano starci, perché sono la merce con cui lo Stato italiano tratta con l'Europa. Insomma...siamo uguali alla Turchia, niente di più.  

13. L'anti-preghiera finale è imponente. Come hai vissuto da siciliana il Muos?


Il Muos è il totem con cui l'America ha finalmente palesato la colonizzazione militare della Sicilia: noi siamo il pezzo (e il prezzo) di territorio italiano praticamente ceduto all' America dal dopoguerra. La cosa che mi ha stravolto di questa questione è che per la prima volta dopo i Vespri, penso, il popolo siciliano si è mobilitato con una determinazione ormai dimenticata. Ruolo fondamentale hanno avuto le donne, le madri siciliane: sono state temerarie portabandiera del NO-MUOS, coi bambini in fasce a presiedere la propria terra. C'è una Sicilia migliore: è questa, quella che quando si sveglia sa ottenere ciò che vuole. 
La preghiera "Padre, il Muos-tro" vuole evocare proprio quella necessità di "rimettersi il sangue nelle vene" , toglierci di dosso questa anemia di coraggio che ci fa essere sudditi.
   
14. Concerti ed idee per il futuro. A Genova? In Liguria? A Milano? Torino?In autunno risaliremo lo stivale: a Dicembre saremo in Toscana, e spero sinceramente di riuscire a toccare tutte le città che hai menzionato,perché mancano alla nostra personale "evangelizzazione" ! Idee: uno spettacolo sulla "La Buona Novella" di De André, un blog con alcuni ex compagni di liceo, un disco su... non ti dico cosa se no mi rubano l'idea!

15. Che cosa significa essere meridionali oggi? Al di là del banale ... E' una domanda serissima ...


Essere meridionali oggi significa essere seriamente frustrati dall'appartenere a una terra imponente che non sa imporsi, dall'avere tutto senza mai ottenere niente che possa cambiare veramente le cose. Significa essere Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento. Siamo in un grande zoo, rinchiusi dentro un enorme recinto (consiglio la lettura de "La terra dei recinti" di Massimo Capalbo) da cui non riusciamo ad uscire. Ovviamente i nostri recinti sono principalmente indotti da una Storia che ci piove addosso,di cui noi non siamo mai partecipi, neanche oggi, nel 2016, per colpa nostra, principalmente. Il peggio è che il senso di frustrazione è più forte della voglia di riscatto. A trent'anni ho dismesso le speranze nella possibilità di cambiamento del meridione: nessuno vuole cambiarlo, è funzionale al benessere di altri, un po' come l'Africa con l'Occidente. E per questo anche noi siamo "costretti" a fare gli immigrati, in un posto che sia più a Nord dei nostri recinti.
Una responsabilità però la abbiamo: abbiamo la responsabilità di rimanere detentori di uno stile di vita ormai disperso nel resto dell' Occidente, la responsabilità di ricordare agli altri che il legame con la T/terra è il valore fondamentale che può salvare un mondo che va al macero (con gli uomini dentro).

Roberta Gulisano è una delle realtà che fanno onore al sud Italia, la miglior voce del 2016 e il miglior cd del 2016.  Parliamo del suo ultimo cd "Piena (dis)grazia". Ecco che cosa ci racconta ...

Gian Luca Valentini

911 KM IL MURO TURCO CONTRO I SIRIANI

Turchia, entro cinque mesi sarà eretto il muro lungo tutti i 911 km del confine siriano

La prima parte dell’opera, di oltre 200 chilometri, è stata ultimata nei dintorni di Reyhanli, uno dei distretti dove il flusso migratorio a partire dal 2011 è stato più forte
Dalla politica dell’accoglienza ai muri divisori. Dopo mesi di fasi alterne, nelle quali i flussi migratori venivano assorbiti e contenuti, la Turchia di Recep Tayyip Erdogan ha pensato bene di chiudere la partita con l’erezione di un muro lungo tutti i 911 chilometri del confine siriano. La prima parte dell’opera, di oltre 200 chilometri, è stata ultimata proprio nelle ultime settimane. Interessa la zona dell’Hatay, soprattutto i territori nei dintorni di Reyhanli, uno dei distretti dove il flusso migratorio, a partire dal 2011 è stato più forte.

Ma Ankara non si è accontenta e adesso l’opera verrà estesa a tutta la frontiera, diventando, a tutti gli effetti, uno dei muri più lunghi del mondo. I lavori dureranno 5 mesi. Se la prima parte era stata portata a termine sotto il controllo del Ministero della Difesa, la seconda sarà supervisionata niente meno che dal Toki, l’Agenzia per la pianificazione dilizia, che in pochi anni ha costruito un milione di nuovi palazzi, con tutte le relative accuse di speculazione edilizia contro l’esecutivo islamico-moderato al governo dal 2002.

«La costruzione sarà ultimata in cinque mesi» hanno detto fonti governative al quotidiano Hurriyet, specificando che però in alcune zone, soprattutto Hakkari e Sirnak, dove di inverno le condizioni climatiche sono particolarmente rigide, ci potrebbero essere dei rallentamenti. Ancora un mistero i costi dell’operazione, ma fonti vicine al Toki hanno detto che dovrebbe aggirarsi intorno ai 672 milioni di dollari.

La Turchia per anni si è distinta per l’aver accolto sul suo territorio nazionale quasi 3 milioni di rifugiati siriani. Secondo le voci più vicine al governo il nuovo muro dovrebbe servire come filtro ai foreign fighters, che si annidano a migliaia sul territorio della Mezzaluna, con tutti i problemi di radicalizzione conseguenti. Le voci più critiche credono che si tratti dell’ennesimo provvedimento per indabolire il PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, organizzazzione terrorista-separatista che lotta per la creazione di uno stato indipendente. Ankara è accusata di battersi con fin troppo vigore contro questa siglia, trascurando l’opposizione a Daesh, con il quale in passato è stata anche accusata di collaborare.

TSAKALATOS CONTRO L'ACQUA PRIVATA IN GRECIA

“Finchè io sono ministro e SYRIZA al governo non si privatizza l’acqua” -Di Argiris Panagopoulos

Eukleidis Tsakalotos:
“Finchè io sono ministro e SYRIZA al governo non si privatizza l’acqua”
Di Argiris Panagopoulos
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“Finché io sono ministro e il governo di SYRIZA non sarà privatizzata la società di acqua di Atene EYDAP e diSalonicco EYATH. Se vuole farlo che lo faccia la Nuova Democrazia prendendo la responsabilità”, ha detto il Ministro delle Finanze EukleidisTsakalotos parlando alla riunione delle Commissioni Economiche e Produzione e Commercio del parlamento in riferimento chiaro per il disegno di legge per i prerequisiti per la tranche dei 2,8 miliardi che deve pèrendere il paese.
Tsakalotos ha insisitino per enessima volta alla necessità di valorizzare e sfuttare per il bene comune le imprese pubbliche e di tagliare il cordone ombelicale che le collega con gli uffici dei ministri e lpraticamente la burocrazia.
“Si dice che si perde la loro supervisione dai ministeri. Certamente che si perde, con il modo che che ha lavorato il PASOK. Lo dicono se non era stato durante il PASOK e la Nuova Democrazia qualche ministro che aveva sotto la sua supervisione qualche impresa pubblica DEKO e questa DEKO ha fatto 300 assunzioni delle qualli dle 250 dalla circoscrizione elettorale del ministro”, ha aggiunto Tsakalotos sototlineando per enessima volta che l’ente per il patrimonio pubblico non ha come obbiettivo privatizzare i beni dello stato ma valorizzargli e sfuttarli per il bene comune. Tsakalotos ha detto anche l’evidente, cioè che l’accordo di luglio prevede le privatizzazioni ma queste dipendono dalle decisioni del governo greco visto che è il governo greco ad avere la maggioranza assolutta in tutte le imprese che sarano messe nel ente e per di più avrà anche la maggiroanzaassolutta nel suo consiglio direttivo.
La Nuova Dermocrazia, il PASOK e i mezzi di informazione vicini agli oligrarchi hanno scattenato una guerra contro il governo greco assusandolo che vuole svendere il patrimonio pubblico, una campagna diffamatoria che si accolata anche la sinistra settaria.

BASTA SCONTI SUL PETROLIO

Addio al petrolio scontato ma senza troppi rimpianti   | Commenti | avvenire.it

avvenire.it – ANALISI / GLI EFFETTI DELLA STRATEGIA DELL? OPEC SUL GREGGIO – Addio al petrolio scontatoma senza troppi rimpianti – di Pietro Saccò  
A un certo punto il prezzo dei carburanti era salito a un livello tale che il governo, non trovando una soluzione rapida per fermarlo, ha usato l’Eni per dare un po’ di sollievo agli automobilisti: la compagnia controllata dal Tesoro si è messa a vendere benzina e gasolio sotto costo nei fine settimana estivi, con un taglio di venti centesimi di euro al litro che le è costato più o meno 150 milioni di euro.
Sembra un’era fa e invece era solo l’estate del 2012, quella del petrolio attorno ai 120 dollari al barile e della verde non lontana dai 2 euro a litro. Emergenze di altri tempi: la frenata dell’economia globale combinata al boom degli idrocarburi estratti dagli scisti negli Stati Uniti e alla competizione per non perdere quote di mercato tra gli esportatori di oro nero ha fatto precipitare le quotazioni fin sotto i 30 dollari al barile, ai livelli più bassi da più di un decennio.
Ci siamo abituati molto rapidamente a convivere con il greggio a basso costo. Ora è arrivato il momento di capire se sapremmo gestire le conseguenze di una sua risalita.
Per il momento è solo un’ipotesi o, meglio, una speranza dei Paesi che vivono di petrolio. Mercoledì ad Algeri i ministri dei grandi esportatori, le quattordici nazioni riunite nel cartello dell’Opec, per la prima volta dal 2008 si sono trovati d’accordo sulla necessità di tagliare la produzione per permettere al prezzo di risalire. Si sono dati l’obiettivo di ridurre i barili di petrolio messi sul mercato ogni giorno dai 33,2 milioni di agosto a una quantità compresa tra i 32,5 e i 33 milioni.
La notizia dell’intesa – decisamente imprevista – ha fatto schizzare le quotazioni del greggio di quasi il 6%, riportando il Wti americano e il Brent europeo vicini ai 50 dollari al barile. Una fiammata che sembra essersi esaurita già ieri, perché tra le intenzioni e le azioni pratiche c’è sempre una certa distanza, che può essere chilometrica nel caso dei Paesi dell’Opec.
Non solo perché il mancato rispetto delle quote di produzione a cui i membri del cartello si impegnano è la norma, ma anche perché al vertice di Algeri non sono stati concordati i dettagli su chi dovrà effettivamente stringere i rubinetti dei pozzi, rimandando la decisione alla riunione di Vienna di fine novembre.
Considerato che nessuno sembra intenzionato a perderci e che l’ostilità tra Arabia Saudita Iran — rispettivamente primo e terzo produttore dell’Opec — è ai livelli di guardia l’accordo non sembra dei più agevoli. Non solo: negli Stati Uniti i padroni degli impianti di estrazione degli idrocarburi da scisti non aspettano altro che un ritorno delle quotazioni sopra i 50 dollari a barile per tornare a lavorare a pieno regime senza rimetterci e questo spingerebbe di nuovo il prezzo verso il basso. Insomma: non è detto che questa era del barile economico sia giunta al termine, ma oggi la prospettiva di confrontarsi con quotazioni più vicine ai 70 che ai 40 dollari è comunque più realistica di un paio di settimane fa.
Può darsi che sia un bene. La caduta del prezzo del petrolio iniziata nell’estate del 2014 aveva creato grandi aspettative di crescita economica in Europa e Stati Uniti sulla base di un ragionamento elementare: se possiamo spendere meno per comprare il greggio, che resta il carburante fondamentale delle nostre economie, avremo più soldi per spingere il Pil.
Le imprese potranno risparmiare sui costi di produzione mentre il costo di benzina e bollette peserà meno sui bilanci famigliari.
A perderci, in questo ragionamento, sarebbero solo i Pesi esportatori, cioè nazioni come l’Arabia Saudita, l’Iran o gli Emirati, non proprio nazioni che ispirano una naturale solidarietà.
Il risparmio atteso, in effetti, c’è stato. Calcola l’Unione Petrolifera che la cosiddetta ‘fattura energetica’, cioè la spesa che l’Italia sostiene per importare elettricità e la materia prima per produrla, nel 2015 è crollata di 10 miliardi di euro rispetto all’anno prima (-22,7%), scendendo a 34,5 miliardi, nonostante il consumo di energia sia aumentato del 3,2% e l’euro abbia perso valore rispetto al dollaro.
Più dell’80% di questo risparmio deriva direttamente dal calo del petrolio. La crescita del Pil, però, si è vista appena. Vale per l’Italia, ma anche per l’Europa e, almeno in parte, per gli Stati Uniti.
Che il crollo del petrolio non abbia dato una spinta significativa alla crescita globale è stata «una delle più grandi sorprese economiche del 2015» ha scritto tracciando un bilancio dell’anno passato Kenneth Rogoff, uno degli economisti più influenti dei nostri anni.
Le varie istituzioni che avevano prospettato effetti potenti e positivi dalla caduta del barile si sono adoperate per capire che cosa è andato storto. Nel bollettino di aprile la Banca d’Italia ha sintetizzato le risposte più accreditate a livello internazionale.
La prima sta nelle cause della caduta del barile: se il petrolio si svaluta perché c’è un eccesso di offerta gli effetti della discesa del prezzo sono positivi per le economie dei Paesi importatori, se invece il prezzo scende perché è la domanda a diminuire non c’è nessun beneficio per il Pil. 
Nel caso del calo tra il 2014 e il 2015 gli osservatori concordano nel ritenere che circa un terzo della discesa del prezzo del petrolio si spieghi con una diminuzione della domanda globale, soprattutto a causa della frenata cinese, mentre due terzi derivano dall’abbondanza dell’offerta.
Poi c’è l’effetto collaterale negativo delle difficoltà che il crollo del barile porta ai paesi esportatori. Perché i soldi che le nazioni ricche di petrolio incassano vendendo oro nero tornano in parte in Europa sotto forma di acquisti.
Mercati come gli Emirati arabi o la Russia in questi anni sono diventati centrali, per esempio, per le aziende del lusso e delle costruzioni Made in Italy, che infatti con la caduta del barile hanno visto diminuire anche gli ordini dall’estero.
C’è infine un problema di investimenti. La società di analisi petrolifera Wood Mackenzie ha stimato che il crollo del prezzo del petrolio ha bloccato progetti di investimento in pozzi ed esplorazioni per 380 miliardi di dollari. In un’economia globale che oggi si trova a corto di grandi investimenti questo buco si è fatto sentire.
Facendo un bilancio, le simulazioni della Banca d’Italia dicono che, per il 2015, la svalutazione del petrolio ha avuto effetti positivi per lo 0,6% del Pil (soprattutto grazie al risparmio di famiglie e imprese) ma nello stesso tempo la flessione del commercio internazionale che quella caduta ha frenato il Pil dello 0,3%. In definitiva l’effetto del petrolio a basso costo sulla crescita italiana è stata di un non entusiasmante +0,3%. Altrove è andata peggio.
La Banca centrale europea, che ha ripetuto l’esercizio a livello mondiale, calcola che l’impatto della caduta del prezzo del greggio sulla crescita globale sia stato vicino allo zero, se non leggermente negativo. Per Francoforte il petrolio a basso costo è stato fino ad oggi un grosso problema, nonché il primo ostacolo al raggiungimento dell’obiettivo di un’inflazione vicina al 2% previsto dal mandato della Bce: da quando la banca centrale ha il compito di tenere l’indice dei prezzi vicino a quella soglia non ci è mai riuscita senza il contributo dei costi dell’energia.
Nonostante tutti i suoi poderosi sforzi monetari, insomma, la Bce non sembra in grado di riavvicinare l’inflazione al 2% se i costi dell’energia non saliranno almeno altrettanto.
Nella sua storia la banca centrale non ci è mai riuscita. Non è un problema solo monetario: difficilmente in Europa investimenti e crescita potranno ritrovare slancio finché i prezzi rimarranno asfittici, indebolendo per le aziende ogni prospettiva di fare utili puntando su qualcosa di nuovo.
Così Mario Draghi, e i governi europei assieme a lui, oggi si trovano nella strana situazione di dovere sperare che a novembre quella variegata associazione di sceicchi, leader africani, sudamericani e asiatici chiamata Opec riesca a mettersi d’accordo e spingere un po’ più in su la quotazione del vecchio oro nero. A quanto pare un barile a prezzi ‘ragionevoli’ serve a noi, non solo a loro.

IL FASCISMO DI OGGI

FASCISMO OGGI … EPOCA DI LANZICHENECCHI E MERCENARI E NECESSITÀ INELUTTABILE DELL’ANTIFASCISMO

antifascismo
di giandiego
Parlare di Fascismo oggi non è semplicissimo e deve essere tutt’altro che retorico, la trappola, appunto, della retorica e della memoria di comodo è in agguato lì ad aspettarci per sommergerci con i suoi luoghi comuni e le sue celebrazioni ipocrite..
In più si aggiunge la moda, ormai dilagante del volare sopra e del superare, in nome di una fantomatica unità d’azione anti-Liberista ed anti-Èlitaria … o anti-Castale, se si preferisce, le ragioni di una divisione descritta come obsoleta, superata dalla storia, inattuale..
Si sposta la tematica dal campo, con atteggiamenti anche di fastidio, nei confronti di chi ne richiama il senso e le ragioni storiche. Quasi che il fascismo oggi non esistesse … mentre invece non solo è ben vivo, ma è anche sommamente pericoloso e presente.
Oggi, anzi, certo razziamo e xenofobia ne esaltano i contenuti diffondendolo e stratificandolo nella società come mai prima, dal ventennio e dalla Resistenza.
I comportamenti fascisti si diffondono al di là dell’affermazione stessa delle sigle che lo veicolano, che pur descritte come folcloristiche ed eccessive, ritrovano agibilità ed ascolto, in modo sommamente pericoloso e profondamente radicato nel sociale.
Da sempre la “manovalanza” dei peggiori gruppi eversivi ha bazzicato il sotto-proletariato, la destra sociale si afferma a quel livello e non ha mai smesso di farlo, anzi in questi tempi di xenofobia strisciante, culturale e diffusa trova terreno fertilissimo … e non solo da quelle parti.
Però anche certa mitologia machista, non necessariamente e solo di destra, lo veicola, così come certo complottismo ed alcuni “vezzi culturali modaioli” di questi nostri tempi.
Il Modernismo ed il Cinismo tipici di questo periodo storico … il Cattivismo che a sfondato il muro delle divisioni tradizionali.
Il comportamento “leggermente folle e decisamente insano” che non si cura del futuro e spreca il presente, rinunciando alla speranza che sarebbe troppo semplice e retorico definire nichilista., tipico della gioventù 2.0 (di quelle che potremmo definire le generazioni sprecate e disilluse dal potere) lascia amplissimi spazi a quello che definiremo “fascismo sofisticato ed intellettuale” che è una continuazione drammatica del futurismo.
Il comportamento che non considera per esempio le limitazioni del pianeta, non già perchè non le veda e non le stigmatizzi (anche Casa Pound è tristemente ecologista) ma perchè non ritiene possibile modificare la natura devastante dell’umanità e quindi la cavalca (delegando ai pochi, ai saggi, ai superiori moralmente ed eticamente il decidere per tutti ed il prendere la responsabilità, definiamola Sindrome Platonica di Camelot)con un atteggiamento anzi di assoluto e totale cinismo e strumentalità…Limitando ad un folle e distorto ORA e QUI la sua filosofia di vita … bèh è comportamento diffuso culturale e super partes , ma certamente fascista nei suoi contenuti profondi.
Pensare che il Fascismo non abbia intellettualità è dimenticere D’annunzio, Marinetti, Gentile … ma anche Freda e Ventura, Veneziani Sgarbi, Ferrara … Bukowsky, Nietzche, Ezra Pound (anche se incolpevoli, gli ultimi tre)
Chi scrive è uno spiritualista … socialista, sa quindi molto bene cosa sia l’ORA e QUI e non ha nulla a che vedere con il cinismo nichilista.
Il Fascismo oggi, quindi si stratifica a più livelli invadendo anche campi assolutamente imprevisti ed infettando persino il fronte, tradizionalmente antifascista.
Superficialmente grezzo, greve e volgare … incattivito e cinico, crudo ed apparentemente realista si articola poi in filosofie comportamentali complesse ed infide che si diffondono nel tessuto sociale anche senza una connotazione apparente.
In genere per l’antica legge del dito e della Luna ci si fissa sull’aspetto esteriore, ce n’è sin troppo, facilitato in questo dai fenomeni transnazionali ed internazionali, dai muri, dalle “resistenze etniche e le selezioni genetiche” e dal nazionalismo genericamente anti-europeo … dalle rivolte interne all’Ex Impero Sovietico che vedono primeggiare gruppi nazionalistici tristemente nazionalsocialisti. Così come dalla confusione artatamente indotta dell’anti-Europeismo, che pure ha ragioni e motivazioni da vendere, ma che oggi si allea con individui come Farage e la Le Pen o peggio Salvini, che tutto sono, salvo che sinceramente democratici… anzi la loro tradizione e decisamente Fascista. 
Una confusione magmatica in cui il fascismo si rigenera e supera le eccezioni spontanee e le ripulse istintive e naturali di molte, troppe brave persone. 
Insinuandosi nei loro cervelli e nelle loro anime sino a farne, tendenzialmente dei mostri. 
Non è facile quindi distinguere, perchè alcuni comportamenti sono radicati ed a volte si rispèonde al Fascismo con “Comportamenti Fascisti” … per assurdo, e mi si passi la semplificazione, ma quel che si vuol dire mi pare chiaro e la “generalizzazione facilitatoria” appare veniale anche se apparentemente shoccante. 
Le donne per esempio avrebbero moltissime storie da raccontarci al proprosito di “comportamenti fascisteggianti” diffusi.
L’intervento antifascista diviene quindi indispensabile e pregiudiziale, fa parte del recupero alfabetizzante, necessario ed indispensabile in questa fase, per ricominciare a parlare di Socialismo dalle parole semplici.
Ogni discorso che tenda a spacciarne l’inesistenza o la non attualità storiuca è deviante … anti-storico e soprattutto, pericolosamente, falso.
Certo, quello che abbiamo davanti non è il fascismo dei Benito Mussolini e della sua cricca di assassini è 2 – 3.0 o come dice Casa Pound del Terzo Millennio, ma molto, molto lontano dall’inesistenza o dalla “inoffensività” professata e profetizzata dal Guru Infallibile di M5S … che anzi allinea in sé e nel suo gregge molti comportamenti tristemente sospetti.
Si badi qui nessuno dice in modo sommario e semplicistico che M5S è fascista, sarebbe impreciso e falso, fra l’altro, ma quella “infiltrazione ideologica e filosofica” di cui abbiamo sin qui parlato ha certamente trovato amplissimi spazi e terreno fertile al suo interno.
Sopra il conto si aggiunga il fatto che l’ultimo comportamento “diffuso” è quello di non voler modificare sostanzialmente la società, ma semmai “moralizzarla” essendo questo il Miglior Mondo Possibile ed il sistema occidentale (con il suo portato culturale ed i suoi contenuti fascistizzanti) l’unico proponibile.
In un mondo che tende, pericolosamente, all’islamizzazione, mentre le migranze mettono a durissima prova i livelli di Civiltà dei popoli d’Europa, ed eccovi pronto il nuovo concetto di Patria e Famiglia e di difesa della Purezza Cristiana e dell’Ultimo Confine della Civiltà, così grato al Fascismo da sempre.
L’Antifascismo di cui si parla qui non è solo materiale, ma squisitamente filosofico, spirituale e quindi politico ed è quello dei comportamenti e delle visioni di mondo. L’unico possibile, ma non deve mai rinunciare alla sua memoria resistente ed alla sua manifestazione fisica, perchè il linguaggio prediletto dal Fascismo è e sarà sempre la violenza, la prevaricazione la guerra … ed in questo, che è poi il contenuto ultimo della sua azione … nulla è cambiato

16,5 MILIONI A MONDATORI PER VENDERE BOMPIANI ALLA GIUNTI

Mondadori cede Bompiani a Giunti: affare da 16,5 milioni

La cessione è stata fatta per ottemperare alle prescrizioni dell'Antitrust in occasione dell'acquisizione di Rcs Libri.
Bompiani, libri

Bompiani, libri

globalist29 settembre 2016

Mondadori ha ceduto Bompiani a Giunti Editore. Il corrispettivo complessivo dell'operazione, è stato scritto in una nota, è pari a 16,5 milioni di euro, comprensivo di 5,3 milioni relativi ad asset trasferiti all'acquirente. La cessione è stata fatta per ottemperare alle prescrizioni dell'Antitrust in occasione dell'acquisizione di Rcs Libri.

Si stima che il perimetro oggetto di cessione consegua, nell'esercizio in corso, ricavi per 15,3 milioni di euro e un Ebitda normalizzato di circa 1,3 milioni. Al 30 giugno 2016 Bompiani deteneva una quota dell'1,8% nel mercato trade (fonte GFK). Il perfezionamento della cessione è soggetto all'approvazione preventiva da parte di AGCM. Giunti Editore, è una storica casa editrice fiorentina, erede di una lunga tradizione che ha inizio nel 1841. Il gruppo nel 2015 ha realizzato con le case editrici e la catena di 190 librerie a marchio Giunti al Punto un fatturato consolidato di 198 milioni di euro.

Il Cda di Mondadori ha anche approvato il progetto di fusione per incorporazione della controllata Banzai Media: obiettivo dell'operazione è realizzare la piena integrazione delle attività di Banzai Media - i cui brand manterranno autonomo e distinto il proprio valore - con le digital properties dell'area Periodici Italia.